La rossa riparte dopo il disastro di Shanghai: diverse regolazioni per mostrare il potenziale della vettura. Sviluppi in arrivo a Sakhir e Miami
Paolo Filisetti
2 aprile - 07:43 - MILANO
Ora o mai più. La Ferrari questo weekend si prepara a tornare in pista a Suzuka, a meno di due settimane dalla disastrosa doppia squalifica di Shanghai. Il Gran Premio del Giappone sarà il primo appuntamento di una tripletta che determinerà in modo sostanziale l’andamento del campionato e la squadra di Maranello avrà l’occasione di archiviare il terribile inizio di stagione come una falsa partenza da dimenticare in fretta.
Alti e bassi
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In Cina la SF-25 aveva mostrato il proprio potenziale solo nella qualifica Sprint e nella garetta del sabato, nella quale Hamilton ha conquistato la pole position e la vittoria. Una prestazione che, a livello di distacchi, aveva relegato Piastri a sei secondi e otto decimi e Verstappen a nove secondi e mezzo in soli 19 giri. Una performance lontanissima dai risultati ottenuti dalla Ferrari nei giorni successivi, sia in qualifica che in gara. Come già l’Australia aveva evidenziato, la SF-25 si è dimostrata criticamente sensibile alle variazioni di altezza da terra, di fatto innescando come conseguenza una sostanziale perdita di carico generato dal fondo vettura, ma non solo. È stata la prestazione globale della SF-25 ad essere fortemente condizionata dall’assetto preparato per qualifica e gara tenendo in considerazione il carico di benzina che sarebbe stato imbarcato la domenica. Loic Serra, era rientrato a Maranello subito dopo il fine settimana di Melbourne con l’intento di analizzare le soluzioni possibili sul breve periodo.
Lati positivi
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Nonostante il difficile inizio stagionale, i tecnici di Maranello sono convinti che non ci siano problemi legati ai concetti di base della SF-25 sul fronte telaistico e aerodinamico. Stando ai dati delle simulazioni in vista di Suzuka, le rosse avrebbero il potenziale per essere competitive su uno dei circuiti più probanti e tecnici del calendario. Il problema riscontrato sulla vettura sarebbe quindi un mix tra la risposta meccanica a livello di sospensioni e la criticità aerodinamica al retrotreno. Non è quindi solo l’altezza da terra a determinare una perdita prestazionale, ma anche una imprecisa risposta del retrotreno, che impedisce al fondo di generare la necessaria estrazione del flusso d’aria dal diffusore. Per risolvere il problema nelle simulazioni sono state provate una ventina di regolazioni per determinare la base ottimale per la monoposto che scenderà in pista in Giappone.
Ripartenza
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A Suzuka i tecnici di Maranello non introdurranno modifiche aerodinamiche al di fuori del normale adattamento al tracciato da medio carico, ma le regolazioni delle sospensioni seguiranno una combinazione diversa tra avantreno e retrotreno rispetto a quanto adottato nelle prime due gare. Non per valutare ulteriormente il comportamento della SF-25, bensì perché a Maranello sarebbero convinti che queste contromisure potranno già da Suzuka liberare il potenziale della vettura. È invece prevista per il Bahrain, la prossima settimana, l’introduzione di una versione riveduta e corretta del fondo attuale, precisamente nella sezione di strozzatura alla base del diffusore. Non un ampio pacchetto ma un’anticipazione di quello che sarebbe programmato per il fine settimana di gara a Miami a inizio maggio. Le aspettative, nonostante il difficile inizio stagionale, per i tecnici della Ferrari restano alte e la fiducia nel progetto è la stessa di inizio Mondiale. A Suzuka però non saranno più ammessi errori.