Prima di lasciare la California dopo lo 0-0 col Belgio, Taremi e soci hanno scritto in inglese sulla lavagna tattica: "Dall’antica Persia all’Iran di oggi lo spirito rimane vivo e saldo. Che la pace, il rispetto e l’amicizia prevalgano tra tutte le nazioni"
Dopo polemiche, tensioni diplomatiche e un clima delicatissimo dentro e fuori dal campo, l’Iran ha lasciato definitivamente Los Angeles per tornare al proprio discusso ritiro di Tijuana, in Messico. L’ultima sfida del girone contro l’Egitto non sarà più al SoFi, ma a Seattle e potrebbe valere una storica qualificazione alla fase a eliminazione diretta del Mondiale. Prima di lasciare la California, però, Taremi e soci hanno voluto lasciare un ricordo del proprio passaggio. Nello spogliatoio utilizzato per le gare disputate a Los Angeles i giocatori hanno scritto a mano un messaggio in inglese sulla lavagna tattica, una sorta di lettera aperta alla città, ai tifosi e alla comunità iraniana che ha accompagnato la squadra durante il torneo. Questo il testo integrale: “Dall’antica Persia di migliaia di anni fa all’Iran civile di oggi, lo spirito dell’Iran rimane vivo e saldo. Siamo venuti a Los Angeles con orgoglio, abbiamo gareggiato con onore e ce ne andiamo con dignità. Grazie, Los Angeles, per la tua ospitalità. E grazie a ogni iraniano che ha dato il proprio cuore, la propria voce e la propria anima per l’Iran durante questi 180 minuti. Che la pace, il rispetto e l’amicizia prevalgano tra tutte le nazioni”.
#168 e #minab
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Da un lato l’orgoglio nazionale, richiamato fin dalla prima frase che collega la Persia antica all’Iran contemporaneo; dall’altro la riconoscenza verso i tifosi iraniani arrivati da ogni parte degli Stati Uniti per sostenere la squadra nelle due partite disputate qua e divisi in inconciliabili fazioni, tra sostenitori e oppositori del regime degli ayatollah. Oltre al richiamo alla pace, c’è pure il riconoscimento per l’accoglienza ricevuta durante la permanenza in un Paese comunque nemico. Al centro del messaggio anche due hashtag, #168 e #Minab, diventati un simbolo che ha accompagnato la spedizione iraniana per tutta la competizione. Minab è una città dell’Iran meridionale, nella provincia di Hormozgan, mentre il numero 168 richiama le vittime di un tragico attacco americano che, secondo le autorità iraniane, colpì una scuola femminile nella stessa città nel febbraio scorso.


