Il manuale di Upamecano per marcare Haaland: "Mai sfidarlo sui muscoli, per fermarlo serve che..."

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Il difensore francese racconta come proverà a limitare il bomber del City: “Va portato fuori dalla sua zona, senza mai stargli troppo vicino”

Andrea Ramazzotti

Giornalista

25 giugno - 14:36 - INVIATO A BOSTON

Manuale per fermare Erling Haaland. Firmato Dayot Upamecano, difensore della Francia che domani sera sfiderà proprio il bomber del Manchester City nel match tra la Francia e la Norvegia a Boston. Upamecano ha parlato all'Equipe e ha dimostrato in questi giorni di aver studiato attentamente al video il Vichingo. Insomma, è pronto a marcarlo anche se Guy Stephan, d'accordo con Deschamps (che sarà assente perché in Francia al funerale della madre), potrebbe concedergli un turno di riposo per dosare le energie. In questo caso, al fianco di Saliba, giocherà Konaté. 

concentrazione

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"Haaland è uno da tenere sempre d'occhio - ha detto Upamecano al giornale francese -, bisogna controllare dove si trova, ma al tempo stesso non perdere di vista il calciatore con la palla perché Haaland si muove in funzione di quella. Tutti sanno che è incredibilmente veloce, un po' come Mbappé, e che gli basta una frazione di secondo per cambiare direzione e sorprenderti. Ecco perché se un difensore non riesce ad anticipare il suo primo tocco e a impedirgli di ricevere la sfera, deve costringerlo ad allargarsi. Fisicamente è forte e gli piace il contatto con l'avversario, ma sfidarlo sui muscoli non credo sia una buona idea: meglio cercare di portarlo fuori dalla sua zona e chiudergli l'angolo di tiro. È temibile anche nei duelli aerei e non a caso viene cercato dai compagni sui falli laterali. In quelle occasioni va raddoppiato: uno giocatore davanti e un marcatore dietro. Non bisogna stargli troppo vicini e soprattutto è fondamentale tenere alta la concentrazione: lui punisce ogni minima distrazione, come quando sono scivolato in Manchester City-Bayern (11 aprile 2023, vittoria per 3-0 della formazione di Guardiola nell'andata dei quarti, ndr).

pochi tocchi, zone giuste

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Bisogna sempre posizionarsi bene con il corpo, tenere un occhio sul pallone e uno su di lui. Se ti sfugge, è difficile raggiungerlo perché è molto, molto veloce. Non è un attaccante che tocca il pallone 50 volte: preferisce pochi tocchi, ma nelle zone giuste del campo. Mi sento preparato per affrontarlo anche se è passato un bel po' di tempo dall'ultima volta che abbiamo giocato l'uno contro l'altro. Ora ho più esperienza, quasi 200 partite alle spalle con il Bayern, 40 con la nazionale francese: sono più preparato che mai per sfidarlo. Haaland parla con i difensori? No! Ma nemmeno io parlo con i miei avversari. E anche quando qualcuno mi parla, faccio finta di non aver sentito nulla. Attenzione, però, Haaland è un giocatore incredibile, ma non dimenticate Sörloth, con cui ho giocato a Lipsia: molto forte, molto veloce e tira forte".

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