I rigori segnati a Donnarumma e il futuro: il piano Inter per Lavelli e Mosconi

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I giovani hanno convinto tutti nell'amichevole contro il Manchester City: ora possono cambiare le strategie del club sul mercato di entrambi

Guendalina Galdi

Giornalista

2 agosto - 19:09 - MILANO

Chissà com'è segnare un rigore a Gigio Donnarumma. Certo, i contorni di una gara amichevole nel vento caldo del calcio d'estate possono ridimensionare un po' il fatto in sé ma non la voglia di guardare avanti con rinnovata fiducia. È quella che Mattia Mosconi e Matteo Lavelli ricevono quotidianamente da Cristian Chivu che anche in tournée, tra Hong Kong e Perth, ha aggregato i due baby nerazzurri. La sua Inter si nutre anche di questo: di gioventù, che prova in tutti i modi a costruirsi un futuro sul quale il Duomo potrà proiettare un'ombra che significa "casa". Il sogno è fare un percorso alla Pio oppure alla Stankovic, visto il ritorno (per restare) del serbo. La volontà è giocarsi ogni possibilità fino all'ultimo secondo ma poi, se si dovrà brillare altrove, il 2007 e il 2006 nerazzurri accetteranno gli eventi e i trasferimenti, consapevoli che questa Inter comunque non intende affatto privarsi di loro.

quale futuro

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Si valutano solo prestiti infatti, perché se a casa lo spazio è poco è sempre meglio non tenere fermi due prospetti sui quali il club comunque punta. Ma guai a lasciar andare definitivamente chi potrà essere il futuro della squadra. Per Lavelli fin qui è stato un 2026 da sogno, iniziato il 4 gennaio con l'esordio stagionale in Serie A (subentrato negli ultimi minuti al posto di Marcus Thuram) e proseguito con le chiamate per il ritiro in Germania prima e per questo tour in Oriente poi. Nella prima amichevole da quel lato di mondo si è anche tolto lo sfizio di battere Donnarumma dagli undici metri e di segnare il rigore decisivo per la vittoria dell'Inter nell'amichevole contro il nuovo Manchester City di Maresca. Vette di gioia ancora inesplorate. Ma sia per lui, sia per Mosconi - che ha un anno in più - dentro l'Inter si continua a sentire un sottofondo comune: è solo l'inizio. Anche l'altro attaccante dunque, il valtellinese, ha segnato un rigore a Gigio e ha ben figurato di nuovo tra i grandi. Le assenze di Lautaro e Thuram (ancora in vacanza post Mondiale) e un Bonny rientrato ma non ancora a pieno regime aiutano, ma a prescindere i ragazzini terribili di Chivu vogliono farsi notare. Serietà e disponibilità. Mosconi di sé, in Germania, ha specificato di aver interpretato "tutti i ruoli possibili ma quello che mi piace di più è la seconda punta, sto lavorando tanto spalle alla porta ma il ruolo preferito è girare attorno alla prima punta per fare più assist possibile". E poi? "Il sogno è giocare in pianta stabile in prima squadra". Inevitabile.

mercato o casa

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Mosconi e il compagno Lavelli sono diamanti grezzi ambiti sul mercato da quelle squadre che non rinunciano a rinforzarsi con giovani interessanti delle big da coltivare, coccolare e lanciare. Però l'Inter non ha alcuna fretta. Anche perché "le ossa" potranno farsele volendo entrambi anche nell'Under 23 di Stefano Vecchi e in un campionato come quello della Serie C che di sicuro è allenante e a suo modo faticoso contro tante realtà che giocano per rincorrere l'obiettivo B. Restare, significherebbe rendersi disponibili per Chivu durante tutto il corso della stagione, riassaporare il gusto dolcissimo di una chiamata dalla prima squadra, magari anche di qualche minuto a San Siro. Che sia in campionato oppure in Coppa Italia. Andar via (ma, come detto, esclusivamente in prestito) aprirebbe davanti a loro un percorso diverso ma non cambierebbe la visione che la società ha di loro. Basta che sia in Serie A oppure in qualche realtà di B che punta in alto. Solo così si cresce. Chivu continua a seguire i suoi ragazzi con grande interesse e il club a tutelarli. Perché i baby sono e resteranno un patrimonio, tecnico e potenzialmente economico, che potrà fare la differenza per l'Inter del futuro.

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