L'attaccante tedesco del Milan: "In passato avevo avuto poche volte questo numero, è una responsabilità". E sul suo ingresso nel mondo rossonero: "Ho conosciuto Ibra, mi ha dato qualche dritta. Mi colpisce poter giocare con Modric"
Ci sono le piccole sliding doors – quelle di ieri: il pestone in area di Ostigard che passa inosservato, il tiro a colpo sicuro nel finale murato sul più bello da Otoa – e poi c’è quella grande: convincere il Milan ad assumerlo a tempo indeterminato. Niclas Füllkrug per il momento è un uomo felice: è riuscito a esordire – a Cagliari – prima di quanto potesse pensare grazie a una deroga federale e poi ha debuttato a San Siro, anche se in una serata collettivamente storta. Adesso non resta che iniziare a ritrovare la via del gol (in questa stagione è ancora a secco, neanche una gioia nelle nove presenze col West Ham) e ritagliarsi uno spazio adeguato tra Leao e Pulisic, facendo in modo che il Milan a giugno metta il flag sul diritto di riscatto.
qualità
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In questi primi due spezzoni della sua nuova vita rossonera il tedesco ha fatto vedere alcune delle sue caratteristiche: propensione al gioco di sponda, testa alta per osservare i movimenti dei compagni, un’adeguata ruvidezza nei contrasti. Come sottolinea Allegri, lui è quello capace di fare quel tipo di cose che nessun altro in rosa ha nelle corde. Ed è un aspetto che infatti Füllkrug, davanti allo sguardo attento dell’ad Furlani e del ds Tare, sottolinea con fermezza: “Seguo la Serie A da anni. Ero consapevole del modo di giocare di questa squadra e quali sono le possibilità per me di aver successo in questo gruppo. Sono diverso dagli altri attaccanti, c’è una qualità enorme ma io ho caratteristiche diverse da chi sa fare l’uno contro uno, o magari sa dribblare in velocità. Io porto presenza fisica, mi piace occupare l’area, cosa che potrà aiutare la squadra in molte situazioni. Nelle prime due partite ho visto che c’è da sgomitare con i difensori: ebbene, sono pronto ad affrontare duelli scomodi”.
carattere
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Niclas ha un sorriso contagioso, trasmette chiaramente quanto si stia godendo tutti i dettagli di questo primo periodo in rossonero. “La squadra che ho trovato ha già enorme qualità, un gruppo sano unito con grande coesione, una grande energia, mi ha quasi spaventato questa energia dopo la vittoria a Cagliari. È una cosa molto indicativa, per me. Col mio carattere e modo di essere penso di potermi inserire molto bene. Aiuterò al meglio delle mie possibilità. È un momento ideale per il mio arrivo al Milan”. Anche quest’ultimo, un concetto su cui torna più volte: “Il compito del numero 9 a volte è un po’ ingrato ma è quello che volevo. Il 9 è sinonimo di gol, significa fare gol. Io e il Milan ci siamo trovati nel momento giusto, penso di essere all’altezza del compito. Sono venuto qui perché volevo venire qui, mi sento a mio agio e spero continui così anche in futuro”. Ogni riferimento alla possibilità di essere riscattato in estate è puramente casuale.
mi mandano rudi e oliver
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Il tedesco si dichiara innamorato dell’Italia a 360 gradi, ma in termini calcistici ha avuto un paio di dritte di un certo livello: “Qui hanno giocato tedeschi come Bierhoff e Voeller. Ho parlato con Rudi e mi ha fatto le congratulazioni. Entrambi mi hanno detto che avrò successo. Bierhoff mi ha parlato della magia di giocare con questa maglia addosso. E io dico che la serie A è un campionato che mi sta bene addosso in base alle mie qualità. Il Milan poi è un club che ha qualcosa di magico, è magia indossare questa maglia. Col Genoa mi sarebbe piaciuto segnare, sarebbe stato un debutto perfetto”. E poi precisa: “Ieri ci sono state un paio di situazioni difficili per l’arbitro e le decisioni sono andate a nostro sfavore. Io ho sentito il piede dell’avversario sul mio ed ero sicuro ci sarebbe stato fischiato rigore o che l’arbitro sarebbe andato al monitor. Ma non si può dare colpa all’arbitro se non abbiamo vinto, perché le occasioni le abbiamo comunque avute”.
le dritte di zlatan
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Onesto. Così come quando immagina gli sviluppi tattici che potrebbero riguardarlo: “Giocare col tridente a Firenze? Quello che mi dice il tecnico non lo svelo pubblicamente. Allegri ha tantissima esperienza, è in grado di adattare modulo ai giocatori e di variare. Giocare in tre davanti comunque è senz’altro un’opzione, si può formare un trio armonioso”. Poi un doveroso inchino ai mostri sacri del mondo rossonero (“Ho già conosciuto Ibra, mi ha dato qualche dritta e mi ha detto cosa si aspetta da me. Modric? Mi colpisce poter giocare assieme a uno come lui”), si allinea ad Allegri nell’evitare la parola scudetto (“Il Milan per la sua storia ha sempre un posto in Champions, tutto quello che ha un orizzonte più lontano non lo considero”), chiude la parentesi West Ham (“Non è stato facile per me, ho avuto tante interruzioni per motivi diversi, non ero preparato bene a livello fisico e purtroppo non ha funzionato. Ora mi sento fresco e in forma”), bussa alla porta della nazionale (“Ho perso un po’ di terreno, a causa della forma fisica, spero d’ora in poi di essere a disposizione regolarmente: in questo modo posso riguadagnare posizioni”) e chiude scherzando sul buco fra i denti che ormai lo contraddistingue: “È una parte di me, è parte della mia identità, non mi crea problemi e resterò così”.

