Gallo: "Il mio Vicenza: tanti giovani, niente telefoni. E continueremo a stupire"

14 ore fa 3

L'allenatore reduce dalla promozione anticipata in Serie B traccia la linea per il prossimo campionato: "L'ossatura resta, i nostri giovani hanno meritato il campo. Da quando ero all'Entella i cellulari non entrano nello spogliatoio e anche Pippo Inzaghi..."

Fabio Gallo sta preparando il ritorno in Serie B, dopo la promozione con il Vicenza, dedicandosi alla sua Lago Maggiore Academy con l’amico Rino Molle. In più un’aggiustatina a un ginocchio, qualche giorno in Liguria e tante telefonate col ds Giorgio Zamuner. Poche vacanze? No, dai: il Vicenza è stato promosso il 16 marzo, il tempo per rigenerarsi c’è. I lavori sono cominciati in anticipo, tanti contratti sono stati rinnovati e anche il suo è stato allungato di un anno. 

Allora, che vacanze sono? 

“Ci siamo goduti questa vittoria così anticipata e meritata. Ora dobbiamo farci trovare pronti”. 

Qual è il pensiero che più le ronza in testa? 

“Dovremo abituarci a non vincere sempre. Il Vicenza negli ultimi tre anni, contando i due precedenti con Stefano Vecchi, ha perso in tutto 15 partite. E noi, su 3 sconfitte, ne abbiamo subìte 2 dopo essere stati promossi. In B non sarà così…”. 

GALLO FABIO durante la partita di Serie C tra Union Brescia e Vicenza allo stadio Mario Rigamonti, Italia - domenica 23 novembre 2025. Sport - Calcio. (Foto di Leonardo Perteghella/Lapresse)

Il super Vicenza cambierà tanto? 

“Non tanto. L’ossatura c’è insieme a valori importanti, sia morali che tattici e tecnici”. 

Avete vinto schierando tanti giocatori cresciuti nel vivaio. La politica proseguirà? 

“Sono bravi, hanno giocato per merito. Si parla tanto di settori giovanili che non funzionano, ma da noi c’erano 14 ragazzi veneti e 6 cresciuti in casa”. 

Si parla tanto di settori giovanili che non funzionano, ma da noi c’erano 14 ragazzi veneti e 6 cresciuti in casa

Fabio GalloAllenatore Vicenza

Contando anche la promozione dell’anno prima con l’Entella, lei ha perso 4 partite in due anni. Si accontenta di perderne solo 4 prima di Natale? 

“Mi inginocchio e prego, sarebbe un ottimo traguardo. Sappiamo che il livello si alza”. 

Torna in B dopo 8 anni: Spezia 2017-18. Che B era?

“C’erano 22 squadre e 42 giornate prima di playoff e playout, una maratona. Un torneo in cui le certezze si sgretolano in fretta”. 

In questi mesi ha studiato la B? 

“Tanto. Ho visto squadre sopra la media come Venezia, Monza e Palermo, altre capaci di ribaltare velocemente le azioni, con grandi motori e grande corsa”. 

L’ultima B ha premiato le squadre più coraggiose. Il suo Vicenza come sarà? 

“Dopo un inizio molto verticale, abbiamo fatto più palleggio perché la superiorità è stata evidente. Ora serve molto equilibrio con una solidità dalla quale far partire un calcio propositivo”. 

Vicenza's head coach Fabio Gallo during the Italian Cup soccer match between Genoa and Vicenza at Luigi Ferraris Stadium in Genoa, Friday, August 15, 2025. (Tano Pecoraro/LaPresse)

Il Vicenza ha fatto la B 37 volte, ma non è mai stato così moderno e strutturato. 

“Sì, siamo preparati con un centro sportivo della famiglia Rosso all’avanguardia. Le società che hanno una casa propria partono avvantaggiate, il senso di appartenenza va vissuto ogni giorno. Per il Vicenza era una certezza in C e deve essere scontato in B”. 

I derby con Padova e Verona accendono i tifosi. 

“E’ giusto che ci sia rivalità, ma i punti varranno come quelli delle altre partite. Certo, ci sarà più pressione. Ma faremo il possibile per dare soddisfazione ai tifosi anche nelle gare che sentono di più”. 

C’è uno stadio che non conosce? 

“Non sono mai stato a Benevento, nemmeno da giocatore. Tornare a Marassi o Palermo sarà uno stimolo particolare. A parte Brescia, in C gli stadi erano pieni solo grazie ai nostri tifosi…. Ora l’aspetto ambientale sarà un bel banco di prova per la squadra, in certi stadi le motivazioni arrivano da sole”. 

US Cremonese's Marco Giampaolo Head Coach gestures during the italian soccer, Serie A match between US Cremonese vs Como 1907 on May 24, 2026 at the Giovanni Zini stadium in Cremona (CR), Italy. ANSA/Davide Casentini

Un allenatore che è curioso di sfidare? 

“Mi piacerà ritrovare Marco Giampaolo. Ci conosciamo da 24 anni, a Treviso lui era l’allenatore in seconda e io il giocatore più vecchio, avevamo un confronto quotidiano ed è nata un’amicizia. Abbiamo anche lavorato insieme”. 

Sì, a Brescia, quando però i tifosi le contestarono i trascorsi atalantini e ha dovuto lasciare. 

“Lasciamo perdere… Sono contento invece che Marco sia rimasto a Cremona, cominciando dall’inizio sarà di sicuro tra i favoriti con le retrocesse e il Palermo. Sa che Pippo mi ha chiamato?”. 

FILIPPO INZAGHI allenatore del Palermo durante la partita di Serie B tra Palermo e Catanzaro allo stadio Renzo Barbera di Palermo, Italia - Venerdì 01 Maggio 2026. Sport - Calcio. (Foto di Giovanni Isolino/Lapresse)

Inzaghi? 

“Per la storia dei telefonini. Da quando ero all’Entella, vedendo il gruppo distratto negli spogliatoi, ho chiesto alla società di levarli. Ha funzionato, abbiamo vinto e all’Entella la regola è rimasta. Io l’ho riproposta a Vicenza e il gruppo è stato l’arma in più. I giocatori sanno che non transigo. Pippo mi ha chiesto come la gestisco: credo che lo farà a Palermo”.

Leggi l’intero articolo