Gardella e Ferrero sul tetto d'Europa, Italia in crescita in Spagna

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Tre finali, un titolo continentale e due argenti: gli Azzurri brillano a Lorca e guardano con fiducia al futuro. Favre: "La logica che abbiamo usato ci ha dato ragione"

Fernando Mascanzoni

22 giugno 2026 (modifica alle 17:19) - MILANO

Continuità di risultati rispetto alle medaglie vinte al Mondiale di Roma 2025 e crescita grazie ai nuovi innesti in squadra. L'Italpétanque di Riccardo Capaccioni lascia il segno ai campionati Europei di Lorca (Spagna) con un bottino di una medaglia d'oro nella coppia mista e a due d'argento conquistate nella coppia e nell'individuale entrambe del tabellone maschile. Un deciso passo in avanti rispetto alla precedente rassegna continentale di Martigny 2024 conclusa senza piazzamenti a podio. Inoltre, sui giochi iberici potrebbe essersi accesa la stella di Jacopo Gardella, esordiente in azzurro dopo un'annata straordinaria costellata dai diversi titoli italiani di specialità ottenuti. Il portacolori dell'A.B. Genovese si è appeso al collo la medaglia d'argento nella coppia maschile in tandem con il "veterano" Andrea Chiapello piegandosi in finale solo ai padroni di casa della Spagna con il risultato di 9-13. Per l'Italia la gioia più grande è arrivata nella coppia mista con Jacopo Gardella e Sara Ferrara nuovi campioni europei dopo aver battuto in rimonta la Francia al termine di una finale infuocata (13-12). A Lorca non poteva mancare la firma di Andrea Chiapello argento nell'individuale maschile, battuto in finale di misura 13-11 dalla Francia. Agli ottavi, è invece finita l'avventura delle Azzurre nel tabellone femminile eliminate nel doppio confronto con la Germania. Vanessa Romeo ha ceduto nell'individuale 13-8 e poi nella gara a coppie con Sara Ferrera (13-9).

bilancio positivo

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“Tornare a casa con tre finali disputate, una medaglia d’oro e due d’argento rappresenta un risultato di assoluto valore che conferma la crescita e la competitività del movimento italiano della pétanque a livello internazionale – ha dichiarato il presidente della Federazione italiana Roberto Favre -. Desidero esprimere la mia soddisfazione per il lavoro svolto in questi anni dal Commissario Tecnico Capaccioni. I risultati ottenuti sono la dimostrazione concreta della qualità della programmazione, dell’impegno e della competenza con cui ha guidato il settore. La vittoria della coppia mista è stata straordinaria, sia per il valore tecnico sia per il modo in cui è maturata. Recuperare una finale contro la Francia da una situazione di 6-12 e conquistare il titolo europeo testimonia carattere, determinazione e grande qualità agonistica. Molto positivo anche l’esordio a livello internazionale del giovane Jacopo Gardella, che ha dimostrato personalità e talento in una competizione di altissimo livello. Così come continua il percorso di crescita di Sara Ferrera, atleta tenace, grintosa e sempre pronta a lottare fino all’ultima boccia. Resta naturalmente un pizzico di rammarico per le due finali maschili perse. Credo che almeno una delle due fosse alla nostra portata e che avremmo potuto completare ulteriormente questo splendido Europeo. Nel settore femminile siamo consapevoli di avere ancora margini di miglioramento – ha sottolineato il presidente FIB -. Continuando a lavorare con serietà e continuità durante tutto l’anno, sono certo che i risultati arriveranno e che potremo essere sempre più protagonisti anche in questo comparto. Rivolgo infine un sincero ringraziamento al Capodelegazione Stani, al Vice Commissario Tecnico Palmero e agli atleti per l’impegno, la professionalità e il senso di appartenenza dimostrati. Hanno scritto un’altra importante pagina della storia della nostra Federazione e rappresentato l’Italia con orgoglio, passione e spirito di squadra”.

l'analisi

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“Se consideriamo che, Andrea Chiapello a parte, abbiamo voluto portare a questo Europeo una formazione alternativa, che guarda al futuro, direi che il bilancio è molto positivo – ha commentato Capaccioni -. La logica è stata quella di premiare e dare spazio a chi ha ottenuto risultati durante la stagione e ci ha dato ragione. Jacopo Gardella poteva essere una scommessa e invece si è dimostrato una certezza e ha tirato con medie molto alte così come Sara Ferrera ha ripagato della fiducia e nella coppia mista ha fatto qualcosa di storico riuscendo dove nessuna prima era arrivata. Abbiamo raggiunto tre finali e anche questo è un segnale che siamo sulla strada giusta. Certo ci potrebbe essere del rammarico per averne perse due: ma questo è lo sport e va ricordato anche che la Spagna si è presentata con la formazione titolare e che come squadra di casa era tra le favorite”.

format da rivedere

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“Un Campionato Europeo è una manifestazione di grandissima importanza. La Federazione Spagnola, di concerto con la Federazione Europea, ha organizzato questo Europeo in modo esemplare per la logistica e per l’ospitalità – ha commentato Falvio Stani, consigliere federale e capo delegazione degli Azzurri in Spagna -. Il bocciodromo ottimo nei servizi, nei campi e nella temperatura. Ogni esigenza rappresentata è stata supportata. La formula di gioco ritengo che sia da rivedere perché con 5 specialità gli incontri sono continuativi e dalla mattina per essere in campo alle ore 9 gli atleti si svegliano alle 6:30 per rientrare la sera in hotel alle 23 circa! La competizione, comunque suggestiva, alla partenza, avendo una squadra giovane guidata con maestria ed esperienza dal coach Riccardo Capaccioni, supportato nel suo debutto dal bravo Luca Palmero, non aveva la presunzione sportiva che poi dai fatti è stata acclarata sul campo dall’effettivo valore dei nostri giovani! Un valore riconosciuto da molti addetti ai valori che alla fine, nonostante un oro e due argenti su cinque competizioni, ci lascia felici per i risultati ma anche un pizzico di rammarico per le due finali perse giocate bene ma uno vince. Devo dire grazie a questa meravigliosa squadra che ha reso orgogliosa la nostra Federazione, che oltre ad aver dimostrato di essere ottimi giocatori hanno cominciato il percorso che hanno fatto in passato i grandi campioni. Esperienza sportiva e umana di grande emozione e spessore che porterò nel mio libro dei ricordi sportivi”.

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