Europei di nuoto: Quadarella domina, l'Italia saluta Parigi da grande

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Simona Quadarella imprime il terzo sigillo d'oro nei suoi Europei di nuoto a Birmingham e completa una tripletta leggendaria nell'ultima giornata della rassegna continentale, che vede anche quattro argenti - molti per centesimi - nel bottino azzurro. Il terzo successo arriva nei 400 stile, dopo il dominio nei 1500 e negli 800. Per lei, mai stanca di macinare numeri da record, è l'undicesima vittoria europea a livello individuale ed è il terzo tris consecutivo dopo i campionati del 2018 e del 2021.

Simona Quadarella

Eppure, nonostante i dati dipingano una spedizione perfetta, la romana ammette di "aver pensato di non vincere". "Ho cercato di aspettare il più possibile, ma sembrava che le mie avversarie non mollassero niente. Non mi aspettavo nemmeno io di tirare fuori questa prestazione - ammette Quadarella -, ma ce l'ho fatta". Il suo segreto? "La costanza. Sono sempre riuscita a rimanere lì, anche con qualche difficoltà come successo nei 1500, quando non ero soddisfatta del mio tempo". Se prima i 400 stile erano un cruccio sul suo curriculum dorato, oggi ammette di aver "trovato la chiave giusta per esprimermi" in quei 50 metri finali, dove punta l'avversaria tedesca Isabel Gose e mette il turbo, per chiudere in 4'01"34, tempo con cui depenna il crono stampato dalla regina Federica Pellegrini ad Eindhoven nel 2008. "Adesso basta, me ne vado in vacanza", dice sorridendo la romana, grazie a cui l'Italia agguanta il secondo posto nel medagliere europeo con 13 ori, 15 argenti e 15 bronzi, in un testa a testa serrato con la Gran Bretagna, che la spunta per un oro in più.

Thomas Ceccon

Per tutti gli altri è questione di centesimi. Corre sul filo dell'attimo la distanza che separa Benedetta Pilato e Thomas Ceccon da una medaglia d'oro, rispettivamente nei 50 rana e nei 100 dorso.  "Questo centesimo mi perseguita, in questo posto non ci torno più", confessa con un sorriso agrodolce la nuotatrice tarantina, che indossa il metallo d'argento con il crono di 29"94 dietro alla lituana Ruta Meilutyte, sul gradino più alto del podio in 29"93. Nonostante la beffa, Benedetta guarda in prospettiva, senza cedere a quel ciuffo di tempo che nella piscina a cinque cerchi della capitale francese l'aveva già separata dal podio olimpico nel 2024. "Mi sarebbe piaciuto l'oro, ma se a inizio stagione mi avessero detto che avrei vinto due medaglie agli Europei, non ci avrei creduto. È stato forse l'anno più complicato della mia vita, ma sono fiera di me", ammette Pilato tradendo una commozione sincera. Mastica amaro anche Thomas Ceccon, legato da un filo rosso alla compagna di squadra e beffato a sua volta dalla misura maledetta.

Benedetta Pilato

Nei 100 dorso, la specialità di casa, chiude in 52"28, davanti a lui solo il greco Apostolos Christou che lo precede in 52"27. Thomas taglia corto: "Quel centesimo brucia. Indipendentemente da questo, è stato un tempo abbastanza lento, ma non voglio abbandonarmi a considerazioni per cui impiegherei un'ora". "Oggi i centesimi non sono stati dalla nostra parte", ammette anche Nicolò Martinenghi, protagonista dell'argento ipotecato dalla staffetta 4x100 maschile, completata da Ceccon, Razzetti e D'Ambrosio, che bissa il secondo posto ottenute dalle compagne di squadra Curtis, Pilato, Gastaldi e Menicucci nella stessa competizione. Davanti a loro, rispettivamente Russia e Gran Bretagna.

"Nessuno avrebbe scommesso su di noi", ricorda con soddisfazione Sara Curtis, sicura di "aver lanciato un gran segnale". Poi, con occhi di bragia, promette che insieme alle compagne "ci prenderemo tutto, questa staffetta crescerà pian piano. Questo argento è come una vittoria per noi". Soddisfatto delle sue ragazze e dei suoi ragazzi anche il regista delle imprese azzurre nelle acque inglesi, il direttore tecnico della nazionale Cesare Butini. "È stato un campionato più complicato del solito, con il rientro in gara dei russi", ammette il dt, "ma anche noi abbiamo alzato il livello delle prestazioni in vista del percorso olimpico, consolidando la nostra posizione da leader". Un trionfo figlio dell'incrocio tra l'esperienza dei veterani e la spregiudicatezza dei giovani, già padroni del presente. "I più esperti come Martinenghi, Ceccon, Quadarella e Pilato hanno risposto egregiamente, ma abbiamo beneficiato di un percorso molto importante anche da parte dei giovani, specie le ragazze". Su tutte, Sara Curtis, che "oggi sta nell'Olimpo del podio mondiale".

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