La centrale azzurra: "Abbiamo la consapevolezza di aver raggiunto obiettivi importanti. I libri di Velasco ci hanno fatto felici"
A 24 anni il suo palmares è l’ulteriore testimonianza della sua forza: 20 trofei per club con Conegliano, un oro olimpico, uno mondiale e uno europeo oltre a due Nations League con la maglia della Nazionale. Sarah Fahr è per distacco la miglior centrale al mondo. Ma per la ventiquattrenne nata a Kulmbach, in Germania, e cresciuta a Piombino questo torneo continentale ha un sapore particolare: nel 2021 conquistò l’oro ma non giocò le partite decisive della manifestazione a causa di un brutto infortunio durante la partita del girone contro la Croazia, la stessa avversaria che oggi terrà a battesimo l’esordio delle campionesse olimpiche e del mondo. “Sono contenta di poter tornare a giocare un Europeo - dice - e sono contenta di farlo contro la Croazia perché dall’altra parte c’è una mia grande amica, Bojana Butigan, in campo anche nel giorno dell’infortunio (25 agosto 2021 a Zara, ndr)”.
Sarah, affrontate questa manifestazione con la possibilità di completare un fantastico triplete: diventare contemporaneamente campionesse olimpiche, mondiali e d’Europa. È uno stimolo in più?
“È una cosa a cui non pensiamo. Per noi che siamo sempre in questo vortice di eventi, appena si raggiunge un obiettivo lo si cancella subito e si pensa al successivo. Quello che abbiamo fatto a Parigi e quello che abbiamo raggiunto al Mondiale di Bangkok un anno fa, sono il passato. Certo, ci danno forza perché abbiamo la consapevolezza che negli anni siamo riusciti a raggiungere obiettivi importanti. Allo stesso tempo ci dà anche la responsabilità di dover lavorare ancora di più per confermarci”.
Quest’estate è stata segnata dal progetto Antropova schiacciatrice. Come sta andando?
“Era un’idea portata avanti a inizio estate e poi abbandonata durante la Nations League. Ora è stata rispolverata per necessità in una situazione d’emergenza (l’infortunio di Omoruyi, ndr) dopo le partite amichevoli in Polonia. Per Kate non è una cosa assolutamente facile, perché comunque solo i grandi campioni possono fare questa cosa e lei sicuramente lo è. Noi dovremo essere brave ad aiutarla e a fare in modo che questa cosa possa funzionare per il bene di tutta la squadra”.
Velasco nell’avvicinamento all’Europeo vi ha regalato due libri a testa. Come ha motivato la scelta dei suoi?
“Uno è un libro molto romantico (L’amore ai tempi del colera, ndr) perché credo abbia individuato un po’ questo lato del mio carattere. L’altro è un libro che parla di una separazione vista da diversi punti di vista (La donna giusta, ndr) e credo che si sia ricordato di questa cosa avvenuta nella mia famiglia. Velasco ci ha messo il cuore, si è messo d’impegno e l’abbiamo apprezzato veramente tanto. Il giorno della consegna eravamo tutte super felici e ci sentivamo un po’ come delle bambine il giorno di Natale quando si aprono i regali sotto l’albero”.
Nel nuoto e nell’atletica è stata l’estate dello sport femminile… si è appassionata a qualcosa?
“Purtroppo ho visto solo i risultati, non sono riuscita a seguire tanto le gare essendo sempre impegnate con il raduno e gli allenamenti. Sono contenta per Larissa (Iapichino, ndr) perché abbiamo frequentato lo stesso istituto superiore a Firenze: il Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci. Eravamo in sezioni diverse. Una scuola di sportivi perché c’erano anche i fratelli Pierozzi, Niccolò ed Edoardo, oggi impegnati in serie B”.


