Punti chiave
- Il punto
- 15:59 Assocalciatori: 'Più italiani in campo'
- 15:38 Donnarumma: 'Stanotte ho pianto, troviamo la forza di voltar pagina'
- 14:12 Simonelli: 'Ripartiamo dai giovani e da nuovi stadi'
- 14:07 Nella notte lancio di uova sulla sede della Figc a Roma
- 14:06 Galliani: 'La Nazionale è figlia del campionato'
- 13:21 Domani in Figc riunione d'urgenza delle componenti
- 12:36 Arianna Fontana: 'I momenti duri devono servire a crescere'
- 12:15 Abodi: 'Calcio da rifondare, la prima cosa i vertici della Figc. Commissariamento? Bonfiglio valuterà'
- 12:14 Azione: 'Non è solo calcio. È fallimento del sistema Italia'
- 12:04 La difesa di Ulivieri: 'Non è tutto da buttare'
- 11:49 Gravina in Figc, 'come sto? bene, bene...'
- 11:41 Sighel e Giacomel contro Gravina: 'Servono professionisti?..'
- 11:32 L'altra faccia del Mondiale, il Congo festeggia la qualificazione
- 11:17 M5s: 'Serve un repulisti completo, ok all'audizione di Abodi'
- 11:12 L'accusa di Irma Testa a Gravina, 'i veri professionisti siamo noi'. Federica Pellegrini condivide il post
- 11:06 Renzi: 'La terza eliminazione dell'Italia è il fallimento del calcio italiano'
- 10:17 L'accusa di Zoff: 'Non è sfortuna, c'è qualcosa che non va'
- 09:57 La disfatta della Nazionale irrompe alla Camera, chiesta un'informativa ad Abodi
- 09:11 La Russa: 'In cuor nostro lo temevamo, ma a tutto c'è un limite'. FdI: 'Gravina si dimetta'
- 09:00 Crippa (Lega): 'Gravina una sciagura, ora un tetto a 5 extra Ue e giovani italiani in campo'
- 11:50 Gravina: 'La politica chiede subito dimissioni, ma faccia anche lei sua parte'
Il punto
La disfatta dell'Italia del calcio, esclusa dal Mondiali per la terza edizione consecutiva dopo il ko ai rigori contro la Bosnia, ha scatenato come era inevitabile una montagna di polemiche, all'interno e all'esterno del mondo sportivo, ed è diventato anche un caso politico.
FdI alla Camera ha chiesto un'informativa al ministro dello sport Abodi sul "fallimento del calcio italiano", la Lega chiede una 'riforma totale del calcio che è proprietà dei tifosi e non del presidente della FIGC'.
Le stesso Abodi si è espresso in maniera molto dura a favore di una 'rifondazione' del calcio italiano, a partire dai vertici federali.
Contro Gravina piovono pesanti critiche, anche da parte degli sportivi delle altre discipline dopo le dichiarazioni in cui aveva parlato del calcio come sport professionistico che si differenzia da quelli dilettantistici. E anche una leggenda del pallone come Dino Zoff prende posizione: "Non è sfortuna, c'è qualche cosa che non va.
15:59
Assocalciatori: 'Più italiani in campo'
Servono più italiani in campo: cosi' l'Assocalciatori interviene all'indomani del ko dell'Italia in Bosnia. Il presidente Aic, Umberto Calcagno, ricorda come più volte il sindacato dei giocatori abbia sottolineato l'importanza di aumentare il minutaggio dei giocatori convocabili.
"La delusione, in questo momento è enorme ed è difficile da sintetizzare in poche parole - dice Calcagno - Al di là dell'amarezza, è però necessario che l'intero sistema avvii una riflessione seria, non più rinviabile. Una riflessione che deve coinvolgere tutti, non solo la Federazione, ma l'intera filiera: le Leghe, tutte le componenti del sistema e anche la classe politica".
