Per due stagioni di fila a vincere sono allenatori alla prima vera occasione tra i grandi. Ma per il futuro del tecnico del Benevento non è ancora scritto
Pietro Scognamiglio
12 aprile - 12:04 - MILANO
Debuttanti e vincenti. Antonio Floro Flores come l’amico Raffaele Biancolino, che in questi giorni gli ha fatto anche i complimenti. Per due stagioni di fila il girone C della Serie C, quello (sotto certi aspetti) più complesso, l’ha vinto un allenatore promosso dalla Primavera a stagione in corso. Il Benevento, come l’Avellino di un anno fa, ha trovato in casa la soluzione quando si è deciso di cambiare strada per andare dritti in B. Senza guardare al curriculum del prescelto, né all’esperienza. Questione di fiducia nell’uomo, oltre che di visioni. Anche se il presidente Vigorito non lo ammetterà, non è da escludere che quanto avvenuto ad Avellino nella passata stagione sia stato d’ispirazione al momento dell’esonero di Auteri, a novembre.
gemelli diversi
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A unire Biancolino e Floro Flores, oltre all’essere figli di Napoli (rispettivamente, zona Capodichino e rione Traiano), è il passato da centravanti. Ma vivendo a latitudini diverse le aree di rigore. Perché Biancolino (classe 1976) ha vestito sempre i panni del bomber di provincia, che si è spinto al massimo fino alla Serie B dove ha trascinato per ben 4 volte l’Avellino (amore calcistico di una vita, forte e a volte tormentato, nella città in cui ha scelto anche di vivere). Mentre Floro, più giovane di 6 anni, ha toccato quota 275 presenze in A di cui oltre la metà con l’Udinese, assaggiando anche l’estero (una comparsata in Liga) e l’azzurro fino all’Under 21. Da allenatori hanno seguito un percorso simile: dai dilettanti alla Primavera, poi improvvisamente la prima squadra. Biancolino, dopo aver allenato per un paio di stagioni in Promozione ed Eccellenza, è diventato club manager dell'Avellino, poi Walter Novellino lo ha indirizzato a una carriera in panchina e non dietro la scrivania. Anche il Floro Flores allenatore è nato sui campi dilettantistici campani, nelle esperienze non indimenticabili di Frattese e Angri. Poi avrebbe mollato - lo ha rivelato lui stesso – ma n Pasquale Foggia (ex Benevento, attuale ds del Pescara) lo spinse a ricominciare dalle giovanili. Il resto è quasi attualità. I buoni risultati, il salto triplo tra i grandi con tanto scetticismo intorno. Il finale in gloria.
e adesso
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La storia però va raccontata tutta. Floro Flores nei giorni scorsi ha avuto un comprensibile slancio, a partire dal suo contratto in scadenza a giugno: “Ho detto al presidente che metterò la firma, poi deciderà lui” è l’assist lanciato a Vigorito, perché la B – dopo averla conquistata con merito – è il sogno a occhi aperti delle sue giornate. Le sensazioni fanno pensare a un matrimonio destinato a continuare, ma a oggi si tratta solo di sensazioni. E di valutazioni strategiche che vanno sull’altro piatto della bilancia rispetto a quello della gratitudine. Subentrare in corso d’opera alla guida di una squadra forte di Serie C è qualcosa di diverso rispetto al programmare sin dall’inizio una stagione. Floro Flores ha idee e motivazioni che renderebbero la sua conferma una sfida affascinante, ma il parallelismo con Biancolino qui non è suo alleato. Dopo la promozione, l’ex tecnico dell’Avellino era stato blindato nello scorso luglio con un solido triennale. Ma a febbraio è stato esonerato e al suo posto è arrivato Ballardini. Floro Flores conosce il precedente, ne tiene conto, attende con serenità le decisioni di Vigorito. Sul tavolo c'è anche la posizione del ds Marcello Carli.



