Formula E Monaco E-Prix: Citroën, la Gen4 e la nuova elettricità di Montecarlo

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Tra gestione dell’energia, sviluppo della Gen4 e il programma di Citroën in Formula E, Monaco racconta un motorsport sempre più tecnico, più urbano e vicino alle auto del futuro

Lucia Damiata

22 maggio - 12:59 - MONTECARLO (PRINCIPATO DI MONACO)

A Monaco il rumore non è più il padrone di casa. Nel weekend del Formula E Monaco E-Prix, il Principato si conferma uno dei teatri più estremi e affascinanti del motorsport mondiale. La sensazione, però, è diversa rispetto al passato. Le monoposto elettriche si muovono leggere tra i guardrail, più compatte e nervose rispetto alle Formula 1, ma soprattutto capaci di regalare sorpassi anche in un circuito dove normalmente si fatica persino ad affiancarsi. Nel paddock il contrasto resta quello tipico di Montecarlo: relax, yacht, hotel storici e terrazze affacciate sul porto fuori dai box; dentro i garage, invece, dominano tensione, monitor pieni di dati e simulazioni continue. La Formula E, però, negli ultimi anni è cambiata profondamente. Le vetture sono più rapide, la gestione software conta sempre di più e ogni gara si costruisce attorno all’energia disponibile e alla strategia.

1 Monaco: il circuito che cambia la Formula E

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Montecarlo non cambia mai, ma ogni categoria lo vive a modo suo. Il tracciato resta sempre lo stesso: poco più di tre chilometri, carreggiate strette, barriere vicinissime e margine d’errore praticamente nullo. Ma è qui che emerge il Dna della Formula E. Le monoposto sfruttano dimensioni più compatte rispetto a quelle a cui siamo abituati: dove altre categorie sfilano in colonna, le elettriche riescono ancora a costruire sorpassi veri. Il passaggio nel tunnel dal buio alla luce accecante, ad esempio, regala traiettorie aggressive, adrenalina e sorpassi a cui non si è abituati. "Per noi correre nei circuiti cittadini è la normalità", racconta un ingegnere del progetto Citroën all’interno del programma Stellantis. "Monaco resta speciale, ma rispetto ad altre categorie siamo abituati a lavorare su questo tipo di tracciati”. Qui la velocità pura passa in secondo piano rispetto ad altre categorie. A fare la differenza sono soprattutto recupero dell’energia, gestione delle gomme e capacità di leggere la gara giro dopo giro, interpretandola correttamente. Un attacco troppo aggressivo rischia di prosciugare la batteria in anticipo; una staccata fuori linea rischia di alterare completamente il bilanciamento della vettura.

2 Nel box Citroën: il motorsport invisibile

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Il lavoro più importante spesso si svolge lontano dalle telecamere. Nel box Citroën il lavoro si muove in un silenzio quasi irreale. Il clima è molto diverso dalle categorie tradizionali: meno caos da garage, più concentrazione sui dati. Una parte del team segue il weekend da remoto. "Ci sono sei ingegneri collegati a distanza che lavorano sugli stessi dati della pista", spiega un ingegnere del team. "Per noi è un supporto fondamentale perché possono analizzare simulazioni e strategie in tempo reale". La Formula E vive su due livelli paralleli: quello della pista e quello digitale. Strategia energetica, degrado gomme e dati sulle vetture vengono aggiornati in tempo reale per correggere immediatamente la gara. "La vera sfida resta interpretare le gomme", ammette Michael Rossi, coordinatore tecnico del team Citroën Racing. "Quando si trova la finestra di utilizzo corretta, tutto diventa più fluido. L’auto risponde meglio e si può iniziare a dettare il ritmo e costruire la gara". Dietro i monitor, si nasconde una vita che assorbe tutto: tra ritmi serrati e trasferte, lascia poco spazio al di fuori dei circuiti. "Non è semplice", racconta uno degli ingegneri, "ma lavorare in questo ambiente resta qualcosa di speciale".