"In questo contesto abbiamo più volte segnalato criticità e distorsioni sul mancato utilizzo degli italiani - aggiunge Calcagno -, a partire dal decreto crescita, che ha per tanti anni garantito un regime fiscale agevolato per i giocatori provenienti dai campionati esteri, rimanendo spesso inascoltati. Oggi, tuttavia, emerge con chiarezza l'impossibilità, viste le normative lavoristiche statali ed europee, di adottare provvedimenti da parte della federazione per favorire l'utilizzo dei calciatori italiani in Serie A".
"Abbiamo proposto al ministro Abodi la possibilità di destinare una quota importante dei diritti televisivi al minutaggio degli italiani in Serie A, oggi sceso sotto il 30%, provvedimento che speriamo possa essere condiviso da tutti e adottato tempestivamente. Non dobbiamo creare contrapposizioni - sottolinea il presidente dell'Aic - tra la competitività internazionale dei nostri club più importanti e l'utilizzo dei calciatori selezionabili, trovando soluzioni che possano valorizzare questi due aspetti fondamentali del nostro sistema".
"Sul piano sportivo, è doveroso riconoscere il grande impegno dei nostri calciatori nella gara di ieri e il merito a mister Gattuso di aver saputo creare un gruppo del quale andiamo fieri - la conclusione - Alcune decisioni arbitrali molto discutibili hanno certamente inciso sull'andamento della gara e, purtroppo, non è la prima volta che questi episodi irrispettosi condizionano le partite della Nazionale. Affronteremo con serietà le conseguenze di questa sconfitta, cercando di individuare insieme alle altre componenti federali e al Governo soluzioni concrete e condivise per il rilancio del calcio italiano".
15:38
Donnarumma: 'Stanotte ho pianto, troviamo la forza di voltar pagina'
"Ieri sera, dopo la partita, ho pianto per la delusione di non essere riusciti a portare l'Italia dove merita di stare": comincia così il lungo post di Gianluigi Donnarumma, portiere e capitano dell'Italia: "Ho pianto per la tristezza enorme che sto provando io, insieme a tutto il gruppo azzurro di cui sono fiero di essere capitano, e che so, in questo momento, state provando anche voi, tifosi della nostra Nazionale".
"Ora - prosegue - le parole servono a poco, è vero. Ma una cosa la sento forte dentro e voglio condividerla con voi: dopo una delusione così grande, bisogna trovare il coraggio di voltare pagina, ancora una volta".
Per voltare pagina, prosegue Donnarumma, "servono tanta forza, passione e convinzione. Crederci sempre, questo è il motore per andare avanti. Perché la vita - conclude il portiere dell'Italia - sa premiare chi dà tutto, senza risparmiarsi. Ed è da qui che dobbiamo ripartire. Insieme. Ancora una volta. Per riportare l'Italia dove merita di stare".
14:12
Simonelli: 'Ripartiamo dai giovani e da nuovi stadi'
'Credo che sia stato un trauma per tutti noi tifosi, per tutti gli italiani. Lo shock è ancora molto forte, siamo tutti molto provati. E' ancora più dura per tutti sopportare quest'ennesima esclusione dell'Italia dai mondiali, ma io credo che la tappa di oggi, con dei nuovi stadi, possa essere proprio un punto di ripartenza". Lo ha detto il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, a margine di un incontro a Cagliari sul nuovo stadio in vista degli Europei 2032.
"Stadi importanti, ma anche i giovani per ritornare ad avere dei campioni - ha detto Simonelli -. Oggi voi a Cagliari avete la fortuna di avere alcuni giovani bravissimi. Credo che Palestra ieri sia stato forse il migliore in campo. Speriamo di avere tanti Palestra nel futuro, ma per avere tanti Palestra nel futuro dovremmo investire molto nei giovani, bisognerà fare una serie di riforme e avere tutte le cose allineate per poter finalmente ritornare a essere quello che l'Italia è sempre stata, cioè leader nel campo mondiale. Un tempo, ricordo sempre, consideravamo una sconfitta se non si arrivava nei primi quattro ai mondiali, oggi sarebbe stato un grande risultato arrivare ai mondiali e purtroppo per la terza volta di fila ci ritroviamo fuori. Quindi siamo come italiani tutti profondamente delusi".
