Diventare giocatori migliori significa prima di tutto comprendere un certo numero di errori che tutti, prima o poi, commettiamo. La lista è abbastanza lunga e passeremo in rassegna tutti gli errori "da principiante". E' una tassa da pagare per diventare più skillati. Il più comune errore è giocare troppe mani
Tra le tante paroline magiche che ci fanno migliorare come giocatori, abbiamo anche controllo e disciplina. Sono ambiti che toccano la personalità del giocatore. Se siamo alle prime armi non dobbiamo commettere l'errore di giocare troppe mani. Alla lunga non paga
ALCUNE MANI SI GIOCANO DA SOLE
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Chiunque abbia iniziato da poco, o relativamente poco, a giocare a Texas Holdem avrà imparato la divisione tra mani forti e starting hand speculative. Rischi e benefici sono cosa nota: immaginiamo di avere una bella coppia d'assi: cercheremo di farcela pagare magari su ogni strada facendo attenzione a board particolarmente connessi e coordinati. Se qualcuno ci contro rilancia nel preflop siamo abbastanza sereni e non abbiamo paura di andare allin. Ricordate sempre che anche le mani più forti non sempre vincono e quando non lo fanno troviamo giustificazioni che difficilmente stanno in piedi. Mani come coppia di donne possono essere facilmente "bloccate" da un flop con overcard e il più delle volte non è chiaro come gestirle al meglio. Le starting hand speculative ci piacciono un sacco perché immaginiamo che saranno quelle che ci portano più chips qualora riuscissimo a chiudere un punto decisamente forte. Poi ci sono le coppiette o cose tipo KQs che difficilmente passeremo. Altro aspetto psicologico da non sottovalutare: se stiamo vincendo o, al contrario, stiamo vivendo una fase di perdita chips, tenderemo a giocare più colpi. Il classico errore, sia per i principianti che anche per qualche giocatore più esperto, è quello di entrare in gioco troppe volte
ERRORE CLASSICO: GIOCARE TROPPE MANI NON VA BENE
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Perché lo consideriamo un errore grave? Perché i motivi che ci portano a fare ciò non fanno parte del giusto bagaglio di giocatore. Spesso giocheremo fuori posizione, difficilmente avremo una lettura corretta su vari avversari. In più inseguire un progetto o impuntarci nel non credere all'avversario comporta l'erosione dello stack. Quando troveremo colore al river non è detto che saremo pagati. E se all'ultima strada troviamo una coppia mentre inseguivamo scala? Improvvisamente "cambieremo lettura" e troveremo una ragione per chiamare con T9 quando al flop c'era un K che il nostro avversario puntualmente mostra. La mancanza di disciplina ci porta ad innamorarci troppo delle carte, immaginando colpi incredibili o letture perfette. La conseguenza è l'aumento della probabilità di perdere visto che i giocatori principianti non hanno ancora bene in mente il come gestire i board: dal pot control al checkrasie fatto o subito. Ricordiamo però ancora una volta che una delle conseguenze più gravi è rappresentata da bluff troppo banali, uniti a call marginali. Il consiglio non è ovviamente quello di concentrarsi solo sulle premium hands (altrimenti potemmo aspettare troppo): possiamo ipotizzare di entrare nell'ottica di tribettare, a volte, mani speculative a patto di essere in posizione. Dall'altra parte però c'è da fare attenzione alla "voglia di riscatto". Se abbiamo perso stack in un paio di colpi non facciamoci prendere dalla frenesia di recuperare subito.
7 aprile 2026 (modifica il 7 aprile 2026 | 19:03)
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