Fabregas: "Contro la Roma voglio la perfezione. Perrone? Anche su Marte sanno che..."

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PERRONE - "Sta meglio, ha fatto allenamento individuale e domani si allena con la squadra. Per ora 60% no, 40% sì. Però i giocatori con trattamento e vari strumenti possono anche migliorare. Magari domani si alza dal letto e sta benissimo, oggi si è allenato individualmente ed è andato bene. Ha preso una botta, aveva dolore, si è gonfiato molto. Ma bisogna solamente portare via sangue. Lui è spaventato, è stato fuori 3 mesi l'anno scorso dopo un colpo preso col Verona. Ha avuto un versamento. Però non è una cosa grave. Che Perrone sia importante per noi lo sanno anche su Marte. Però lui per me dev'essere il playmaker del futuro. Se non lo farà, ci andrà molto vicino. Lui ha caratteristiche molto specifiche, è molto importante nel calcio di oggi. Però non c'è paura, abbiamo giocato senza Caqueret, esterni, abbiamo fatto bene anche nella difficoltà ed è merito della squadra. Però non voglio togliere il merito a Maxi, è cresciuto molto, c'erano dei dubbi qui dentro se fosse dovuto essere lui l'acquisto. A me piace molto, per la maniera che gioca e alla sua età. Ha tanta voglia, giocatore intelligente, capisce tante cose velocemente".

ROMA - "Sono tre punti importanti, ma non c'è una motivazione di più. Solo una gara importante con la Roma, alla seconda stagione in Serie A e con la certezza giusta. Siamo pronti, organizzati per andare a vincere, sapendo che loro hanno fatto un mercato incredibile. La squadra che ha alzato più il livello con il mercato. Serve la gara perfetta. Io vedo una squadra forte. Pellegrini, Mancini non hanno giocato. Malen è straordinario. Hermoso non ha giocato e giocherà. Hanno tante carte sul tavolo per creare problemi, una squadra forte e già abituata a fare questo tipo di settimane. Sì, è un tipo di squadra che se non stai bene ti fanno soffrire. Se hai un giorno brutto, non sei concentrato e perdi palloni, ti fanno male in contropiede. Però noi siamo già abituati a questo tipo di partite e atteggiamento. Servono maggiori soluzioni possibili".

PARTITA - "Dipende cosa vuole dire decisiva come partita. Per me è una partita in più, dobbiamo fare una grandissima gara, come abbiamo vinto a Napoli o con la Juventus. Bisogna giocare sempre bene, si gioca contro grandi giocatori e un grande allenatore, ad un alto ritmo di gara. Dobbiamo giocare alla nostra maniera però, poi il campo parlerà e valuteremo. Voglio vedere un Como con voglia, propositivo, con grandissima mentalità e coraggio. Come sempre, con il pressing alto e asfissiante, con giocatori di grandissima fisicità. Sanno esprimere il calcio molto bene".

DIAO - "L'ho detto in tv, si era fermato 30 minuti prima dell'allenamento, ha sentito una scossa nella zona in cui si era fatto male. Poi si è allenato da solo domenica quando siamo tornati. Ha fatto tutta la settimana di allenamento con noi, benissimo, e domani se tutto va bene sarà tra i convocati. Ma non è grave".

POSIZIONI - "Cambierà. Dipende dalla partita. Non è per dare più protagonismo a uno o all'altro, ma dipende anche dalle caratteristiche del terzino sinistro avversario, dove c'è più spazio e chi è più adatto a quel ruolo in partita. Dipende, non c'è una sola scelta. Io voglio che Nico e Caqueret giochino dentro il campo comunque".

NICO PAZ A CENTROCAMPO - "No. Può farlo in futuro, quando sarà più maturo e stabile dentro il calcio. Ma lui è un giocatore di trequarti, una seconda punta. Anche perché le nostre dinamiche con i due playmaker stai sempre basso. Serve una sicurezza con la palla, una maniera di pensare e analizzare le situazioni che Nico non ha. È d'istinto, quando è basso ti può perdere un pallone, non è Perrone o Baturina. È molto specifico il ruolo di centrocampista".