14:07
Nella notte lancio di uova sulla sede della Figc a Roma
L'Italia manca il mondiale per la terza edizione di fila e i tifosi sono in protesta. Nella notte sono state vandalizzate le fioriere fuori dalla sede della Federcalcio in via Allegri a Roma (già pulite e ripristinate) e lanciate delle uova sulle pareti. Visibili sui muri ancora i segni.
14:06
Galliani: 'La Nazionale è figlia del campionato'
"La Nazionale è figlia del campionato". Adriano Galliani commenta così l'eliminazione dell'Italia dai Mondiali, lasciando intendere che in crisi è "il calcio italiano" anche perché "il ct è più un selezionatore che un allenatore".
"Dopo una domenica eccezionale, un martedì triste - spiega ai microfoni di Sky - Ho visto la prima partita della nazionale nel '54. Lo sport è fatto di cicli, non voglio aggiungere pareri a questo giro delle sette chiese sulle responsabilità...".
Ma poi l'analisi dell'ex ad del Milan è arrivata. "E' cambiato veramente tanto e tutto. Prima avevamo i grandi campioni in Serie A, i Palloni d'oro italiani e stranieri - spiega ai microfoni di Sky - Ricordiamoci ad esempio che negli anni 90' l'Italia vinceva Coppa Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa Uefa. Le finali erano sempre giocate da squadre italiane. E' tutto il fenomeno calcistico che si è abbassato. La Serie A è un campionato di transito. E solo il 30% dei giocatori sono convocabii".
Il "grande vecchio" del calcio italiano punta il dito contro l'organizzazione: "Io amo guardare le statistiche. Nel campionato italiano il 'giro palla' è uno dei più lenti dei campionati europei, e così anche il top delle velocità".
"E' inutile cercare il colpevole e dire che è il presidente federale, piuttosto che l'allenatore o il componente del consiglio federale - prosegue - La crisi è un fenomeno che va visto a 360 gradi". "Ad esempio - conclude - i settori giovanili sono cambiati con i ragazzi che possono andar via a qualsiasi età, così i club sono meno propensi a spendere sui vivai. Se vogliamo cambiare, va fatto dai settori giovanili alla nazionale. Io l'allenatore della nazionale lo chiamo ancora selezionatore...".
13:21
Domani in Figc riunione d'urgenza delle componenti
Il presidente federale Gabriele Gravina, rientrato nella notte in Italia e stamattina arrivato in Federcalcio, ha convocato la riunione informale delle componenti che sono rappresentate nel consiglio Figc, per fare il punto della situazione con i presidenti della Lega di serie A, serie B, Lega Pro, Aic e Aiac.
Dopo il ko della nazionale in Bosnia. Ieri sera, subito dopo la partita a Zenica, Gravina aveva annunciato un consiglio federale per la prossima settimana.
12:36
Arianna Fontana: 'I momenti duri devono servire a crescere'
"Forza Italia, sempre". Arianna Fontana, l'atleta azzurra più medagliata di sempre alle Olimpiadi, si schiera al fianco della nazionale di calcio dopo la mancata qualificazione ai Mondiali. In una serie di post Instagram nei quali racconta di aver seguito la partita di ieri in Bosnia e aver esultato al vantaggio di Kean, la pattinatrice di short track ammette che "fa male, è inutile nasconderlo: l'Italia non si è qualificata ai Mondiali e per chi rappresenta questi colori è un colpo pesante".
Ma aggiunge anche che "i momenti duri devono servire a crescere, a pretendere di più. Perché talento e passione in questo Paese non mancano. Lo abbiamo dimostrato con 40 medaglie olimpiche a Tokyo e 30 a Milano Cortina". "L'Italia sa vincere - conclude - proprio per questo deve voler tornare a farlo, sempre e ovunque".
