Errori, voglia di strafare, sfortuna e Lewis che vola: per Leclerc è il volto triste della Ferrari

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Il monegasco, fresco di rinnovo col Cavallino, è incappato in un altro pessimo weekend: negli ultimi 5 anni mai aveva affrontato un doppio ritiro. Il team principal Vasseur lo difende: "La cosa positiva è che aveva un ottimo passo in gara, deve ripartire da questo"  

Giusto Ferronato

Giornalista

15 giugno - 18:35 - MILANO

Il garage della Ferrari a Barcellona, al termine del settimo GP della stagione, è stato anche il racconto di una storia di estremi. Da un lato del box è esploso il tripudio per la rinascita di Lewis Hamilton, tornato alla vittoria con una prestazione impeccabile, un trionfo che ha interrotto il digiuno della Rossa che durava dal GP del Messico del 2024, l’ultima volta che un pilota del Cavallino (in quell'occasione Carlos Sainz) aveva vinto una gara. Dall'altro lato, sconfortato, un Charles Leclerc che ha vissuto forse uno dei punti più bassi della sua carriera a Maranello. Da un po’ di tempo il Predestinato è diventato l’ombra del pilota tutto cuore e talento che ha fatto innamorare e sognare i tifosi, prigioniero di una crisi che lo ha visto sprofondare proprio mentre il compagno di squadra è stato capace di sfoderare una grande prestazione, non solo velocistica, ma proprio di leadership. 

fallimento e delusione

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Tra errori e problemi tecnici, il weekend catalano di Leclerc è stato un fallimento sia in qualifica sia in gara. Tutto è iniziato sabato, precisamente nella delicata curva 4. Charles ha raccontato di “aver cercato qualcosa di diverso” per dare la caccia a una pole che, a giudicare dai pochi millesimi che hanno diviso il compagno di squadra Lewis Hamilton da Russell, si è dimostrata alla portata. Il cambio di percorrenza e la variazione di velocità ricercate gli sono state fatali: la sua Ferrari è finita sulla traiettoria sporca, innescando un violento sovrasterzo a pendolo che l’ha proiettata frontalmente contro le barriere. Dalla decima piazza in griglia, la domenica si è trasformata in una “debacle idraulica”. “Non avevo più il gas e non avevo i freni", ha ammesso con lucidità disarmante, spiegando come il cedimento strutturale lo abbia privato anche del servosterzo e della possibilità di cambiare marcia. Un ritiro inevitabile a pochi chilometri dal traguardo mentre Hamilton trionfava, rendendo il contrasto nel box e il suo dopo gara difficilissimi da sopportare. Ciò che più colpisce è lo stato psicologico del monegasco. Leclerc non ha cercato alibi, presentandosi ai microfoni con una vulnerabilità che raramente si vede a questi livelli. "Provo tantissima vergogna per non aver saputo mettere insieme tutto in un fine settimana così positivo per la squadra", ha dichiarato con onestà brutale. Di fronte all'ennesimo passo falso, la sua autocritica è stata radicale: "Non ci sono scuse, è solo colpa mia". Il pilota è apparso quasi schiacciato dal senso di responsabilità verso la squadra e verso i tifosi, come quando sabato ha amaramente ammesso: “Per scusarmi dell’errore dovrei vincere la gara e forse nemmeno basterebbe”. 

gerarchie ribaltate

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A Barcellona abbiamo assistito a un ribaltamento delle gerarchie. Mentre Hamilton ha mostrato una precisione chirurgica, massimizzando il pacchetto di aggiornamenti della Ferrari e gestendo magistralmente le gomme in condizioni estreme, Leclerc è incappato in un weekend in cui non ha funzionato nulla. Un fine settimana che si è aggiunto all’incidente durante il GP di casa a Montecarlo di 8 giorni fa, un’altra coltellata emotiva. Leclerc è scivolato al quarto posto nel Mondiale con 75 punti, contro i 115 di Hamilton, ora secondo. Nemmeno il passaggio tecnico ai freni Carbone Industrie — la configurazione preferita da Lewis e adottata da Charles proprio per ritrovare fiducia — è servito a salvarlo dall'incidente del sabato. Un dato è piuttosto indicativo del suo momento nero: negli ultimi 5 anni mai Leclerc aveva collezionato due ritiri consecutivi. E anche per questo stona in modo ancora più vistoso e un po' sfortunato che, proprio alla vigilia di Monaco, sia stato celebrato il rinnovo di contratto del monegasco con Maranello. In questo momento, che evidentemente tutti si augurano sia un semplice passaggio a vuoto, il pilota su cui la scuderia ha scommesso per il futuro sta rendendo decisamente meno del veterano Hamilton, che a 41 anni è tornato a dare lezioni di guida. Va detto, non solo a Leclerc. 

la difesa di fred

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La Ferrari, comunque, crede giustamente in Charles, che già tante volte è stato bravo a rigenerarsi, visti i tanti momenti di difficoltà affrontati. Fred Vasseur ha minimizzato l'errore del sabato, definendolo un eccesso di foga dovuto alla legittima voglia di pole su una pista dove la Ferrari era finalmente competitiva. E proprio il team principal, che ha fortemente voluto il rinnovo di contratto di Leclerc, ha accarezzato così il suo pilota: "Penso che stia crescendo insieme alla macchina e insieme alla squadra. In gara è stato un problema di affidabilità. La cosa positiva è che aveva un ottimo passo. Aveva fiducia e deve ripartire da questo”.

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