Il piacentino, campione di F2 2025 è pilota di sviluppo: "Ho iniziato a seguire anche il team nei weekend di gara: una grande esperienza. Con Norris e Piastri ho un bel rapporto"
22 maggio - 10:02 - MONTREAL (CANADA)
Arrivato a Montreal con l’ormai immancabile t-shirt color papaya, Leonardo Fornaroli sembra essersi perfettamente adattato al ruolo di pilota di sviluppo della McLaren. Una posizione guadagnata sul campo dopo la vittoria del titolo di Formula 2 nel 2025 e di quello di Formula 3 nel 2024, in un percorso di successi che inserisce il giovane piacentino, classe 2004, in un club riservato a pochi campioni. E mentre sogna, e aspetta, la sua occasione per poter debuttare in Formula 1, Fornaroli si fa le ossa nel team capitanato dall’italiano Andrea Stella, imparando segreti e tecniche dai campioni del mondo in carica della massima serie.
Leonardo, ha avuto l’occasione di guidare una vettura di F1 - MCL60 del 2023 – prima a Barcellona e poi a Silverstone. Che esperienza è stata?
“Prima di tutto devo dire che è stata una grande emozione, perché salire su una Formula 1 è il sogno che ho da quando sono bambino. E poi è stato soprattutto uno shock: i primi giri sono stati tosti, anche perché non salivo da un po’ di una monoposto e ci ho dovuto fare l’abitudine, ha richiesto tanta concentrazione e alla fine ero distrutto. Una volta presa confidenza è incredibile, la macchina è fantastica e più di tutto della F1 mi ha colpito la potenza frenante e la capacità di entrata nelle curve veloci”.
Come si trova con McLaren in questa nuova avventura di pilota di sviluppo?
“Mi trovo molto bene. Sanno come aiutare i ragazzi giovani a crescere nel modo giusto. I test, il simulatore e la preparazione stanno andando alla grande e adesso continueremo anche in futuro. Ho iniziato a seguire anche il team nei weekend di gara, come supporto, per cercare di aiutarli durante questa fase molto complessa, il che è un passo in più per me molto importante. Poi non mi limito solo alla Formula 1, la McLaren ha un programma fantastico in tante classi del motorsport e, per esempio, sono anche stato a Indianapolis a fare supporto alla squadra per una gara lì”.
In che cosa consiste il lavoro al simulatore con il team di F1?
“Prima di ogni weekend di gara mi concentro sulle sessioni al simulatore: provo a seguire lo stesso programma dei piloti, Lando Norris e Oscar Piastri, e imparare il più possibile sulle macchine di questa stagione che sono molto diverse rispetto a quelle precedenti, e dove la parte elettrica è particolarmente complessa, c’è tanto da capire. Se poi sono in un fine settimana in pista con la squadra allora sto anche parecchio tempo con gli ingegneri del team e cerco di apprendere il più possibile anche dai piloti, seguo le riunioni e ascolto i commenti dei piloti”.
Com’è il rapporto con Norris e Piastri?
“Molto bello. Io cerco di dare loro il mio contributo per quello di cui hanno bisogno ma anche loro cercano di aiutarmi nel mio percorso di crescita”.
E con il team principal Andrea Stella?
“Stimo molto Andrea, è una persona che rimane sempre calma, lucida, e cerca sempre di lavorare con la squadra per ottenere i migliori risultati senza andare a strafare. E anche quando qualcosa non va nel verso giusto, cerca sempre di mantenere la calma”.
Questo è un momento di grande entusiasmo per l’Italia nel motorsport, sente la carica del Paese?
“Sì, ci sono tanti piloti giovani che stanno salendo di categoria e io spero presto di far compagnia al mio amico Kimi Antonelli sulla griglia di Formula 1. Sarebbe fantastico se questo entusiasmo potesse dare una bella spinta anche ai più piccoli”.