12:15
Abodi: 'Calcio da rifondare, la prima cosa i vertici della Figc. Commissariamento? Bonfiglio valuterà'
"E' evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc": lo dichiara in una nota il ministro per lo Sport, Andrea Abodi.
"Il governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l'impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiani, reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l'importanza e il livello professionistico di altri sport", aggiunge.
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Abodi ringrazia "la squadra e il suo allenatore per l'impegno che hanno dimostrato anche ieri sera", ma poi lancia un duro atto d'accusa, ricordando tra l'altro accando all'impegno del governo a favore di tutto lo sport come "i nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline".
"Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi", prosegue il ministro nella sua nota. "D'altra parte è innegabile che non sia solo uno sport - aggiunge -. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un'intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l'emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio".
Tornando sull'impegno del governo, Abodi conclude: "Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L'Italia deve tornare ad essere l'Italia, anche nel calcio mondiale".
"Commissariare la Figc? Parlando con Buonfiglio ho rinnovato l'invito a valutare tutte le forme tecniche compatibili perché potrebbero esserci i presupposti", ha poi detto Abodi a margine del Premio Città Italiana dei Giovani 2026. "Quando per tre edizioni non vai ai Mondiali è una sconfitta - ha aggiunto - Oggi non è un giorno normale. Non può bastare lo scarica barile dicendo che ci si aspettava di più dalle istituzioni".
"Mi aspetto una risposta più centrata dalla Figc - ha aggiunto Abodi - e ricordo che ci furono sussulti di dignità in passato, Abete lasciò dopo i gironi falliti in Brasile e il compianto Tavecchio fece lo stesso dopo il playoff con la Svezia".
Sulla possibilità di Malagò commissario ha concluso: "Il tempo dei nomi deve ancora venire e deve essere valutata tutta la storia degli ultimi venti anni che ci lascia molte esperienze negative. Quello che dobbiamo fare è non sbagliare nuovamente".
12:14
Azione: 'Non è solo calcio. È fallimento del sistema Italia'
"Dodici anni senza Mondiali. Tre qualificazioni fallite di fila. Mai successo. Ma non è solo calcio. È il fallimento del sistema Italia. Un sistema che perde. E non cambia mai. E allora Gravina dice: "la responsabilità è mia" ma non si dimette. Esattamente come succede in politica". Lo si legge in un post di Azione facendo un parallelo con le difficoltà di ottenere le dimissioni "di Santanchè, Delmastro, Bartolozzi. Pensate a Urso", prosegue Azione: "Industria ferma, risultati imbarazzanti da anni. Eppure ancora lì. Intoccabile. Perché in Italia, fuori dalle aziende, funziona così: si sbaglia, si fallisce, ma si resta. Ci lamentiamo di tutto. Ma non cambiamo mai niente".
"Non cambiamo le persone, non cambiano i meccanismi. Altrove chi sbaglia si dimette. Qui - insiste Azione - chi sbaglia resiste al suo posto. E allora non dobbiamo sorprenderci che perdiamo. Perché prima di perdere le partite, abbiamo smesso di pretendere responsabilità. E senza responsabilità, un Paese non va da nessuna parte".
12:04
La difesa di Ulivieri: 'Non è tutto da buttare'
"Non è tutto da buttare". Renzo Ulivieri è abituato ad andare controcorrente e, seppur nel "profondo dispiacere per l'eliminazione dal Mondiale", prova a salvare qualcosa della ennesima fallimentare sconfitta della nazionale e del calcio italiano. La voce al telefono è roca, ma il tono è fermo, vuole trasmettere fiducia. "Qualcosa di positivo c'è sempre - spiega - Ho visto la compattezza della squadra e del gruppo. Bastava vedere alle fine le facce dei nostri giocatori. Si capiva che è una squadra compatta e che hanno fatto quanto era nelle loro possibilità. Gattuso è stato molto bravo a renderla compatta, a fare in modo che si sentissero la maglia addosso. E questo, ognuno dei nostri giocatori l'ha percepito".
