Accoglienza da nemico giurato per l'ex Joan García, passato in estate ai bluagrana. Per lui fischi, ululati e cartoncini sui quali il suo nome è stato unito all’immagine di un ratto
3 gennaio - 23:51 - MILANO
Doveva essere il derby di Joan García, è stato il derby di Joan García. Il Barcellona in una gara spettacolare ha vinto 2-0 a casa dell’Espanyol con i gol nel finale di Dani Olmo e Lewandowski - dormendo a +7 sul Madrid in campo domani al Bernabeu col Betis, senza il pichichi Mbappé - ma il grande protagonista è stato il suo portiere. E ora vedremo cosa farà De la Fuente per la nazionale…
Pessima accoglienza
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Il numero 1 del Barcellona è cresciuto nell’Espanyol e la scorsa estate è passato ai rivali che hanno pagato i 27 milioni di euro della sua clausola di rescissione. Ieri sera è tornato a Cornellá, il suo stadio negli ultimi 4 anni, ed è stato accolto malissimo: fischi, ululati e cartoncini sui quali il suo nome è stato unito all’immagine di un ratto. Lui, imperturbabile, non si è lasciato condizionare dalla pioggia e dall’ambiente ostile ed è stato decisivo. Nel primo tempo ha salvato due volte i suoi, prima su Roberto e poi con un intervento che il 3 gennaio si candida già a parata dell’anno: riflessi miracolosi e ferrea mano destra in pieno volo su un colpo di testa ravvicinato di Pere Milla. ‘Perícos’ ancora più rabbiosi e reti di protezione, a scoraggiare il lancio di oggetti verso l’odiato ex, messe a dura prova. Questo è il derby di Barcellona: una sfida impari e acida, coi blaugrana che non perdono da 29 incroci di Liga, da quando nel 2009 i biancazzurri s’imposero con una doppietta di De la Peña, uno che ha fatto il percorso inverso passando dal Barça all’Espanyol, e la proibizione della vendita dei biglietti ai tifosi avversari che dura dall’anno prima. Non si può andare allo stadio con la maglia della squadra ospite, e la tensione è sempre altissima.
Super Fermín
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Il Barça in Liga veniva da 8 vittorie di fila, l’Espanyol da 5. Sfida tra la quinta e la prima, e i due avversari non si affrontavano coabitando nelle top 5 del campionato dal dicembre del 2010: 5-1 del Barça di Guardiola all’Espanyol di Pochettino. I padroni di casa sono partiti meglio, sbattendo sull’odiato ex. Il Barcellona, con Raphinha da 10 tra Lamine e Rashford e dietro a Ferran, non ha combinato nulla: nel primo tempo solo due tiri di Yamal, uno fuori e uno parato al 46’. Nella pausa Flick ha tolto Rashford per mettere Fermín e spostare Raphinha a sinistra, ma a essere decisivo è stato ancora Jona García, che con un’uscita straordinaria ha di nuovo negato la rete al frustrato Roberto che poco dopo è stato fermato da Kounde, intervento sulla linea, e ancora dall’ispiratissimo estremo difensore. Dentro Dani Olmo e Lewandowski, e i tre cambi hanno deciso la gara: Fermín prima ha pescato Olmo a sinistra con l’ex Lipsia che ha bruciato Dmitrovic con un delizioso destro a giro all’incrocio, poi ha servito al polacco la rete che ha chiuso la gara, tocco sotto e correzione di petto. Lancio di oggetti da parte dei tifosi increduli e rabbiosi, Roberto sostituito e sconsolatamente intento a pensare alle occasioni perdute, Barça, già campione d’inverno da prima di Natale, lanciatissimo. In panchina mentre Flick esplode di gioia Ter Stegen e Szczesny applaudono Joan García, collega decisivo.

