Il coach italiano ha bissato il successo della coppa Italia vinta l'anno scorso con Trento: trionfo in copa del Rey con il Baskonia battendo Real Madrid e Barcellona
“Back to back. It's crazy, I love you. Enjoy your night” (Due di fila, è pazzesco. Ti voglio bene, goditi la serata). Paolo Galbiati, 42 anni, è circondato dai giornalisti nella sala stampa della nuova Roig Arena di Valencia, in Spagna, dove da quest’anno allena il Baskonia. Ha appena vinto la Copa del Rey, la coppa nazionale spagnola, da sfavorito, battendo Real Madrid e Barcellona. Paolo Galbiati l’ha fatto ancora. Un anno fa, a Torino, festeggiava il primo trofeo della storia di Trento, in finale contro Milano: una Coppa Italia indimenticabile, fatta di sogni, progetti e giovani. Il suo Mvp, allora, era stato Quinn Ellis, 22 anni. Ed è proprio lui che il tecnico italiano videochiama in conferenza stampa. Anche Ellis ha appena vinto la seconda Coppa Italia consecutiva, stavolta con l’Olimpia in finale contro Tortona, proprio come l’allenatore che per primo gli ha fatto capire che poteva diventare grande. “Te l’avevo detto, l’avremmo rifatto”, gli dice. “Sono così contento per te, ti ho guardato”, risponde il playmaker.
intrecci di coppa
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Gli intrecci non finiscono qui. Dopo le dimissioni di coach Messina, l’allenatore di Ellis all’Olimpia è diventato Peppe Poeta, che gli ha affidato la squadra con piena fiducia. Proprio ieri Poeta è entrato in una ristretta elite insieme a Mike D’Antoni: gli unici ad aver vinto la Coppa Italia sia da giocatore sia da allenatore. Per capire il filo che lega tutto, bisogna tornare al 2018. In quella stagione Galbiati arriva a Torino come vice di Luca Banchi, che a gennaio si dimette. Gli succede Carlo Recalcati, ma la situazione non migliora e così, il 5 febbraio, tocca a Galbiati prendere in mano la squadra. Tredici giorni dopo, il 18 febbraio, solleva la Coppa Italia a Firenze. È la sua prima impresa e il playmaker e capitano di quella squadra era proprio Peppe Poeta. Il Baskonia, quest’anno, ha battuto Tenerife nei quarti, il Real Madrid in semifinale e ha poi trionfato contro il Barcellona. I blancos sono allenati da Sergio Scariolo, uno dei “maestri” di Galbiati. Quando lui guidava il settore giovanile dell’Olimpia, Scariolo era l’allenatore della prima squadra di Milano, “uno dei tre migliori allenatori europei della storia”, come lo ha definito lo stesso Galbiati.
una per la vita
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Quest’anno per Galbiati la sfida era ancora più tosta: un campionato estero prestigioso, una piazza storica, la prima stagione in Eurolega. L’inizio è stato complicato, tra risultati e infortuni: sei sconfitte nelle prime sei partite di Eurolega, cinque nelle prime nove di Liga Endesa. Panchina in bilico. Poi hanno fatto la differenza il suo carisma, la sua etica del lavoro (alle tre del mattino, alla vigilia della finale, era ancora con lo staff a studiare il piano partita), la sua idea di pallacanestro e la capacità di trasformare un gruppo in una squadra. “Questo è per tutta la vita. Rimarrà nella vostra memoria per sempre”, ha detto il tecnico di Vimercate ai suoi giocatori nello spogliatoio. In Spagna, lui che si riscalda in pantaloncini insieme ai suoi ragazzi prima delle partite, ha conquistato tutti con la passione che mette nell'allenare (e nel festeggiare!). I tifosi lo celebrano con un coro diventato tormentone: "Por la mañana café, por la tarde ron, Paolo Galbiati haznos campeón". Al mattino caffè, al pomeriggio rum: Paolo Galbiati, rendici campioni.