L'85enne presidente dell'Associazione italiana allenatori calcio ritiene che per rialzarsi si debba ripartire dalla "compattezza della squadra", oltre che dai risultati positivi delle nazionali giovanili.
"Credo che sia la base - rimarca - Ho sentito le dichiarazioni di prima della partita. Erano dichiarazioni di ragazzi che credono nella Nazionale. Da questa volontà e da questi sentimenti si deve ripartire". Ma un invito arriva anche alla politica, sulla linea di quanto detto da Gravina a caldo, a intervenire con leggi ad hoc. "Si deve continuare con Gattuso - prosegue Ulivieri che è anche direttore della scuola allenatori della Figc-. Speravamo che Rino potesse essere il quarto allenatore italiano ai Mondiali dopo Ancelotti, Montella e Cannavaro (il primo alla guida del Brasile, gli altri due con Turchia ed Uzbekistan, ndr) ma è andata così".
11:49
Gravina in Figc, 'come sto? bene, bene...'
Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, è rientrato nella notte da Zenica dove l'Italia ha mancato la qualifcazione mondiale ed è ora nella sede della Figc di Roma a Via Allegri. "Come sto? Bene, bene", le uniche parole entrando in Federcalcio. Ora ci sarà da definire la data del consiglio federale che si terrà la prossima settimana come annunciato dallo stesso Gravina nella conferenza stampa di ieri.
11:41
Sighel e Giacomel contro Gravina: 'Servono professionisti?..'
"Se puo' aiutare qualche calciatore, mi offro per fare il cambio..". Dopo Irma Testa, anche Pietro Shigel, olimpionico dello short track nella stafetta mista a Milano Cortina, replica con un post Instagram alle parole del presidente Figc, Gabriele Gravina, sulla differenza tra il calcio, sport professionistico, e le altre discipline, dilettantistiche.
"Se il calcio è professionismo, allora Sinner è un amatore. Avanti cosi'", il commento ironico di Tommaso Giacomel, argento olimpico nella staffetta mista di biathlon a Milano Cortina.
11:32
L'altra faccia del Mondiale, il Congo festeggia la qualificazione
L'altra faccia del Mondiale è quella del Congo che festeggia a Kinshasa una storica qualificazione alla Coppa del Mondo mentre in Italia si analizza la terza esclusione consecutiva. I tifosi hanno ballato sotto la pioggia tutta la notte nelle strade bagnate della capitale Kinshasa dopo che la Repubblica Democratica del Congo ha raggiunto la qualificazione per la prima volta dopo 52 anni.
Il difensore Axel Tuanzebe, che gioca in Premier League per il Burnley, è stato l'eroe con l'unico gol nella vittoria per 1-0 contro la Giamaica dopo i tempi supplementari nello spareggio intercontinentale in Messico. A Usa-Messico-Canada 2026 il Congo affronterà Portogallo, Colombia e Uzbekistan nel Gruppo K. Nella fase finale del 1974 in Germania Ovest, la squadra africana gareggiò con il nome di Zaire e fu battuta da Scozia, Jugoslavia e Brasile.
"Abbiamo dato il massimo, proprio qui sotto la pioggia!" ha gridato Beni Ile, un tifoso di Kinshasa le cui spalle erano drappeggiate in una bandiera bagnata della RDC. "Mercoledì non lavoreremo! Sarà una festa nazionale. Festeggeremo e faremo festa tutta la notte. "Aspettiamo questo da 50 anni. Resteremo fuori fino all'alba".
