Il caffè turco, all'origine della tradizione del caffè

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Rinomato per il suo ricco aroma e il gusto intenso, il caffè turco è una delle tradizioni culturali più preziose della Turchia. Il suo metodo unico di preparazione e presentazione, insieme al suo valore sociale e storico, rende questa bevanda un’esperienza da non perdere.
Il caffè turco vanta una storia di oltre 500 anni.
Introdotta nei territori ottomani dallo Yemen nel XVI secolo, questa bevanda conquistò ben presto il cuore della gente, portando all’apertura delle prime caffetterie, dove si tenevano profonde conversazioni. Non ci volle molto perché il caffè turco entrasse anche nelle case, diventando una tradizione amatissima. Vista la sua crescente popolarità, i mercanti iniziarono a commerciare i chicchi di caffè oltre confine.
Così, il caffè turco arrivò in Europa, ponendo le basi per la cultura del caffè del continente. Oltre al suo gusto intenso, il caffè turco è da sempre un rituale di connessione, capace di unire amici e famiglie. Inizialmente servito soprattutto dopo i pasti, ha trovato presto il suo posto anche nelle cerimonie di fidanzamento, nelle feste e nelle festività religiose. Offrire il caffè turco è un gesto senza tempo di ospitalità e calore, un’espressione perfettamente sintetizzata nel proverbio: “Una tazza di caffè obbliga a quarant’anni di amicizia”.
Il segreto del suo gusto unico: un metodo di preparazione tramandato nei secoli
A rendere unico il caffè turco non è solo la sua capacità di riunire le persone, ma anche l’autentica cultura che incarna, dalla preparazione al modo lento e rilassato in cui viene gustato. È uno dei metodi di preparazione del caffè più antichi ancora in uso e rappresenta il patrimonio culinario sostenibile del Paese.
I chicchi tostati, finemente macinati, vengono fatti bollire con acqua fredda — e zucchero, se desiderato — in un piccolo bricco chiamato “cezve”, quindi riscaldati delicatamente fino alla formazione di una perfetta schiuma.
Caratterizzato dai fondi e dalla ricca schiuma, il caffè turco si distingue anche per la presentazione: il caffè turco viene tradizionalmente gustato in piccole tazzine di porcellana, accompagnato da un bicchiere d’acqua e da un pezzo di lokum (delizia turca).
Viaggiando tra le diverse regioni numerose sono le varianti.
Lungo la costa Egea puoi assaggiare il caffè delicatamente aromatizzato al mastice, una specialità locale resa possibile dai famosi alberi di mastice della regione. A Gaziantep puoi provare il caffè menengiç, preparato con i frutti del Pistacia terebinthus, che vanta anche una registrazione come indicazione geografica (IG) da parte dell’UE. Nelle province orientali come Şanlıurfa e Mardin, dovresti assolutamente assaggiare il mırra, un caffè più forte e intenso che riflette le tradizioni profonde della regione. Che sia dopo un pasto o abbinato a dolci iconici come il baklava o la delizia turca, questa bevanda confortante accompagna le conversazioni.
Una volta finito il caffè, i fondi rimasti nella tazzina vuota vengono spesso usati per leggere la fortuna, una tradizione nota come tasseografia. 
Il caffè turco è stato inserito nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO nel 2013 ( il 5 dicembre è la Giornata Mondiale dedicata). Tuttavia, quest’anno il caffè turco ha ulteriormente riaffermato la sua importanza culturale e storica su scala globale, diventando la prima “denominazione di prodotto tradizionale” della  Turchia registrata ufficialmente nell’Unione Europea (UE).

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