I Bronzi di Riace al centro di un dialogo tra sport, cultura e identità nazionale

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Si è svolta a Roma, presso l'Accademia d'Armi Musumeci Greco 1878, la presentazione del volume "Anatomia archeostatuaria dei Bronzi di Riace" di Riccardo Partinico, tra i massimi esperti delle celebri statue.
    L'incontro, promosso da Renzo Musumeci Greco, ha rappresentato un importante momento di approfondimento scientifico e divulgativo dedicato ai Bronzi di Riace, con particolare attenzione alla loro anatomia, alle caratteristiche artistiche e alla loro identità, riconducibile a Pericle (statua B) e Temistocle (statua A).
    A moderare l'evento è stato il giornalista Marco Franzelli.
    Sono inoltre intervenuti Novella Calligaris (Presidente dell'Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzuri d'Italia), associazione patrocinante dell'evento; Gemma Gesualdi (Presidente dell'associazione "Brutium - I Calabresi nel Mondo"); Marco Bussagli (Prof. Ordinario dell'Accademia di Belle Arti di Roma); Pier Giovanni Guzzo (Sovrintendente Archeologo) e Beniamino Quintieri (Presidente Istituto del Credito Sportivo e Culturale) contribuendo a un dialogo di alto profilo tra cultura, sport e identità nazionale.
    Secondo la spiegazione del professor Partinico la "Statua B" dei Bronzi di Riace, realizzata nel 430 a.C., può rappresentare Pericle per i dati storici, geografici e archeologici che coincidono con gli esiti degli studi di anatomia archeostatuaria e le analisi scientifiche effettuate dal CEDAD di Unisalento e dall'Istituto Centrale per il Restauro. I piedi della "Statua B" presentano il varismo del V dito, la colonna vertebrale è caratterizzata dalla scoliosi dorso-lombare e dalla rettilineizzazione del rachide cervicale. Il cranio è dolicocefalo, allungato esageratamente in senso antero/posteriore, caratteristiche che permettono di identificare la statua B in Pericle.
    La statua A, realizzata nel 460 a.C., è identificata in Temistocle attraverso un'analisi storiografica anche dell'elmo mancante compatibile con gli opliti della flotta navale e con l'arma impugnata nella mano destra. Il saggio di Partinico sarà adottato come libro di testo all'Accademia delle Belle Arti di Roma.
   

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