Secondo la Procura di Pavia, il 38enne avrebbe ucciso la giovane dopo essere stato respinto. Gli inquirenti sostengono che si sarebbe presentato direttamente a casa della vittima, entrando senza che lei mostrasse timore o sospetti, pur essendo ancora in pigiama
Chiara Poggi e Andrea Sempio - (Ipa)
10 maggio 2026 | 16.30
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"A fronte del rifiuto di Chiara Poggi di vederlo, Andra Sempio si è recato direttamente a casa della vittima che lo ha fatto entrare in casa, senza preoccuparsi del fatto di essere in pigiama né tantomeno di possibili rischi". E' la conclusione a cui giunge la Procura di Pavia che sostiene la colpevolezza del 38enne per il delitto di Garlasco.
Il movente è "Il rifiuto di un approccio sessuale, maturato nella visione dei video intimi dei due fidanzati", ossia della ventiseinenne e dell'allora fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio. Per i pm "da quel rifiuto inaspettato nasce una reazione esplosiva improvvisa, che si accende quando la vittima lo scaccia e tenta di sottrarsi, trasformando quella tensione crescente in uno scontro fisico. E in quella deriva improvvisa che l'aggressione diventa cieca, sproporzionata, un annientamento furioso concentrato sul volto e sulla testa, come se l'intento fosse cancellare ogni traccia della persona che si era opposta".
Conclusioni messe nere su bianco e lette all'indagato che lo scorso 6 maggio ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Contro il 38enne, per chi indaga, c'è il Dna (linea paterna) compatibile con quello trovato sulle unghie della vittima, l'impronta 33 che avrebbe lasciato quando si è sporto sulle scale della cantina, l'assenza di un alibi a partire dalle 9.12 di quel 13 agosto 2007 e quegli scritti, le ricerche on line, i post che "restituiscono i tratti di una persona ossessionata dal sesso violento, frustrata dalle esperienze giovanili, del tutto irrispettosa della dimensione personale femminile".
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