Hongqi, il debutto in Italia delle auto volute da Mao

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Con Emc inizia l'importazione dei nuovi modelli del brand cinese, creato nel 1958 dal presidente cinese per costruire le limousine di Stato. In programma ben 15 modelli elettrici e ibridi entro il 2028

Maurizio Bertera

14 maggio - 14:28 - MILANO

Hongqi, il marchio di lusso del gruppo cinese Faw, è pronta a debuttare sul mercato italiano, grazie a un accordo di distribuzione esclusiva con Emc Auto, realtà già attiva nell’importazione di brand dell’industria automobilistica cinese. L’azienda bresciana ha sottoscritto l’intesa per la vendita di due modelli che verranno presentati - per la prima volta al pubblico -  durante l’Automotive Dealer Day, in programma dal 19 al 21 maggio 2026 a Verona. Lì si capirà anche la strategia italiana di Hongqi, in piena crescita: il 2025, ottavo anno consecutivo di aumento delle vendite, si è chiuso con 460.063 unità consegnate, con un incremento di quasi il 12%. A trainare sono state soprattutto le elettriche e le ibride plug-in, con 149 mila unità e un balzo del 29,8%. Per il 2026 l’obiettivo è raggiungere 550 mila vendite, mentre nel medio termine il target è fissato a un milione di veicoli, per metà elettrici o ibridi.

LA PREFERITA DI xi jinping

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Il debutto in Italia fa parte del nuovo corso di Hongqi, brand conosciuto più che altro per le limousine utilizzate dai burocrati dello stato cinese, oltre che dall'attuale presidente Xi Jinping, fotografato regolarmente su una L5 'speciale', realizzata sul modello base del 2013. Hongqi fa parte di Faw Group (First Automobile Works), una delle cinque sorelle storiche dell'automotive cinese, fondata nel 1953. Ha un nome evocativo, voluto personalmente da Mao Zedong che nel 1958 sollecitò la nascita di un'azienda specializzata in auto di stato: in cinese significa “bandiera rossa”. Nonostante il capitolo non positivo, e legato al passato, della partnership con la start up statunitense Silk,  l’espansione internazionale di Hongqi è molto recente: nel 2018, ha lanciato il suo primo modello a batteria (il Suv compatto  E-HS3) ma quello che lo ha fatto conoscere in Europa è stato l'altro Suv E-HS9, venduto in Norvegia sin dal 2022. 

PROGETTI AMBIZIOSI

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È stato all'ultimo Iaa Mobility di Monaco che Hongqi ha rivelato i piani per l' Europa, in concomitanza del lancio del nuovo Suv elettrico EHS5. Disegnato dal Centro Stile di Faw guidato da Giles Taylor, si è visto in versione elettrica a motore singolo da 550 km di autonomia e 20 minuti di ricarica dal 10 all'80% per la batteria da 85 kWh. Lunga 4,72 metri con passo di 2,9 metri - si inserisce quindi nel segmento D - ha uno stile di buona personalità a partire dal frontale. L'abitacolo, caratterizzato da un unico schermo centrale da 15,6" abbinato all'head-up display, è arricchito dal tetto panoramico da oltre 2 metri quadri, dai sedili regolabili a 18 vie con massaggio e ventilazione, dagli schienali del divano posteriore regolabili e dall'impianto premium Dynaudio. Il piano di espansione prevede ben 15 modelli ibridi ed elettrici entro il 2028, sviluppati ad hoc per i nostri mercati. Il brand sinora era presente in pochi Paesi con i modelli EH7 ed EHS7, ma l'obiettivo (ambizioso) è quello di presidiare 25 nazioni dell'Unione Europea - magari producendo direttamente (se ne parla da tempo) in un ex-stabilimento di Stellantis. Ipotesi favorita dai rapporti con Leapmotor, a sua volta partecipata da Faw. Tra le sedi potenziali figurerebbe la Spagna, in particolare lo stabilimento di Saragozza, ma non sarebbe esclusa l’opzione dell’impianto di Cassino, nel Lazio.

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