Prima vittoria casalinga in
stagione per il Genoa che con l'arrivo di Daniele De Rossi in
panchina ha invertito la propria rotta, raccogliendo cinque
punti in tre gare: i punti diventano addirittura otto se si
conta il successo della coppia Murgita-Criscito dopo l'esonero
di Vieira.
Una vittoria conquistata contro una diretta concorrente per
la salvezza, il Verona, e dunque ancora più importante. "Pesa
tantissimo, pesa tantissimo anche se non cambia nulla perché
mancano un sacco di partite - sottolinea De Rossi -. Ma pesa
tanto per il morale dei ragazzi. Domani analizzeremo la partita
e saremo consapevoli di non aver fatto un buon primo tempo. Ma
la squadra reagisce sempre, hanno sempre una reazione, a volte
un po' disordinata. Dovrò metterla a posto questa cosa ma c'è
sempre una grande reazione".
Un Genoa dai due volti con un ottimo secondo tempo dopo una
prima frazione difficile. "Il primo tempo si deve far meglio. Il
Verona ci lasciava la palla e abbiamo fatto forse il 71-72 per
cento di possesso palla. Ma dobbiamo sapere cosa farci con la
palla altrimenti affronteremo solo squadre che ci lasceranno la
palla e ci faranno male in contropiede perché siamo stati troppo
lenti. Siamo stati troppo imprecisi e troppo poco vogliosi di
cercare la palla anche nello spazio - aggiunge De Rossi -.
Prestavamo il fianco alla loro aggressività e alla loro
ripartenza e onestamente l'avevamo preparata anche sulla bravura
dei nostri avversari da questo punto di vista. Ora ci godiamo
questa vittoria, questa grande felicità, perché per me si tratta
di una grandissima felicità. Dobbiamo analizzare la partita: il
primo tempo potevamo farlo meglio. Nel secondo era uno scontro
diretto: abbiamo fatto una buona prima parte secondo me proprio
sul vantaggio e poi all'ultimo ci siamo abbassati troppo ma io
un po' lo capisco perché in campo ci sono stato. Quando vuoi
tanto una cosa, ti viene fuori anche un po' di paura".
Il Genoa torna a vincere in casa dopo 239 giorni e De Rossi
si gode i tre punti: "Sono tante emozioni perché perché ci tengo
tanto al mio lavoro, perché ci tengo tanto al mio staff e perché
adesso sto iniziando a tenere tanto davvero a questa squadra,
questa tifoseria e soprattutto perché non vincevo da un anno e
mezzo. Sono stato forzatamente bloccato a casa -ammette il
tecnico rossoblù -. All'ultimo sono stato lucido perché sarebbe
piaciuto un po' anche a me andare sotto la gradinata, ma quello
è lo spazio e il momento dei giocatori: erano loro che hanno
fatto chilometri e chilometri in campo, erano loro che erano
andati lì sotto contro la Cremonese a prendere le pernacchie e
gli insulti, ed erano loro che dovevano prendersi l'applauso di
una gradinata che non ha mai smesso di incitarci e di
spingerci".
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19 ore fa
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