
intervista
Contenuto premium
L’attaccante bergamasco gioca negli Emirati: "Mi sono adeguato a ritmi differenti, ma qui sto benissimo. Che bello quando tutto Wembley cantava il mio nome"
G.B. Olivero
4 aprile - 08:48 - MILANO
C i sono trofei che non puoi esporre, ma valgono tanto perché sono tratti di vita che messi insieme compongono un puzzle bellissimo. Una bacheca, per quanto vasta, non potrà mai valere più della serenità di chi è consapevole di aver compiuto un bel percorso professionale e soprattutto umano. Manolo Gabbiadini non ha coppe da mostrare, ma l’orgoglio di chi ha saputo usare i suoi talenti per segnare, certo, ma soprattutto per allargare gli orizzonti, imparare tante cose, conoscere posti e culture e ripartire da ogni esperienza più ricco, dentro. Manolo è un bergamasco che ha lasciato pezzi di cuore a Bologna e a Napoli, si è trovato bene nell’Hampshire, non avrebbe mai abbandonato Genova e poi è finito a Dubai, dove gioca da due anni nell’Al Nasr. Ha la voce squillante e l’allegria di chi, anche stavolta, si sente a casa. Con Martina, Tommaso e Nicolò la vita è bella dovunque.