Fino al referendum sulla giustizia, le opposizioni andranno avanti col rifiuto secco della legge elettorale proposta dal centrodestra: "Una super truffa", l'ha definita il presidente del M5s Giuseppe Conte. Ora che i "No" stanno crescendo - è il ragionamento - è stata buttata nella mischia come diversivo. Discuterne è fare da sponda all'avversario. Epperò, le forze del campo largo hanno dovuto cominciare a fare i conti con le nuove regole del gioco. Per la verità, già da un po', visto che era nell'aria sia che sarebbero arrivate sia che sarebbero arrivate più o meno così.
Il primo effetto è un impulso allo scenario delle primarie. Perché il candidato premier dovrà essere indicato nel programma della coalizione. Non sarà quindi più possibile prendere tempo con l'ipotesi - per la verità da sempre pochissimo quotata - di delegare la scelta alle urne: di incoronare cioè il leader del partito che prenderà più voti. Nel campo largo, la segretaria del Pd Elly Schlein ha da tempo dato la sua esplicita disponibilità a confrontarsi con le primarie. E anche il presidente del M5s Giuseppe Conte non ha mai chiuso: "E' un criterio che non escludo - va ripetendo - ma io non escludo alcun criterio". L'alternativa sarebbe un accordo fra le forze dell'alleanza e al momento quella strada non sembra in discesa.
L'altro effetto delle nuove regole è la spinta a presentarsi in coalizione: quella che vincerà superando il 40% avrà in dote 70 deputati. Per la verità, per il Campo largo la strada dell'alleanza appariva già tracciata. E' stato così in tutte le elezioni regionali del 2025. Ma il cospicuo premio di maggioranza è un motivo in più. Anche perché, malgrado le prime proiezioni diano il centrodestra favorito dalle nuove regole, le forze di centrosinistra stanno facendo i loro conti e, sulla base anche dei risultati del voto proporzionale delle Europee 2024, considerano la partita aperta. Ancora di più se anche Azione entrasse nell'alleanza. Per il momento, però, Carlo Calenda pare più interessato alle possibilità offerte da un soglia di sbarramento piuttosto bassa: il 3%. "Con la nuova legge - ha detto - lo spazio per la costruzione di un Fronte liberale, riformista, popolare ed europeista indipendente aumenta". Per adesso quindi, nessun patto con altri schieramenti.
Per il centrosinistra, la partita del 2027 sarà ancora più aperta se al referendum sulla riforma della giustizia vinceranno i "No". Per questo, fino al 22 e 23 marzo, il focus sarà su quello. Abbastanza condivise dalle forze di opposizione anche le critiche più marcate alla proposta di legge. Se verrà approvato, saranno costrette a confrontarsi col "superpremio di maggioranza" - come lo ha definito Conte - ma fino a quel momento daranno battaglia: "E' incostituzionale". E poi la mancanza delle preferenze: "Senza quelle - ha detto il presidente del Pd, Stefano Bonaccini - sarà un Parlamento di nominati". E infatti, le mosse di Fdi per reintrodurle sono osservate con attenzione. Migliore, invece, il giudizio sull'impianto proporzionale. "Storicamente - ha ricordato la vicepresidente del M5s, Vittoria Baldino - la nostra proposta è proporzionale puro con la soglia al 5% e le preferenze". Nel complesso però, il giudizio è unanime: la proposta di legge elettorale del centrodestra "rappresenta un evidente tentativo di manipolare le prossime elezioni", ha detto il deputato di Avs Angelo Bonelli. Per Conte, "questo Governo è alla frutta.
Disegnano scenari inquietanti: con il 40% di consenso ambiscono a uno strapotere per decidere tutto e soprattutto per mettersi al riparo dalle inchieste della magistratura. Tutto questo non è accettabile". Il capogruppo Pd al Senato ha messo in fila le riforme: "Il premierato, quella della giustizia e ora la legge elettorale. Non sopportano l'equilibrio dei poteri" garantito dalla Costituzione.

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