È stata una scena replicata in tutta la città di 17 milioni di persone, dove il fischio finale a Guadalajara è stato accolto da una cacofonia di pentole sbattenti, clacson e fischietti. La vittoria ha completato una spettacolare campagna di qualificazione per i Leopards, che hanno eliminato i giganti del calcio africano Nigeria e Camerun nel cammino verso i playoff di martedì. Già la mattina della grande partita, molti residenti della capitale del Congo indossavano la maglia azzurra della loro amata nazionale.
In serata diverse centinaia di tifosi si erano radunati in una piazza del centro città in attesa di assistere alla partita. Nonostante la pioggia cadesse a dirotto, la conclusione della partita, dopo 120 minuti di tensione, è stata accolta con un'ondata di orgoglio e sollievo nazionale. È stato anche un raro momento di unità nazionale in un paese segnato da 30 anni di conflitto e dalla rinascita del gruppo armato M23 sostenuto dal Ruanda.
"È davvero eccezionale, siamo molto orgogliosi dei Leopardi oggi per questa impresa", ha detto Merou, che proviene da Goma, una grande città nella parte orientale della RDC caduta nelle mani dell'M23 nel gennaio 2025. "Questa vittoria unificherà il Congo. "Speriamo che l'intero Paese ne tragga beneficio", ha aggiunto, in piedi sotto la pioggia battente. Un altro sostenitore felicissimo, Maclain, ha dichiarato: "Meritiamo un momento di felicità, lontano dagli spari. "Anche noi dobbiamo unirci".
11:17
M5s: 'Serve un repulisti completo, ok all'audizione di Abodi'
"Tre esclusioni consecutive dai mondiali sono la prova definitiva di un movimento che ha perso direzione, credibilità e orgoglio. Ok sentire Abodi, ma qui non si tratta di invocare teste che saltano per rabbia del momento. Si tratta di qualcosa di più semplice e allo stesso tempo più raro: responsabilità. Chi ha guidato questo fallimento, chi lo ha costruito pezzo dopo pezzo, dovrebbe avere la lucidità e il rispetto verso il calcio italiano di farsi da parte senza bisogno di essere spinto.
Non solo Gravina, ma proprio tutti. Ricordiamoci che è stato eletto a febbraio dell'anno scorso con quasi il 100% dei voti. Serve un repulisti completo. Il problema è strutturale. Un sistema piegato agli interessi dei club, molto attento a garantire commissioni record (le più alte in Europa!) ai procuratori e meno a far crescere i talenti. Quando arriveranno gli obblighi per i club di investire sui giovani? Perché si consente loro di impedire gli stage della Nazionale mentre la Supercoppa l'hanno giocata in Arabia Saudita e avevano addirittura programmato la follia di giocare Milan - Como in Australia?
Siamo sicuri che il problema sia solo Gravina e non sia anche chi dirige la Lega Calcio? Si continua a rincorrere emergenze senza mai mettere mano alle fondamenta. Nel frattempo cresce una generazione intera che la Nazionale al Mondiale non l'ha mai vissuta. Continuare così non è più accettabile. È solo accanimento contro ciò che resta di una storia che meriterebbe ben altro destino". Così gli esponenti M5S in commissione cultura.
11:12
L'accusa di Irma Testa a Gravina, 'i veri professionisti siamo noi'. Federica Pellegrini condivide il post
"I veri professionisti siamo noi". Così Irma Testa, prima pugile donna italiana a salire sul podio delle Olimpiadi con un bronzo a Tokyo, risponde a Gabriele Gravina, presidente della Figc, che aveva parlato del calcio come sport professionistico che si differenzia da quelli dilettantistici.
"I veri professionisti siamo noi che gareggiamo e vinciamo per la maglia e il nostro Paese, guardando giocatori milionari fare brutte figure", scrive Testa sul suo profilo Instagram. "Mi alleno più di un calciatore, guadagnando meno dei loro cuochi o delle loro tate".
