Eurodeputati chiedono di vietare le app per creare deepfake sessuali

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Un gruppo di circa cinquanta europarlamentari di diversi schieramenti chiedono alla Commissione europea se intende vietare nel mercato Ue le app di intelligenza artificiale usate per creare immagini denudate dopo lo tsunami di critiche che ha investito Grok AI, il chatbot di IA sviluppato da xAI e integrato nella piattaforma X di Elon Musk, per aver creato e diffuso deepfake sessualizzati di donne e bambini.
    In un'interrogazione parlamentare, si denuncia "l'aumento degli strumenti basati sull'intelligenza artificiale che consentono agli utenti di generare immagini intime manipolate di individui senza consenso, facilitando la violenza informatica basata sul genere e il materiale pedopornografico". "Questi sistemi dovrebbero essere vietati dal mercato Ue. I singoli autori di tali reati sono spesso punibili ai sensi del diritto penale nazionale, ma spesso sono difficili da individuare e ciò non impedisce la diffusione della violenza sessuale basata sulle immagini" scrivono ancora gli eurodeputati che ritengono insufficiente "affrontare questi sistemi di IA solo su un numero limitato di piattaforme online di grandi dimensioni".
    "Attualmente non è chiaro se questi sistemi siano vietati sul mercato dell'Ue, il che lascia delle lacune giuridiche" sottolineano, chiedendo alla Commissione di "confermare che questi sistemi sono vietati sul mercato Ue ai sensi dell'AI Act o di altre normative dell'Ue". Gli eurodeputati chiedono inoltre all'esecutivo Ue se, in caso contrario, concorda sul fatto che questi sistemi rappresentino "un rischio inaccettabile per la salute, la sicurezza e i diritti fondamentali" e intenda aggiungerli quindi all'elenco delle pratiche vietate dalla legge sull'IA che include il riconoscimento facciale, la polizia predittiva, il social scoring, l'uso di tecniche manipolative e subliminali, il riconoscimento delle emozioni sul posto di lavoro e nelle scuole.
   

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