Dopo il ko in Coppa, il tecnico pensa alle due punte: Vaz con Malen. E dietro vuole chiudere il buco a destra
Vincere, senza se e senza ma. Anche perché tante altre alternative non ce ne sono, dopo aver visto sfumare in settimana anche l’Europa League. La Roma non ha altre strade per provare a salvare la stagione se non quella di lottare fino in fondo per il quarto posto che porta dritti dritti in Champions League. Del resto, nel vertice di venerdì a Trigoria i Friedkin hanno chiesto proprio questo: combattere con tutto il cuore fino in fondo per provare ad arrivare il più in alto possibile. E considerando che alla ripresa, subito dopo la sosta, Gasperini dovrà recarsi a San Siro per far visita all’Inter, è evidente come la partita di oggi pomeriggio contro il Lecce sia fondamentale per continuare a sperare di poter dare un volto positivo all’intero percorso.
Malen e non solo
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E per abbattere la resistenza della Roma Gasperini si affiderà ancora una volta a Donyell Malen, l’attaccante olandese che da quando è sbarcato a Roma ha messo insieme ben 8 reti in 11 partite. È evidente come qualsiasi sogno di gloria dei giallorossi sia legato soprattutto alla sua vena ed ai suoi piedi. Come del resto sottolineato spesso anche da Gasperini: "Malen ci ha dato una pericolosità offensiva che prima non avevamo". Per cercare però di metterlo nelle condizioni migliori oggi Gasperini dovrebbe giocare dal via con le due punte (con l’inserimento del giovane Vaz, sarebbe il suo esordio dal via), il sistema con cui nel secondo tempo giovedì era riuscito a riprendere la partita con il Bologna (da 1-3 a 3-3). Con un attaccante puro al suo fianco, infatti, Malen ha meno pressioni, una marcatura non asfissiante come quando invece gioca da solo e in più anche maggiori spazi per far male.
Vai con la P2
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Poi Gasp si affiderà anche agli unici due romani della rosa, Niccolò Pisilli e Lorenzo Pellegrini. Due delle altre note positive di giovedì scorso, con il primo che ha corso e tamponato ovunque e il secondo che ha regalato scintille negli ultimi 25 metri. Pisilli, tra l’altro, vive un momento di grande euforia, legato anche alla recente convocazione in nazionale da parte di Rino Gattuso. Insomma, va cavalcata l’onda, anche perché negli ultimi due mesi Niccolò ha dimostrato per rendimento di essere il miglior centrocampista tra quelli a disposizione di Gasp. Esattamente come Pellegrini giovedì ha confermato di essere ancora un giocatore utile, soprattutto poi se impiegato nel ruolo di trequartista centrale. La questione del contratto in scadenza inevitabilmente aleggia nei suoi pensieri, ma Lorenzo sta dimostrando di essere un grande professionista e - soprattutto - un giocatore anche molto legato alla causa giallorossa.
Calci da fermo
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E una delle chiavi della partita potrebbero essere i calci da fermo, un fondamentale tecnico ad esempio sempre molto sfruttato in carriera da Eusebio Di Francesco. Ecco, oggi la Roma dovrà fare molta attenzione, in tal senso. Il Lecce, infatti, è la squadra che ha segnato di più su punizione (52%, 11 gol su 21 tentativi) mentre la Roma è quella che ha subito più gol in assoluto, sempre in percentuale (52%, 12 su 23). Di Francesco, insomma, andrà a caccia della sua prima vittoria da allenatore (3 pareggi e 12 sconfitte in 15 confronti diretti) contro la “sua” Roma proprio così, sfruttando le punizioni.
Il buco a destra
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Poi, è chiaro, la Roma per vincere oggi deve soprattutto ritrovare solidità difensiva. E cercare di mettere una pezza a destra, dove oramai attaccano un po’ tutte le squadre. Lì, infatti, Mancini da braccetto si spinge spesso in avanti e poi fatica nei recuperi e anche nelle marcature, soprattutto a campo aperto. Così nelle ultime partite proprio da quella parte sono arrivati i gol di Juventus (Boga), Como (Douvikas) e Bologna (Rowe prima e Cambiaghi poi). Bisognerà metterci una pezza subito. Anche perché da quella parte oggi ci andrà a giocare Banda, non certo un cliente facilissimo da contenere...




