Gli aeroporti di Roma potrebbero essere costretti a sospendere i controlli biometrici previsti dal nuovo sistema europeo Entry-Exit System (Ees) nel picco del traffico estivo per evitare il caos. Lo ha detto al Financial Times l'Ad di Aeroporti di Roma, Marco Troncone. "Siamo molto preoccupati per l'estate", ha affermato Troncone. Secondo l'ad della società che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino, "il processo si sta dimostrando incompatibile con i volumi di picco che dovremo affrontare: l'unico modo è aprire la valvola, non c'è altra soluzione per riuscire a completare il 100% delle registrazioni".
L'allarme di Troncone s'inserisce in una lunga scia di rimostranze avanzate dal settore aereo da quando il sistema è entrato in funzione lo scorso aprile, dopo diversi rinvii e progetti di applicazione pilota. Riservato solo ai cittadini extra-Ue, il sistema impone di registrare impronte digitali e fotografia al primo ingresso nello spazio Schengen, aumentando esponenzialmente il livello di sicurezza e il controllo di chi attraversa le frontiere comunitarie. Dal giorno dell'entrata in servizio, sottolinea la Commissione Europea, sono state identificate oltre 1100 persone indicate come una minaccia per la sicurezza dell'Unione. "Il nuovo sistema prevede un controllo della durata di 70 secondi", precisa un funzionario europeo. "Vale la pena, visti i benefici". Qui però inizia il rimpallo delle responsabilità. Gli operatori aeroportuali - stando al quotidiano della city - denunciano che i varchi automatici non funzionano sempre e pure i passeggeri già registrati nel sistema, che dovrebbero poter passare, sono spesso costretti a ripetere integralmente la procedura, aggravando la congestione.
"I processi devono funzionare meglio", ha dichiarato il direttore generale di Aci Europe, Olivier Jankovec. "Abbiamo bisogno che le postazioni self-service funzionino e al momento non è così". E con l'aumento dei visitatori extra-Ue durante l'estate, compresi i turisti britannici, l'Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata) teme che i tempi di attesa possano arrivare fino a sei ore negli scali più colpiti. Ma la Commissione non ci sta. "Le norme dell'Ees garantiscono la flessibilità necessaria per assicurare la fluidità dei confini, dato che, ad esempio, la raccolta dei dati biometrici può essere sospesa quando circostanze eccezionali comportano tempi di attesa eccessivi", spiega un portavoce dell'esecutivo blustellato.
"Molto spesso - prosegue - i lunghi tempi di attesa sono legati a fattori preesistenti, quali la carenza di personale, i limiti infrastrutturali e la concentrazione dei voli in specifiche fasce orarie: spetta agli Stati membri garantire la corretta attuazione dell'Ees sul campo". A quanto si apprende a Bruxelles, è in corso una disputa sulle risorse tra aeroporti, compagnie aeree e autorità di frontiera ed il sistema viene usato come capro espiatorio. Non solo. C'è chi fa notare che l'utilizzo dell'app di preregistrazione 'Travel to Europe' sarebbe in grado di ridurre i tempi dei controlli ma sono i singoli Paesi a doverne garantire l'attivazione (e l'intero sistema a pubblicizzarla). Al momento, però, solo la Svezia e il Portogallo (stando al sito della Commissione) l'hanno attivata.
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