Giorgio Rambaldi: "Economico, immediato e inclusivo, ecco perché il floorball è lo sport del futuro"

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Dalle palestre dei licei ai palazzetti pieni: un campione d’Italia di specialità ci racconta cos’è il floorball, lo sport misto che cresce in Italia tra modelli nordici, regole semplici e storie da spogliatoio

Lorenzo Topello

Collaboratore

14 aprile 2026 (modifica alle 13:23) - MILANO

Alzi la mano chi vorrebbe tornare all’ora di educazione fisica. Tenga la mano alzata chi ricorda il professore che, vista la mattinata piovosa, non portava la classe al vicino campetto comunale ma metteva mano agli armadietti e cominciava a tirar fuori mazze e pallina. Ci siamo passati tutti: “Prof, oggi hockey in palestra?”. Ecco, sbagliavamo. La versione indoor dell’hockey si chiama in realtà floorball e di strada, dalle ore di ginnastica nei licei, ne ha fatta eccome. Un campione d’Italia di specialità (nonché ex presidente della Federazione) ci fa da Virgilio nella selva di stecche e regole dei palazzetti: “Pensate che, solo nei miei Dragons, giocano due svedesi che sono padre e figlio. E la giocatrice che ha segnato in finale è… fidanzata col portiere”.

in usa e svezia

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La nostra guida è Giorgio Rambaldi, presidente dal 2017 al 2020 della Federazione Italiana Unihockey Floorball (FIUF), nata nel 2001: “Facciamo subito chiarezza. Floorball e Unihockey sono sinonimi: si tratta dei termini con cui è conosciuto il nostro sport al di qua e al di là dell’Atlantico. Il primo nome vale per gli Stati Uniti: si giocava di fatto a hockey indoor, senza ghiaccio e con le sponde alte mezzo metro, per affinare la tecnica individuale e migliorare l’uso delle stecche. In Europa invece, in particolare in Svezia, si parlava di hockey universitario: quello che appunto fu portato a Stoccolma e dintorni da un professore di ginnastica negli anni 70. Io stesso mi sono appassionato a questo sport praticandolo a scuola. Di strada ne abbiamo fatta anche noi, oltre al tradizionale hockey da Olimpiadi Invernali: a floorball si gioca pure in Australia e Africa, lì dove il ghiaccio è giusto in frigorifero. Qui in Italia lo sport è entrato nel sistema Coni da tre stagioni: confidiamo che diventi presto anche disciplina olimpica”.

diverso dall'hockey

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Il regolamento prevede più di una variante rispetto all’hockey ammirato durante Milano-Cortina: si gioca con scarpe da ginnastica per colpire una pallina (e non un dischetto), le sponde sono più basse e le stecche più leggere: “Nel floorball, in particolare quello insegnato nelle scuole, esistono tre regole auree: non si spintona l’avversario se è fermo, la stecca va tenuta bassa e non si può mettere fra le gambe dell’avversario. In questo modo evitiamo già il 95% dei tradizionali infortuni”. Lo sport si divide due varianti: il tre contro tre (quattro se consideriamo i portieri) per il Campo Piccolo, il cinque contro cinque (sei coi portieri) nel Campo Grande. Quest’ultima è la specialità in cui i Dragons Milano (nati dall’unione fra Floorball Club Milano e Unihockey Club Varese) si sono appena laureati campioni d’Italia, battendo ai rigori il Diamante di Bolzano: “Un’emozione unica, vissuta davanti a tanta gente: il palazzetto era pieno, gli avversari avevano portato un pullman colmo di tifosi dall’Alto Adige. I nostri ragazzi vengono dalla provincia e sognano come me di portare questo sport in tv tutte le settimane, come accade a un’ora da qua. In Svizzera il floorball è il secondo sport per numero di tesserati di tutta la nazione”.

gunnar e le coppie del palazzetto

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Le peculiarità sono appena iniziate: “Il floorball è uno sport misto. Inizialmente accadeva per necessità, vista la mancanza di giocatrici sufficienti a formare le squadre. Poi però la tradizione si è consolidata: donne e uomini si separano solo quando ci sono da rappresentare le Nazionali, ma nel club giocano insieme. Marta Pelliccioni, capitana dell’Italia del floorball, è una mia compagna ai Dragons: nella finale con il Diamante ha segnato lei il gol allo scadere che ci ha portato all’overtime. A volte mi prendono in giro quando dico che qua al palazzetto nascono gli amori, ma è la verità: Marta è la fidanzata di Massimiliano Negri, il nostro portiere. Il più forte d’Italia, per me. Non solo: qua a Milano qualche anno fa si è trasferito per lavoro lo svedese Gunnar Von Roth, 61 anni. Dalle sue parti il floorball è una religione e a lui mancava da morire, così si è tesserato con noi. Il bello è che poi in Italia si è trasferito anche il figlio Alexis, così sono diventati compagni di squadra. Mi hanno detto che in Svezia Gunnar è divenuto una specie di mito: dopo questo scudetto lo hanno intervistato in diversi”.

il modello svezia

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La Svezia funge da punto di riferimento: “Una volta parlavo con dei ragazzi di Stoccolma dell’evoluzione dello sport dalle loro parti. Loro si misero a ridere quando vennero a sapere che facevamo solo due ore di ginnastica a scuola, prima di inorridire quando seppero che non ci facevamo la doccia a fine lezione. Da loro è un altro mondo: quattro-sei ore settimanali a scuola, poi la specializzazione a livello sportivo. Scegli una disciplina e la rappresenti a livello universitario: a Stoccolma ho conosciuto persino la classe di vela, avevano la scuola che si affacciava sulla baia. E poi il metodo è totalmente diverso: da noi si fanno le selezioni a 11-12 anni, in Svezia vige il motto: ‘Il più possibile, il più a lungo possibile’. Praticamente permettono ai ragazzi di giocare in più di uno sport fino ai 17-18 anni, poi li lasciano scegliere liberamente: in questa maniera il tasso di abbandono è minimo e sono sicuri di aver fatto maturare al massimo i loro tesserati prima eventualmente di scartarli. Un conto è vedere uno sportivo a 12 anni, un conto è vederlo alle soglie dei 18. Un altro mondo”.

PRIMO MATCH NEL 1999

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Il floorball, per Giorgio Rambaldi, può fare ancora più strada per vari motivi: “Rispetto all’hockey costa meno, rispetto al tennis è meno tecnico: un bambino da noi impara alla prima lezione e ha più probabilità di divertirsi al primo impatto. Certo, qualche tatticismo si sente anche da noi: come nell’hockey si gira con le linee di cinque giocatori davanti al portiere, e anche nel floorball non ci si ferma mai. A livello cardiovascolare è impegnativo: fino a un po’ di anni fa si poteva passare la pallina al portiere, ora la regola non c’è più proprio per evitare la melina e tenere tutti sempre sul pezzo. Alcune norme sono recenti, del resto lo sport è relativamente nuovo”. Vero: la prima partita di floorball in un palazzetto nostrano si giocò nel gennaio 1999, a Leggiuno (Varese) fra i padroni di casa dell’UHC e i Piranhas Dolo di Venezia. In neanche trent’anni l’Italia è riuscita ad aggiudicarsi anche l’organizzazione dei Mondiali: “Sarà l’edizione femminile Under 19, al via il prossimo 6 maggio a Lignano Sabbiadoro e Latisana. I primi ospitati dal nostro Paese: confidiamo che la serie si arricchisca presto, col passare degli anni”.

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