Tensione e proteste nel finale: il tecnico e i giocatori escono dal campo senza rilasciare interviste. Quasi a mezzanotte sui social il laconico commento della società biancoceleste
Silenzio. Se ne parlerà. Di certo. Ma non a caldo, dopo le furibonde proteste di tutta la squadra per il mancato rigore nel recupero della partita con il Milan. Solo un tweet, quasi a mezzanotte, dal profilo ufficiale del club: "Ci dispiace non andare in sala stampa, questa sera le immagini parlano per noi". La Lazio è uscita dal campo senza rilasciare nessuna dichiarazione: né Maurizio Sarri, né i giocatori e nemmeno i dirigenti. L'episodio contestato è un tocco di gomito di Pavlovic in area di rigore, rivisto al Var dall'arbitro Collu: niente rigore, c'è fallo di Marusic prima sul difensore rossonero. Un finale di tensione, di nervosismo e di confusione (espulsi Allegri e un componente della panchina biancoceleste, il vice di Sarri Ianni), con i giocatori della Lazio che protestano per la decisione.
il precedente
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Stavolta Sarri e il club hanno preferito il silenzio alle dichiarazioni a caldo. Poi la rabbia del club arriva col duro tweet notturno. Dopo Inter-Lazio il tecnico aveva attaccato duramente la categoria (ammettendo però che l'Inter avrebbe vinto in ogni caso): "È ora di prendere arbitri stranieri". E ancora: "Questa partita ha confermato il livello basso dei fischietti italiani". La Lazio poi aveva espresso la sua posizione in un comunicato, andando quasi contro al proprio tecnico: "Il lavoro dell’arbitro non ha in alcun modo influenzato l’andamento della partita né il risultato finale. Le considerazioni espresse a caldo vanno lette nel contesto immediatamente successivo alla gara, dopo momenti di comprensibile tensione sportiva".



