Leo, nella polacca Chorzow, domina il peso con 22.08 mettendo in fila cinque statunitensi, Nadia conquista un 5000 tattico respingendo nove etiopi col solito gran finale. Derkach quinta nel triplo (14.33), Fantini terza nel martello (71.95)
L’impetuosa onda azzurra non si arresta: sono tre i successi italiani nella trappa polacca di Diamond League di Silesia, la penultima della stagione prima delle finali di Bruxelles. Dopo la vittoria di Gimbo Tamberi nell’alto nel prologo di sabato a Katowice, ecco - altrettanto prestigiose - quelle di Leo Fabbri nel peso e di Nadia Battocletti nei 5000 allo Slaski Stadium di Chorzow pressoché esaurito da 35.000 spettatori. L’atletica tricolore continua a sorridere.
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Prima le signore. Nadia, regina d’Europa, allarga i propri confini. E, anche contro le specialiste africane, dimostra di essere una numero uno. L’allieva di papà Giuliano, in un affollatissimo 5000 (in ventidue al via), dall’alto di una intelligenza tattica con pochi precedenti, domina. La gara, contrariamente a quanto previsto alla vigilia, è presto molto tattica. Le lepri, la ceca Sasinek e la statunitense Morris, si fermano dopo circa 1500 e 2000 metri. Quando qualsiasi velleità cronometrica è già tramontata. L’obiettivo doveva essere il 14’18”41 della miglior prestazione mondiale stagionale. Invece si parte relativamente piano e si prosegue ancor più lentamente: 2’55”4 il primo 1000, 2’57”0 il secondo, addirittura 3’16”5 il terzo (9’08”91). A Nadia, in fondo, va bene così. E infatti. Poco o nulla succede fino alla campana. Poi il gruppo, tirato da Marta Alemayo, una delle nove etiopi in gara, finalmente si allunga. L’azzurra la tallona. E a 150 metri dall’arrivo, a metà dell’ultima curva, cambia marcia modello Birmingham. Il finale della trentina è ancora una volta irresistibile. Alle altre non resta che vederle la schiena. La Fiamma Azzurra chiude in 14’54”09 (2’42”7 l’ultimo 1000, 58”69 l’ultimo 400), precedendo l’etiope Freweyni Hailu di 53/100 e l’australiana Rose Davies di 1”30. Padrona assoluta della situazione.
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Da una regina, a un re. Leo non sbaglia più un colpo. E anche in Polonia, nell’impianto che ospiterà gli Europei 2028 poco prima dell’Olimpiade di Los Angeles, li mette tutti in fila. Fatica un po’ fino al terzo turno di lanci, quando con il 21.37 del primo tentativo (a seguire un 21.13 e un 21.36) si trova solo al quinto posto. Ma al quarto ecco la spallata vincente: 22.08, nona gara dell’anno oltre il muro dei 22 metri. Non lo prendono più. E dire che la concorrenza è di alto livello, con tutti i migliori al mondo, a parte Ryan Crouser che, operato a un gomito, ha chiuso la stagione anzitempo. Il fiorentino precede cinque altri statunitensi: Jordan Geist (21.96), Joe Kovacs (21.86), Payton Otterdhal (21.80), Adrain Piperi (21.64) e, con in mezzo il giamaicano Rajindra Campbell (21.61), anche Roger Steen (21.46). Il tricolore, con l’aviere, continua a sventolare altissimo. Per il gigante allenato da Paolo Dal Soglio, prossima fermata giovedì, nel tempio del Letzigrund di Zurigo.
Derkach e Fantini
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Sono buone le prestazioni di Dariya Derkach, fresca campionessa europea del triplo, quinta con 14.33 (e per il momento finale di Diamond League mancata di un soffio, prima delle escluse) in una gara vinta dalla senegalese Sarr con 15.08 e di Sara Fantini, vicecampionessa, terza nel martello con 71.95 (successo della canadese Rogers con 77.09). Il meeting regala una lunga serie di super risultati. Spiccano due migliori prestazioni mondiali 2026: del brasiliano Dos Santos nei 400 ostacoli con 46”43, con Warholm ancora sconfitto, a 9/100 e della etiope Duguma nei 1500 con 3’55”06, con l’australiana Hull a 14/100 e nove atlete sotto i 3’57”42. Poi i 100: del giamaicano Seville in 9”83 (+1.4) davanti a Benarek (9”87) e Coleman (9”93) e della statunitense Jefferson in 10”78 (+0.6) precedendo Alfred (10”83) e Richardson (10”96). Nei 400 non finisce di sorprendere il botswano Kebinatshipi (43”59), capace di precedere un Benjamin pur capace del personale (48”83). Infine, i concorsi. Duplantis vince l’asta con 6.20 e poi fa un unico tentativo (fallito) ai 6.32 del record del mondo. Il lituano Alekna (72.58) e il canadese Katzberg (82.92) giganteggiano nel disco e nel martello.



