Il presidente riconfermato al vertice del club blanco. Ha promesso un acquisto di peso, oltre all’interista e a Konate
8 giugno - 00:56 - MADRID (SPAGNA)
Niente sorprese, Florentino Perez, 79 anni, ha ottenuto il 62% circa dei voti ed è stato rieletto alla presidenza delle Casa Blanca e porterà il suo ottavo mandato fino al giugno del 2030. Ma la giornata elettorale vissuta ieri a Valdebebas, la Ciudad Deportiva del Real Madrid, è stata a suo modo storica. Il risultato delle prime elezioni dal 2006 nel club più titolato di Spagna è stato positivo anche per lo sconfitto, l’impresario 37enne Enrique Riquelme che il 12 maggio scorso era sconosciuto alla quasi totalità dei soci e che in pochi giorni è stato premiato con quasi il 40% dei suffragi.
Calcolo errato
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Ricordiamo che il citato 12 maggio Perez, in carica fino al gennaio del 2029, decise di indire elezioni anticipate attraverso una surreale conferenza stampa perché era sicuro che il suo avversario non avrebbe mai potuto accettare la sfida. Troppi i soldi necessari per presentare la candidatura, troppo poco tempo per organizzare una qualsiasi campagna. E invece il giovane Riquelme in pochi giorni ha presentato al Real Madrid la fideiussione da 193 milioni di euro di patrimonio personale necessaria per avallare la sua candidatura, poi ha iniziato a lavorare conquistando subito una larga fetta di storia del madridismo messa in disparte da Florentino: Raul, Fernando Hierro, Iker Casillas e Vicente Del Bosque sono tutti saliti sul carro di Riquelme. Che ha denunciato a gran voce la sacrilega idea di Florentino di privatizzare il club vendendo il 5 per cento delle quote, ha puntato il dito sulla figura di Anas Laghrari, socio di Perez che nell’ombra ha acquisito enorme potere alla Casa Blanca, e ha sparato alto promettendo l’arrivo di Rodri e Erling Haaland del Manchester City, promettendo anche un contatto tra Raul e Jurgen Klopp l’allenatore che ha sempre rifiutato la mano di Perez. Riquelme si è beccato smentite di ogni tipo, ma è chiaro che al di là di improbabili bombe di mercato il madridista ha visto in lui un’alternativa all’indiscusso e inattaccabile strapotere florentiniano.
Il colpo
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Che conquistò il Madrid nel 2000 grazie al colpo Figo e aveva vinto le ultime elezioni nel 2004. Poi nel febbraio del 2006 si era dimesso tornando nel 2009 senza avversari, e da allora nessuno aveva più avuto il coraggio di sfidarlo. Il voto di ieri dice che il madridismo percepisce che Perez non è più quello di una volta, e non solo per i 79 anni di età. Il Madrid non vince un torneo rilevante nel calcio da due anni, e ha appena chiuso la prima stagione in bianco nel basket dal 2011. Florentino ha preso José Mourinho pagando però 15 milioni di clausola rescissoria al Benfica per un tecnico che il 29 agosto scorso era stato licenziato dal Fenerbahce. Poi ha l’accordo con il centrale francese del Liverpool Ibrahima Konate, che arriva svincolato, e pagherà anche i 20 milioni di euro della clausola necessari per prelevare Denzel Dumfries dall’Inter. Nomi poco galattici. Così ha promesso per domani un grande colpo da 150 milioni di euro. Si è parlato di Olise, anche se Perez ha detto che non si tratta della stella francese del Bayern. E di Vitinha, e Joao Neves. Vedremo. Intanto però una certezza: queste elezioni hanno mostrato a Florentino che il madridismo lo ama meno di quanto pensasse.