FASE DIFENSIVA - "Tutti gli esterni devono difendere ed essere disponibili. Non abbiamo ancora preparato la fase difensiva, ne parleremo domani. Vediamo come lo faremo. E provare a frustrarli, metterli in difficoltà".

WESLEY - "Se vai con Diao, poi lui ti attacca la profondità alle spalle. Ha buon piede, dribbling, può giocare a destra e sinistra. Il buon giocatore sa sempre fare qualcosa".

TIFOSI - "Dev'essere sempre così. Anche in Serie B l'atmosfera era bellissima. Noi siamo molto contenti, sappiamo che sono dietro di noi, ma dobbiamo alimentare questa voglia ed energia, per essere sempre con noi e diventare sempre più forti. Con tifosi e squadra uniti l'energia si moltiplica. Sì, davanti alla nostra gente siamo più forti".

CRESCITA - "Abbiamo fatto 6-7 acquisti, gente nuova che si doveva adattare, dobbiamo capire dove possiamo fare meglio. Però l'anno scorso a inizio stagione, sapendo che sei al primo anno in Serie A, volevamo vincere ma ci siamo chiesti 'siamo capaci di farlo?'. Non sempre. Poi abbiamo aggiunto Caqueret, Vojvoda abbiamo alzato molto il livello, con continuità, allenamenti e l'idea era più chiara. Prima andavamo a dormire ed era una squadra di Serie B. Qualitativamente non eravamo prontissimi. Penso che abbiamo trovato la forza dentro, di andare a vincere con naturalezza. È un passo molto importante".

GASPERINI - "Non voglio dire se ci sono differenze, ma idee simili. Cose diverse sì, ma l'identità di Gasperini si vede e si sente. Con giocatori diversi ma caratteristiche simili all'Atalanta prima. Ma è sorprendente quanto porti velocemente l'identità".

SERGI ROBERTO - "La pulizia tecnica è molto difficile da giocare. Cambia tanto. Sono giocatori molto specifici. Vedi giocare Guardiola? Pensi che costruisca dal basso? Vedi il City? Non gioca tanto dal basso. Perché? Magari non c'è Busquets o Piqué, l'altra squadra ti pressa magari. Ma quando un allenatore non si fida di iniziare in prima fase, devi lavorare molto e avere fiducia invece".

CALENDARIO - "Si gioca col Pisa quella dopo? Non lo sapevo. La Roma è la partita più importante, tutto il resto dopo. Scusate, sono un mulo. Noi partita dopo partita proviamo a vincerle tutte".

CLASSIFICA - "C'è sempre una prima volta per tutto. Se ci penso? No, giuro. Questa è stata la mia vita. Essere stare in questa situazione da giocatore. Da allenatore diverso? No, conta la mentalità, la continuità, il messaggio. Quando tu credi e sei positivo, lavori forte, possono succedere le cose. Però andiamo piano piano. Siamo solo all'inizio, non cambia niente. Se si entra, non si entra, continuiamo a costruire. Sempre migliorando e non vuol dire vincendo. Alcune volte è successo, ma non ero soddisfattissimo. Ho visto una crescita importante a Palermo, ero convinto che andassimo in Serie A. Che la squadra sarebbe salita su. Lo sentivo, per il lavoro applicato, i giocatori erano convinti. E ora vedo una squadra che cresce, che vince partite che prima non sapeva vincere. Questo te lo dà l'esperienza, martellare in continuazione. Quello che non ha l'allenatore è il tempo. Serve aprire la mente, un po' più di tempo per consolidare l'idea. Alla prossima partita vieni giudicato. Il calcio per l'allenatore è molto crudele e si deve sempre analizzare nel modo giusto".

PARLARE DI CHAMPIONS LEAGUE - "Sì. Non perché parlano di questo o dell'altro, ma perché non è il momento. Se non succede cosa siamo? Siamo falliti?".

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