"Nonostante questo - prosegue Irma Testa - quando perdo (quelle poche volte) sento il peso di un'intera nazione che comunque non mi chiede niente perche' impegnata a guardare il calcio...". "Forza Italia, la pasta e Toto Cutugno", la conclusione
Anche Federica Pellegrini condivide la risposta di Irma Testa al presidente della Figc. La Pellegrini, pluricampionessa olimpica oltre che portabandiera a Rio 2016, ha condiviso sul proprio profilo Instagram un post che rilancia le posizioni della Testa.
11:06
Renzi: 'La terza eliminazione dell'Italia è il fallimento del calcio italiano'
"La terza eliminazione consecutiva dell'Italia dai mondiali di calcio non è un pesce d'aprile, purtroppo. È il segno del fallimento del calcio italiano. Non capire che per il nostro Paese il pallone non è solamente un divertimento, ma un pezzo di cultura e di identità popolare, è l'errore più grave di una classe dirigente che, in federazione come in alcuni club, pensa di andare avanti tra raccomandazioni e amichettismo, vivendo di piccoli inciuci. E di servilismo verso la politica. Si assumono i figli dei ministri, ma non ci si occupa dei ragazzi che vorrebbero sognare un calcio diverso. Chi conosce che cosa è accaduto negli ultimi anni, sa bene a cosa mi riferisco. Non voglio dire di più: lo faremo prestissimo in una riunione pubblica di Italia Viva dove ascolteremo il parere degli addetti ai lavori e diremo le nostre idee sul futuro del calcio italiano. Che mai come oggi va rifondato da zero, a cominciare dai diritti TV e dagli stadi. E senza interferenze del Palazzo". Lo scrive il leader di Iv Matteo Renzi nella sua Enews.
10:17
L'accusa di Zoff: 'Non è sfortuna, c'è qualcosa che non va'
"L'umore è come quello di chi ha giocato ieri. Purtroppo siamo fuori, è uno smacco per il calcio italiano. È difficile pensare alla sfortuna dopo tre volte che non vai. Vuol dire che c'è qualcosa che non va". Lo ha detto Dino Zoff, ex ct della nazionale e campione del mondo dell'82, al telefono con l'ANSA. "Se mi aspetto passi indietro in Figc? Non spetta a me dirlo e non entro in queste dinamiche", aggiunge. Oggi si appassiona più alla Formula 1 di Kimi Antonelli o alla Nazionale: "Mi diverto sempre a guardare la Nazionale, certo oggi c'è poco da divertirsi. Poi io sono un uomo di sport e seguo tutto".
09:57
La disfatta della Nazionale irrompe alla Camera, chiesta un'informativa ad Abodi
La disfatta della Nazionale di calcio italiana irrompe nell'Aula della Camera. In apertura della seduta Salvatore Caiata di FdI ha chiesto un'informativa al ministro dello Sport sul "fallimento del calcio italiano".
"Noi ce l'abbiamo particolarmente con Gravina" perché "ha rubato un sogno ai nostri giovani - ha aggiunto -, le giovani generazioni ventenni non hanno mai assistito ad una partita dei mondiali, le 'notti magiche'".
"Vogliamo dissociarci dalla richiesta" di Caiata, "non ci convince in questa narrazione - ha affermato Marco Grimaldi di Avs -. Convocate pure Abodi, chiedete la testa di Gravina ma non vi assolvete dalle responsabilità che avete". Per Mauro Berruto del Pd bisogna indagare "le ragioni che hanno portato all'abisso del calcio italiano".
A suo avviso "le dimissioni di Gravina non vanno richieste, dovrebbero essere un atto di dignità istituzionale. Per fare una nazionale servirebbe essere attrattivi su giocatori stranieri che alzano il livello", ma così non è stato. "Mi interesserebbe ascoltare Abodi sulle ragioni" di quanto accaduto "e sui correttivi per invertire la tendenza".