3 Citroën e la Formula E: la roundtable

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A Monaco, Citroën prende parte al weekend della Formula E all’interno delle attività di Stellantis Motorsport dedicate allo sviluppo tecnologico e alla mobilità elettrica. Nel paddock del Principato il focus resta soprattutto tecnico: gestione dell’energia, efficienza e soluzioni pensate per trasferire esperienza dalla pista alle auto stradali. L’inizio di stagione ha dato subito segnali incoraggianti: podio all’esordio, vittoria nella seconda gara, pole position a Madrid e piazzamenti costanti nelle gare successive. "Eravamo partiti con molta umiltà per capire il livello," confessano nel team. "Ma quando questi ragazzi si mettono al lavoro, fanno le cose per bene". A Montecarlo però il weekend si è complicato rapidamente con problemi legati al bilanciamento e alla gestione dell’energia su asfalto particolarmente scivoloso. Nonostante questo, il Team Principal Cyril Blais resta fiducioso. Il senso ultimo di correre tra i guardrail di Montecarlo risiede proprio in quel filo invisibile che unisce la pista alla strada: è un banco di prova per Citroën, su autonomia, gestione della batteria, aerodinamica ed efficienza, aspetti che trovano applicazione anche nello sviluppo delle vetture stradali. Tra l'instabilità del prezzo del carburante alla pompa e la voglia di transizione, la spinta verso l'elettrico è evidente. In mercati chiave come la Francia, la quota di vendite elettriche del gruppo è cresciuta sensibilmente negli ultimi mesi, anche se per Citroën resta importante non seguire le masse e mantenere la propria ricetta in fatto di auto.

4 Doriane Pin e il futuro della Gen4 in rosa

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Tra i volti più osservati nel paddock c’è quello di Doriane Pin. La giovane promessa francese, integrata nel programma Stellantis Motorsport come development driver, è già proiettata sul futuro e sul lavoro di sviluppo della Gen4. "Il salto rispetto alle monoposto attuali è impressionante", racconta la Pin. "La Gen4 porterà un salto evolutivo notevole, soprattutto sul fronte della gestione energetica. C'è tanto da imparare, ma si percepisce chiaramente quanto il progetto sia avanzato". La prossima generazione di Formula E promette infatti un importante passo avanti tecnico. La Gen4 avrà trazione integrale permanente e una potenza complessiva di ben 600 kW, distribuiti tra i 350 kW del motore posteriore e i 250 kW dell'anteriore. La velocità di punta toccherà i 335 km/h. Ma il vero capolavoro ingegneristico risiede nel recupero energetico in frenata: la Gen4 sarà in grado di rigenerare fino a 700 kW di energia. Cambierà anche l’approccio aerodinamico. In qualifica le vetture utilizzeranno una configurazione ad alto carico aerodinamico per massimizzare grip e performance sul giro secco. In gara, invece, si passerà a un setup a basso carico per ridurre la resistenza all’aria e migliorare l’efficienza energetica. Più che una Formula E semplicemente più veloce, la Gen4 punta a rendere il campionato ancora più strategico.

5 Monaco tra pressione e gestione mentale

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Nel Principato la pressione non riguarda soltanto i piloti. Monaco rappresenta anche una gara particolarmente importante per Citroën dal punto di vista dell’immagine e delle relazioni con partner e sponsor. "Qui abbiamo molti ospiti e persone vicine al brand", racconta Aline Germain, direttrice dell'area marketing del team. "Ci teniamo a fare bella figura e questo aumenta inevitabilmente la pressione. A Monaco non basta avere la macchina più veloce: servono strategia, lucidità e anche un pizzico di fortuna". Ogni gara nasce da un equilibrio continuo tra strategia, consumo energetico, gestione delle gomme e capacità mentale di reagire agli imprevisti, come quelli accaduti durante il weekend di gara.

6 Dietro le quinte del Principato: tra leggende e anteprime

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Il weekend di Montecarlo ha regalato anche diversi spunti d’interesse e momenti esclusivi nel paddock, confermandosi un punto di riferimento per il motorsport. Tra le attrazioni principali, i riflettori si sono accesi sull’attesissima Gen4: a portarla in pista per un debutto d’eccezione tra le curve del circuito è stato David Coulthard, che ha testato le potenzialità della nuova generazione offrendo un primo assaggio del potenziale della nuova generazione elettrica. Un evento così catalizzante non è sfuggito ai protagonisti del motorsport tradizionale: tra i box si sono visti piloti professionisti approfittare del weekend per salutare colleghi e scoprire da vicino l’evoluzione tecnologica della Gen4 e l’incredibile livello strategico raggiunto dalla Formula E.

7 Oltre il rumore: il nuovo motorsport

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Quando il sole cala sul porto di Montecarlo e le monoposto rientrano in corsia box, la sensazione è netta: la Formula E non sfida le categorie del passato. Vuole inventare un codice tutto suo. E a Monaco, questa transizione si avverte più che altrove. Dove una volta la prestazione si misurava in decibel, oggi contano l’efficienza, la precisione assoluta e la capacità di governare la tecnologia. La Formula E non vuole cancellare il passato. Sta semplicemente imparando a scriverla diversamente.

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