I gatti liberi di entrare e uscire da casa portano più malattie, anche gravi: ecco quali

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 ecco quali

Lasciare il gatto libero di girare all'aperto aumenta fino a cinque volte il rischio che diventi portatore di malattie trasmissibili all'uomo

Daniele Particelli

21 giugno - 14:16 - MILANO

Gatti chiusi in casa o liberi di uscire e girare? Il dibattito tra gli appassionati di gatti e non solo su come i nostri amici felini dovrebbero vivere la propria quotidianità non ha mai raggiunto un punto di incontro: c'è chi sostiene che i gatti abbiano bisogno di uno stile di vita il più possibile vicino a quello naturale e chi, invece, preferisce tenerli al chiuso non soltanto per la loro sicurezza, ma anche per quella della fauna selvatica.

Quello sull'impatto ambientale dei gatti domestici liberi di vagare all'aperto, però, non dovrebbe essere l'unico aspetto da considerare nel dibattito: i gatti liberi di girare all'esterno portano con sé dalle 3 alle 5 volte più malattie rispetto a quelli che vivono esclusivamente in casa, alcune delle quali in grado di colpire anche noi. A metterlo nero su bianco è uno studio da poco pubblicato su PLOS Pathogens.

Lo studio: quasi 100 patogeni zoonotici

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I ricercatori hanno confrontato i dati di oltre 400 studi diversi relativi allo stile di vita dei felini, suddivisi in tre categorie: gatti puramente domestici, gatti domestici ma con accesso all'esterno, e gatti randagi. I risultati parlano chiaro: esistono quasi 100 patogeni diversi associati ai gatti che sono zoonotici, capaci cioè di passare dall'animale all'uomo, inclusi il virus della rabbia, il protozoo responsabile della toxoplasmosi e il batterio della salmonella.

Se, come già anticipato, i gatti che trascorrono del tempo all'aperto hanno una probabilità di essere portatori di patogeni dalle 3 alle 5 volte superiore rispetto ai gatti che vivono solo all'interno, il dato più curioso riguarda il confronto tra i gatti domestici con accesso all'esterno e i gatti randagi veri e propri: in termini di probabilità di portare almeno un patogeno, i due gruppi si equivalgono. C'è una sola differenza: i gatti randagi tendono ad avere una varietà maggiore di patogeni.

I ricercatori hanno messo in guardia non soltanto dai rischi che un gatto libero di girare possa diventare portatore di malattie, ma anche dai possibili rischi rappresentati dalle "prede" che i nostri amici felini possono portarci in casa, da roditori a pipistrelli, a loro volta potenzialmente portatori di agenti patogeni con cui non saremmo mai entrati in contatto se non per il "regalo" fattoci dal nostro amico peloso.

E poi, sempre secondo lo studio, c'è un altro problema di cui non si parla mai: i gatti liberi di girare defecano e urinano dove capita, anche in giardini e parchi pubblici. E non si tratta di un piccolo dettaglio: secondo uno studio condotto in California, la produzione fecale ammonterebbe a circa 60 tonnellate ogni 10.000 abitazioni nell'arco di 365 giorni, una quantità che può arrivare a contaminare il suolo e rappresentare un rischio per chiunque entri in contatto con quel terreno, inclusi i bambini che giocano all'aperto.

Gli autori dello studio si sono anche preoccupati anche di suggerire ai proprietari di gatti di provare a trovare un equilibrio tra il loro benessere e la riduzione dei rischi sanitari, magari limitando in qualche modo l'area di libertà del gatto al proprio giardino. È fondamentale, però, a prescindere dallo stile di vita del gatto, mantenere aggiornate le vaccinazioni e pianificare controlli veterinari regolari, qualcosa su cui in Italia siamo ancora un po' indietro.

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