L'attivista e influencer è una delle voci italiane più impegnate nella lotta per il riconoscimento e la comprensione dell'endometriosi
22 marzo - 15:03 - MILANO
Giorgia Soleri è impegnata da anni nella sensibilizzare su una malattia per troppi anni considerata invisibile e non semplice da diagnosticare, l'endometriosi. Più volte in questi anni l'attivista e influencer ha raccontato sui social cosa significa convivere con questa malattia e nelle ultime ore, complici le tantissime domande dei fan, ha deciso di mettere un freno alle voci e smentire di essere in dolce attesa, mostrando le conseguenze dell'endometriosi sulla propria pelle.
Giorgia Soleri: "Non sono incinta, sono malata"
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"Ma sei incinta? Senza offesa, sia chiaro, ma mi sembri piuttosto ingrassata (sei sempre bellissima)": a partire da questa domanda, arrivata su Instagram da una fan, Giorgia Soleri ha deciso di aprirsi sulle conseguenze dell'endometriosi, la malattia di cui soffre da anni. Mostrando la pancia, la 30enne ha spiegato: "Quella pancia gonfia che vedete ripresa e che ai più rimanda a un’immaginario legato alla maternità, per tante di noi si chiama 'endobelly'. Letteralmente 'pancia da endometriosi', il gonfiore addominale è solo uno degli innumerevoli sintomi, spesso invalidanti, di questa malattia subdola. Un altro è quello di poter soffrire, secondo le stime nel 40%/50% dei casi di endometriosi, di infertilità o sub-fertilità".
Sempre proseguendo all'insegna dell'onestà, Soleri ha approfittato dell'occasione per lanciare un messaggio chiaro: "Se io fossi alla ricerca di una gravidanza che non arriva, quella domanda avrebbe potuto spezzarmi. Così come il rapporto con il mio corpo, la cui sfida non è solo quella di imparare a conviverci nonostante il dolore che mi provoca, ma provare ad accettare tutto i cambiamenti a cui la malattia e le conseguenti terapie mi sottopongono su cui io ho un margine di manovra minimo", ha proseguito l'attivista su Instagram.
Negli anni, insieme a tante altre donne costrette a convivere con l'endometriosi, ha lanciato appelli e campagne per sensibilizzare i cittadini e le istituzioni su questa malattia che soltanto in Italia colpisce più di 1,8 milioni di donne in età riproduttiva e che viene ancora troppo spesso sottovalutata.
"Io non voglio essere bella. Voglio essere ascoltata, creduta, curata. Voglio essere vista dal sistema sanitario e tutelata dalle istituzioni. Voglio più formazione, azione, sensibilizzazione. Voglio più ricerca, voglio una cura. Voglio che le prossime sorelle di dolore non debbano aspettare una media di 10 anni per avere una diagnosi, sentendosi additare lungo il percorso come matte, ansiose, bugiarde, isteriche", ha concluso Soleri.
La Gazzetta dello Sport
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