Farfalle umiliate. Mai denunciati i fatti di Fabriano

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Nessuna accusa a Cantaluppi, allenatrice di Raffaeli Duranti la prima a parlarne all’organo federale

Elisabetta Esposito

Giornalista

3 aprile - 07:42 - MILANO

Sono giornate difficili per la ginnastica e la ritmica in particolare. Le Farfalle non saranno a Sofia per la prima tappa di Coppa del Mondo ("Per scelta tecnica alla luce del debutto delle nuove ginnaste, non per questioni di “morale” di squadra o scelte di campo per le vicende legate al licenziamento della dt Maccarani, che restano mere speculazioni", ha fatto sapere ieri la Federazione), la situazione nell’Accademia di Desio resta difficile e quella di Fabriano ancora piena di punti interrogativi. Dopo aver letto le intercettazioni emerse dagli atti della Procura di Monza nell’inchiesta su Emanuela Maccarani, tutti - non solo nel mondo della ginnastica - si sono fatti una sola domanda: perché nessuno è intervenuto per fare chiarezza sui metodi dell’allenatrice Julieta Cantaluppi? L’immagine di Sofia Raffaeli in ginocchio a chiedere scusa per un esercizio fatto male o quella delle giovani atlete costrette a togliersi indumenti a ogni errore fino a rimanere in mutande, così come quella delle ragazze chiuse per ore in uno stanzino buio, ha avuto l’effetto di un pugno nello stomaco sull’opinione pubblica. E allora perché chi sapeva non ha agito? Da quanto risulta, perché nessuno ha mai parlato (ufficialmente) di fatti del genere.

versioni

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Inizialmente si era parlato di una denuncia anonima al Safeguarding Office della FGI e veniva spontaneo chiedersi perché il caso Fabriano non avesse avviato le opportune procedure di giustizia sportiva e ordinaria. Ma le cose sono andate diversamente: nessuno ha denunciato direttamente Cantaluppi, è stata Agnese Duranti a parlarne per prima nell’audizione davanti al Safeguarding sul caso Maccarani. La ginnasta, secondo quanto arriva dall’organismo federale, avrebbe raccontato di situazioni al limite a Fabriano, senza descrivere però quanto si legge nelle intercettazioni in particolare quelle dell’allora vice di Maccarani Olga Tishina e di Martina Centofanti. Il Safeguarding Office - nato in Fgi a tutela degli atleti a marzo del 2022, qualche mese prima del caso Desio - ha chiesto ad altre atlete con un passato a Fabriano (come Daniela Mogurean) quale fosse la situazione, ricevendo conferme e smentite.

nessun fascicolo

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Del resto è quello che si sta ripetendo anche in questi giorni, con Raffaeli che nega gli abusi e alcune delle ex compagne che se ne stupiscono e valutano l’idea di dire la loro. Ma al momento nessuno al di fuori di quelle intercettazioni ha confermato quel tipo di maltrattamenti. In ogni caso anche il nome Cantaluppi era finito nel fascicolo Maccarani: un unico documento (probabilmente le due cose meritavano di essere distinte) che il Safeguarding Office ha tramesso a febbraio 2023 alla Procura federale e a quella Generale dello Sport presso il Coni per supervisione. E qualcosa deve essere arrivato anche alla Gymnastic Ethic Foundation, le cui pressioni secondo alcuni avrebbero portato alla scelta di Cantaluppi di lasciare l’Italia (oggi allena Israele). Il processo sportivo per Maccarani, come noto, si era concluso con un’ammonizione. Il procuratore federale di allora, Michele Rossetti, che aveva parlato del comportamento dell’allenatrice come di "eccesso di affetto", è stato rimosso lo scorso febbraio per "violazione dei doveri di indipendenza e riservatezza e grave negligenza nell’espletamento delle funzioni". E già a dicembre il capo della Procura Generale dello Sport Ugo Taucer aveva deciso che il processo sportivo era da rifare. Di certo, dopo sospetti così, bisognerà fare presto totale chiarezza anche su Cantaluppi.

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