Gimenez è tornato, e deve assolutamente riprendersi il Milan per due motivi

2 ore fa 2

Il centravanti messicano in settimana ha ripreso ad allenarsi in gruppo dopo un'assenza di quattro mesi e mezzo, ed è pronto per rientrare fra i convocati. In estate ha il Mondiale in casa, e poi...

Marco Pasotto

Giornalista

13 marzo - 18:27 - MILANO

Piano a battere su quella schiena, ragazzi: Santi si è appena congedato dall'infermeria e sarebbe consigliabile evitare di frequentarla ancora in questa stagione. Comunque, per quanto vigorose, sono state pacche d'affetto: i compagni si sono disposti col "pasillo de honor" - molta goliardia e poco honor - e quando Gimenez è passato in mezzo hanno celebrato il suo rientro in gruppo. Un'attesa lunga una vita: il messicano era uscito di scena il 28 ottobre a Bergamo con una caviglia che lo tormentava già da settimane e poi lo ha costretto ad alloggiare un paio d'ore in sala operatoria: impraticabile pensare di gestire il dolore con terapia conservativa avendo tutta la stagione davanti. E con un Mondiale casalingo in arrivo.

desideri

—  

E così il 18 dicembre Santi si è operato: Natale gramo, ma quanto meno idee e prospettive chiare su tempi di recupero ed efficacia della scelta. Nelle ultime due settimane l'attaccante friggeva e raccontava agli amici il suo desiderio più grande: riuscire a rientrare in tempo per il derby, magari entrando nel finale con un gol. Non ce l'ha fatta, la stracittadina è stata solo sfiorata, sarebbe bastata una settimana di recupero in meno. Ma dopo un'assenza di quattro mesi e mezzo (21 partite) non è il caso di fare gli schizzinosi, anche perché il tempo del rientro adesso è arrivato davvero. In settimana Gimenez ha ripreso ad allenarsi in gruppo - esatto, il giorno delle pacche sulla schiena - ed è quindi tecnicamente pronto per essere convocato. Inutile stare a fare troppi ragionamenti su una condizione atletica forzatamente precaria, ciò che conta è il ritorno a disposizione.

contributo

—  

Lo spirito, raccontano a Milanello, è decisamente alto. La fine del tunnel supera la lunghezza di quella galleria infinita. Santi carico e animato dal sacro fuoco della riconoscenza: l'obiettivo è rimettersi in pari con la fiducia che il club ha riposto in lui. Sdebitarsi. Dimostrare che il bagaglio di gol portati in dote esistono anche quando il livello si alza. Sta diventando praticamente un'ossessione. Allegri ci conta perché là davanti non è che le cose vadano granché bene, e non ci potrà sempre pensare la strana coppia Fofana-Estupinan. Serve il contributo di un attacco che fino a questo momento ha convissuto con la pubalgia di Leao, le noie ripetute di Pulisic, la forma precaria di Nkunku e la media gol risicata di Füllkrug (uno in 336 minuti). Riprendere gol e confidenza in questi ultimi due mesi stagionali significherebbe agevolare il Milan e ovviamente se stesso in ottica Mondiale. Per poi tornare a Milanello evitando possibilmente che la dirigenza lo rimetta di nuovo sulla lista dei cedibili. Perché una cosa è certa: uno tra lui e Füllkrug in estate saluterà, e Santiago confida vivamente di non essere lui.

Leggi l’intero articolo