Cercasi ct per la rinascita. Nel suo primo giorno da presidente della Federcalcio, Giovanni Malagò ha in realtà indossato la giacca di membro Cio, volando a Losanna per una tre giorni intensa di lavori del Comitato olimpico internazionale, chiamato a definire le politiche per l'assegnazione dei futuri Giochi. Dopo Milano-Cortina, che Malagò ha condotto in porto con un successo riconosciuto internazionalmente, l'Italia dello sport sogna una nuova Olimpiade estiva, e in questo l'ex presidente Coni ha carte da giocare presso il governo mondiale dello sport, e anche presso quello italiano, dello sport e non solo.
Ma la promessa fatta appena eletto è stata chiara: "Mi dedicherò alla scelta del commissario tecnico h24". Contatti sostanziali con i candidati, fino a ieri, erano di fatto impossibili, visto che non si potevano prendere impegni reciproci. E nessuna proposta è stata fatta ad alcuno, al momento, né per il ruolo di ct né per quello di dt. Ora però, tra Roberto Mancini e Antonio Conte, passando per la possibile carta coperta, si tratta di stringere, prima ancora di formare la squadra a contorno.
Il rapporto di stima con Mancini è esplicito, e questo ha reso finora l'ex ct di Euro 2020 il favorito. Ma dai club di A, che sotto la guida di Marotta hanno puntato su Malagò, e' arrivato un no deciso al ritorno dello jesino, considerato una sorta di 'traditore' per aver abbandonato la barca azzurra a qualificazioni per il Mondiale 2022 aperte. D'altra parte, l'altro grande 'sponsor' di Malago', Aurelio De Laurentiis, ha esplicitamente raccomandato il tecnico salentino, che ha salutato Napoli.
Se Mancini è pronto ad 'accontentarsi' di cifre contenute rispetto agli standard dei club, in forza della sua voglia di tornare e degli ampi guadagni dei mesi sauditi, i parametri da Premier o serie A sono l'incognita sul nome di Conte: una formula di compartecipazione di terzi (sponsor o residuo del contratto col Napoli che sia) si può però trovare.
Tra i due estremi possibili, l'altalena Mancini-Conte sfiora nomi 'nascosti'. Su piazza, liberi, ci sono Pioli o Palladino tra gli italiani, Thiago Motta tra gli oriundi, le suggestioni Guardiola o Xabi Alonso tra gli stranieri: a conti fatti, un quadro che riconduce per mille motivi al testa a testa Mancini-Conte.
Ma non finisce qui. C'è da definire il ruolo di dt. Paolo Maldini è universalmente riconosciuto come 'figura' ideale ma di difficile incastro. Smentito però che all'ex azzurro sia stata ancora fatta alcuna proposta. Un ruolo, nel Club Italia, lo avrà con ogni probabilità Luca Bergamini, ex n.1 del calcio a 5.
Intanto, al ritorno da Losanna, Malagò è atteso dall'appuntamento con il ministro per lo sport, Andrea Abodi. Sarà giovedì sera (venerdì poi Malagò ripartirà a Milano per Milano Cortina); oltre a riferire le impressioni olimpiche in chiave candidatura italiana, il focus sarà su come procedere insieme nei prossimi mesi. Abodi ha definito Malagò "diversamente amico", il neoeletto presidente Figc ha rimproverato al ministro la mossa del trasferimento alla A femminile dell'1% Figc dalla mutualità diritti tv (scelta ancora oggi difesa da Abodi, con un "andava fatto prima").
"Ascolterò le priorità e quello che verrà richiesto, anche se le conosco molto bene", ha detto Abodi, senza nascondere un'attesa piena di dubbi. "Oramai è il tempo di passare dalle parole ai fatti e di realizzare le riforme, da parte nostra le condizioni ci sono sempre state: sappiamo quello che andrà fatto, mi auguro che il primo passo lo sappia fare il sistema calcio. Sarò felice di sorprendermi che un nuovo consiglio federale identico a quello uscente riuscirà a produrre risultati diversi rispetto al passato". Insomma, oltre al ct c'è da ricostruire un rapporto con la politica.
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