- TOKYO, 14 MAG - La revisione delle attività legate alla
produzione di veicoli elettrici negli Stati Uniti pesa sui conti
di Honda, che chiude l'esercizio fiscale con la prima perdita
operativa dalla
quotazione in Borsa, avvenuta nel 1957. Nei dodici mesi conclusi
a fine marzo, la seconda casa automobilistica giapponese ha
registrato un rosso di circa 424 miliardi di yen, pari a 2,29
miliardi di euro, a fronte dell'utile di 836 miliardi di yen
dell'anno precedente. La perdita operativa si è attestata a 414
miliardi di yen, un risultato peggiore delle attese degli
analisti. Il fatturato mostra invece una lieve crescita dello
0,5%, raggiungendo 21.800 miliardi di yen (circa 118 miliardi di
euro).
A pesare sui risultati sono in particolare le attività legate
ai veicoli elettrici, che hanno generato perdite complessive per
1.450 miliardi di yen. Il gruppo prevede inoltre ulteriori oneri
per circa 500 miliardi di yen nei prossimi mesi,
legati al riassetto del comparto.
Nonostante il quadro negativo dell'esercizio appena concluso,
Honda stima per l'anno fiscale
in corso un ritorno all'utile pari a 260 miliardi di yen,
sostenuto dal contenimento dei costi e dalla tenuta della
divisione motociclistica, tradizionalmente uno dei pilastri
della redditività del'azienda. Secondo analisti di mercato, la
scommessa sull'elettrico si è rivelata più onerosa e meno
efficace del previsto, anche a causa del rallentamento delle
vendite in mercati chiave come Cina e Sud-est asiatico. A ciò si
aggiunge l'impatto dei dazi statunitensi del 25% per il gruppo
che realizza circa il 40% delle proprie vendite in Nord America.
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