09:11
La Russa: 'In cuor nostro lo temevamo, ma a tutto c'è un limite'. FdI: 'Gravina si dimetta'
"Non andiamo ai mondiali. Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il primo rigore (lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?). Ma a ripensarci bene, in cuor nostro lo temevamo o meglio lo sapevamo. Ridire adesso come la pensiamo - e non da oggi - sarebbe inutile più che ingeneroso. Ma a tutto c'è un limite". Lo scrive su X il presidente del Senato, Ignazio La Russa.
"La partita della Nazionale l'ho vista ed eravamo gelati tutti, non solo io, è stata orribile, però peggio sono stati i commenti e le interviste di tutti. Io ho guardato l'orologio e accanto c'è anche la data, allora era passata la mezzanotte ed era il primo aprile. Quindi ho pensato fosse un pesce di aprile. Mi aspettavo una presa di coscienza un po' meno trionfale, sembrava avessimo vinto", ha poi commentato in collegamento con 'Un giorno da pecora' su Radio1.
"Non mi interessano le dimissioni, ma dico una cosa detta in tempi non sospetti e cioè che si facciano dei profondi cambiamenti e che ogni squadra debba schierare almeno quattro italiani per tutti i minuti della partita", ha poi detto sottolineando che "non chiedo la testa di nessuno, dico soltanto che a tutto c'è un limite ed è quello di prendere atto delle cose, non si capisce perché la Nazionale è un porto franco. Non lo voglio levare Gattuso, deve decidere lui. Gattuso farà quello che il cuore gli comanda".
Sul possibile sostituto ha commentato: "Vorrei Mourinho, ma non può essere perché vuole più soldi e non si accontenta. Anche Mancini andava bene. Ma per questa Nazionale Gattuso è l'ideale, non so se è un complimento ma è una considerazione".
Il Presidente della Commissione Sport della Camera Federico Mollicone (FdI) annuncia: "In seguito alla nuova e grave sconfitta della Nazionale italiana di calcio e la conseguente mancata qualificazione alla Coppa del Mondo - per la terza edizione di fila - chiederò l'audizione, dati i poteri di vigilanza del Parlamento, in Commissione Sport alla Camera, del Presidente della Figc Gabriele Gravina per capire i motivi di una simile disfatta. L'ultima volta che l'Italia ha partecipato alla fase finale è stato nel 2014: praticamente due generazioni di ragazzi italiani non hanno mai visto la propria nazionale giocare ai mondiali".
Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, dichiara: "Dopo l'ennesimo fallimento della nazionale di calcio Italiana, il Presidente della FIGC Gabriele Gravina deve semplicemente dimettersi. Il calcio italiano va rifondato e le sue dimissioni sono imprescindibili".
09:00
Crippa (Lega): 'Gravina una sciagura, ora un tetto a 5 extra Ue e giovani italiani in campo'
Dopo l'ennesima umiliazione della Nazionale, eliminata ai playoff e fuori per la terza volta consecutiva dai Mondiali, è arrivato il momento di dire basta.
Serve una riforma totale del calcio che è proprietà dei tifosi e non del presidente della FIGC. Rilanciamo subito il limite a 5 extra Ue in campo e l'obbligo di schierare tra i titolari i ragazzi italiani provenienti dai settori giovanili. Se in questi anni non è stato fatto nulla di concreto, la colpa è anche di Gabriele Gravina, una sciagura per il calcio". Così il deputato della Lega Andrea Crippa.
11:50
Gravina: 'La politica chiede subito dimissioni, ma faccia anche lei sua parte'
"La politica chiede subito le mie dimissioni. Ma anche la politica deve fare la sua parte". Lo ha detto Gabriele Gravina, nella conferenza stampa a Zenica dopo la terza mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale.
"La responsabilità oggettiva è della Federcalcio, è mia - ha aggiunto il presidente federale - La crisi è grande, bisogna ridisegnare il calcio: ma si parla della Figc come dell'unico attore, quando invece la federazione fa sintesi. Ci sono le Leghe, ci sono i club. Per questo serve una riflessione più grande, per cambiare le cose".

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