Il Giro di Padania, la nazionale in verde e... l'Atalanta: lo sport secondo Umberto Bossi

2 ore fa 2

personaggio

Contenuto premium

Il Senatùr è nato interista, lo si vedeva spesso e volentieri a San Siro a seguire il Milan ("per colpa dei figli") e si è anche professato tifoso della Dea. Ma lo sport per il fondatore della Lega era soprattutto un mezzo per diffondere il suo messaggio politico

Furio Zara

Collaboratore

20 marzo - 12:23 - MILANO

Poiché anche la pratica del tifo come la politica richiede ogni tanto un compromesso, Umberto Bossi sosteneva di “essere interista da sempre ma poi sono stato costretto a diventare anche del Milan per forza di cose, perché i miei figli ogni volta che voglio guardare l’Inter cambiano canale”: erano quelli i tempi in cui duettava con il suo amico e sodale Bobo Maroni, già Ministro dell’Interno, tifosissimo, lui sì, del Milan di Berlusconi, con il quale Bossi ebbe - nel corso degli anni - momenti di amicizia divenuta poi rivalità, tra alleanze fatte e disfatte, tra carinerie e insulti vari. In tribuna per un Milan-Juventus del 1993 si dichiarò “agnostico, sono qui solo per accompagnare mio figlio Riccardo”. In seguito accettò, pur senza tanto entusiasmo, la tessera n.1 che il Varese gli aveva regalato. Qualche anno fa, il Senatùr - aprendo, diciamo così, al campo largo del tifo - si professò addirittura “tifoso dell’Atalanta perché rappresentava meglio di tutti l’identità lombarda”.

Abbonati, puoi disdire quando vuoi.

Leggi l’intero articolo