Hantavirus su nave crociera, positivo altro membro dell'equipaggio Mv Hondius. Oms: "Siamo a 12 casi e tre morti"

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L'Organizzazione mondiale della Sanità rende noto che "più di 600 contatti continuano a essere monitorati in 30 Paesi"

La nave da crociera Mv Hondius con il focolaio di Hantavirus (Afp) La nave da crociera Mv Hondius con il focolaio di Hantavirus (Afp)

22 maggio 2026 | 15.15

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Nuovo caso di positività all'Hantavirus per un membro dell'equipaggio Mv Hondius. A darne notizia oggi, venerdì 22 maggio, è il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus su X. "La conferma arriva dall'Olanda e riguarda un membro dell'equipaggio, sbarcato a Tenerife, rimpatriato nei Paesi Bassi e da allora in isolamento. Attualmente si registrano 12 casi e 3 decessi. Non sono stati segnalati decessi dal 2 maggio, data in cui l'epidemia è stata segnalata per la prima volta all'Oms". "Continuiamo a esortare i Paesi colpiti a monitorare attentamente tutti i passeggeri e l'equipaggio per il resto del periodo di quarantena. Più di 600 contatti continuano a essere monitorati in 30 Paesi e un piccolo numero di contatti ad alto rischio è ancora in fase di individuazione".

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Contagio, incubazione e sintomi

Inizialmente la malattia da hantavirus si manifesta con sintomi riconducibili a una sindrome influenzale o altre patologie febbrili virali. Il periodo di incubazione varia dai 7-9 giorni fino a oltre 6 settimane, "fase in cui il paziente non è contagioso - precisano dalla Società italiana di medicina interna (Simi) -, mentre lo diventa esclusivamente con l'esordio della fase sintomatica". L'evoluzione clinica è, poi, caratterizzata da un danno endoteliale, quindi a carico delle cellule che rivestono i vasi sanguigni, che può evolvere in una grave sindrome cardiopolmonare. Attualmente non esistono test rapidi per l'identificazione del virus, informa la Simi. Pertanto, "in presenza di un quadro clinico sospetto e di un dato epidemiologico suggestivo, come il rientro da viaggi in nave o aereo, dove si siano verificati contagi accertati, è necessario attivare tempestivamente i protocolli di controllo della diffusione. Il paziente deve essere indirizzato verso un reparto di Malattie infettive idoneo, dotato di capacità di isolamento in camera singola, preferibilmente a pressione negativa".

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