Il costo dell'energia prodotta da gas
nell'Ue è aumentato di oltre il 50% nei primi dieci giorni del
conflitto, a partire dal 28 febbraio.
I paesi che dipendono meno dall'energia a gas sono meno esposti
agli aumenti del prezzo dell'elettricità. In Spagna, il gas ha
influenzato il prezzo dell'elettricità solo nel 15% delle ore
dall'inizio del 2026, rispetto all'89% in Italia. Sono le
rilevazioni del think tank Ember che sottolinea come i prezzi
medi dell'energia in Spagna rimangono al di sotto del costo
dell'energia prodotta da gas, e inferiori rispetto agli altri
paesi dell'UE con un ampio parco di centrali a gas. La Spagna,
infatti, scrive Ember, ha aggiunto 40 GW di capacità da energie
rinnovabili dal 2019, mentre l'Italia, rimane fortemente
dipendente dal gas per la produzione di energia elettrica.
Con il balzo dei prezzi, l'UE ha pagato 2,5 miliardi di euro
aggiuntivi per le importazioni di combustibili fossili nei primi
dieci giorni del conflitto.
"La Spagna dimostra che la dipendenza dal gas non è un destino
inevitabile. Mentre i prezzi del gas sono esplosi del 50%, i
consumatori spagnoli potranno essere in gran parte protetti
grazie al disaccoppiamento strutturale tra gas ed elettricità
raggiunto con la crescita massiccia di eolico e solare", dice
Beatrice Petrovich, Senior Energy Analyst di Ember . "In Italia,
dove il gas determina il prezzo dell'elettricità nell'89% delle
ore e l'accelerazione sulle rinnovabili è stata più lenta,
l'impatto potrà essere ben più pesante. La differenza non è
geografica, è politica: è il risultato delle scelte di
investimento fatte negli ultimi anni. Per questo non c'è alcun
dubbio: la singola cosa più urgente ed efficace che il governo
italiano potrebbe fare per abbassare le bollette è indire nuove
aste per le rinnovabili e offrire certezza normativa".
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2 ore fa
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