Dalla recitazione alla cucina, fino al successo come food influencer: il percorso di una chef che ha trasformato una passione d’infanzia in una nuova vita. Tra qualità delle materie prime, equilibrio e il valore di un rapporto sereno con la tavola
Rachele Scoditti
24 luglio - 10:02 - MILANO
Cucinare non significa solo preparare un piatto, ma prendersi cura di sé e degli altri. È questa la filosofia di Francesca Gambacorta, in arte FraFoodLove, chef, personal chef e food creator da 747mila follower su Instagram che ha trasformato una passione coltivata fin da bambina in una professione. Dopo un passato nel mondo del teatro, oggi racconta la cucina attraverso ricette semplici, ingredienti di qualità e un'idea di benessere che non passa dalle rinunce, ma dall'equilibrio. Perché, come spiega in questa intervista, mangiare bene significa prima di tutto vivere il cibo con piacere e consapevolezza.
Francesca, la cucina per te non è solo nutrimento, ma anche emozione e condivisione. Quanto può incidere il modo in cui mangiamo sul nostro benessere quotidiano, anche psicologico?
“Incide tantissimo, soprattutto per noi italiani, che abbiamo un rapporto speciale con il cibo. Per me è importante pensare ogni giorno a cosa porterò in tavola, cercando di bilanciare gusto, qualità e anche la voglia di sperimentare. È lo stesso approccio che porto nei miei video: cerco sempre di creare qualcosa che possa ispirare ed emozionare chi mi guarda. Io credo che la cucina sia, prima di tutto, emozione. Proprio qualche giorno fa, ricevendo un premio dedicato all'imprenditoria femminile, mi hanno chiesto se non trovassi più emozionante il teatro, visto che sono nata come attrice e doppiatrice. La mia risposta è stata no. Oggi l'emozione più grande è un'altra: quando cucino per qualcuno e, dalla cucina, sento arrivare un 'Mamma mia!' dalla sala. Per me quella soddisfazione vale persino più di un applauso sul palcoscenico”.
Il passaggio dal teatro alla cucina non è poi così scontato. Cosa ti ha fatto capire che il tuo nuovo palco sarebbe stato quello culinario?
“In realtà la cucina è sempre stata dentro di me. Fin da piccola guardavo mia madre preparare impasti e ricette con grande curiosità e, crescendo, sono sempre stata 'quella che cucinava' nel gruppo di amici. Anche durante il periodo del teatro portavo sempre qualcosa da mangiare. Poi le vicissitudini della vita mi hanno portata a cambiare strada. Dopo il divorzio dal mio ex marito, che era il regista della compagnia teatrale con cui lavoravo, ho scelto di dedicarmi alle mie figlie e ho iniziato un nuovo percorso nel settore commerciale. Un giorno ho incontrato uno chef che gestiva una scuola di cucina e ho capito che volevo trasformare quella passione in una professione. Ho frequentato la scuola per diventare chef facendo tanti sacrifici, ed è lì che ho capito che quella era la mia strada. Il percorso è stato graduale: ho fatto esperienza nei ristoranti, lavorato in un laboratorio gastronomico e iniziato l’attività di personal chef, riuscendo così a conciliare lavoro e famiglia. Poi è arrivato il Covid: ho iniziato a creare video di cucina, lezioni online e un mio libro di ricette. I video sono diventati virali e quella passione è diventata il mio lavoro: oggi sono una food influencer. In fondo era qualcosa che avevo dentro da sempre: dovevo solo trovare la strada giusta per arrivarci”.
Il tuo stile è quello della "semplicità complessa". Cosa significa oggi cucinare bene senza complicarsi la vita?
“Significa partire dalla qualità delle materie prime. Viviamo in un Paese ricchissimo di prodotti eccellenti e spesso basta scegliere un ingrediente di grande qualità per creare un piatto semplice, ma straordinario. Pensiamo alla carne, al pesce o alle verdure: un prodotto valido, cucinato in modo semplice con un buon olio extravergine di oliva, può già dare un risultato di grande livello. La semplicità diventa complessa quando entrano in gioco tecnica, conoscenza e capacità di valorizzare gli ingredienti. Noi italiani abbiamo una grande cultura gastronomica e, attraverso piccoli accorgimenti, possiamo trasformare un piatto semplice in qualcosa di speciale. Questa è la mia idea di semplicità complessa: rendere la cucina accessibile senza rinunciare alla qualità”.
Viviamo in un'epoca di diete, restrizioni e mode alimentari. Come si trova un equilibrio tra mangiare sano e continuare a vivere il cibo con piacere?
“Oggi, soprattutto sui social, vediamo spesso una tendenza a demonizzare alcuni alimenti. Secondo me dobbiamo invece imparare a scegliere ingredienti di qualità e a valorizzarli. Non serve rinunciare al gusto: spesso bastano pochi elementi, come un ottimo olio extravergine di oliva, per dare valore a un piatto. È importante non essere estremisti. Ognuno è libero di fare le proprie scelte alimentari, ma bisogna imparare a variare e ad avere un rapporto sereno con il cibo. Siamo fortunati perché il nostro Paese offre tantissimi ingredienti di qualità: verdure, legumi, cereali e prodotti della nostra tradizione. Dobbiamo imparare a conoscerli e utilizzarli, senza inseguire mode che promettono risultati miracolosi. Chi comunica sui social ha una grande responsabilità: può influenzare positivamente le persone, ma anche diffondere informazioni sbagliate”.
Un piatto può raccontare una persona, una famiglia o un momento della vita. Qual è il piatto che racconta meglio Francesca Gambacorta?
“Sicuramente gli spaghetti al pomodoro. È il piatto che rappresenta meglio il concetto di semplicità complessa: sembra una preparazione facile, ma la differenza la fanno la qualità e la scelta degli ingredienti. Un pomodoro eccellente, un buon aglio, un olio extravergine di qualità, del basilico e una pasta importante possono trasformare un piatto semplice in qualcosa di speciale. Anche realizzarlo bene non è così scontato: bisogna rispettare i tempi, le cotture e trovare il giusto equilibrio. Per me rappresenta la qualità, gli ingredienti buoni e la nostra Italia. È il piatto che mi racconta di più. Anche se lo cucino poco, perché quando lo preparo rischio di mangiarne mezzo chilo… mi piace davvero tantissimo!”


