Egitto in ansia per gli ottavi contro l'Australia: Salah riuscirà a scendere in campo?

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Si giocherà al coperto e con l’aria condizionata: e chi vince può trovare l’Argentina

In ogni caso sarà storica, perché Australia e Egitto non hanno mai vinto una partita nella fase a eliminazione diretta al Mondiale. Per gli africani è la prima qualificazione in assoluto, nella Coppa moderna: quando giocarono gli ottavi nel 1934 si partiva proprio da quel turno. Gli australiani toccarono gli ottavi nel 2006 (e anche nel 2022), rispediti a casa dal rigore di Francesco Totti che poi inventò l’esultanza del pollice succhiato. Nei gironi hanno faticato entrambe, ma il Mondiale allargato ha garantito un secondo posto che le ha portate al sedicesimo di oggi a Dallas, ore 13 locali però in un’arena chiusa e condizionata. Chi passa finirà con tutta probabilità in braccio all’Argentina (l’alternativa è Capo Verde). Brividi.

I dubbi

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L’Egitto più che nelle mani di Momo Salah è in quelle dello staff di fisioterapisti che lo stanno curando. La stella dei Faraoni, ufficialmente svincolato da tre giorni, ha dovuto uscire dopo un’ora circa nella sfida contro l’Iran. Il risentimento al bicipite femorale della coscia sinistra sta tenendo in apprensione l’intera nazione. Salah ha seguito un intenso programma di riabilitazione, si è allenato da solo, dicono siano buone le possibilità di vederlo in campo, se non dall’inizio, almeno a gara in corso.

La possibilità

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Con Salah part time, salgono le responsabilità di Omar Marmoush, che non ha preso troppo bene la panchina iniziale contro l’Iran. Da solo l’attaccante ventisettenne del Manchester City è costato quanto l’intero valore della rosa dell’Australia (77 milioni), ma in Premier League non ha mai sfondato: 16 gol in 61 partite a Manchester, meno della metà di quelle messe a segno con l’Eintracht Francoforte, con circa lo stesso numero di apparizioni. Cerca il riscatto.

La freccia

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Se Marmoush e Salah potranno mettersi a correre, troveranno una freccia sul loro percorso. L’esterno difensivo australiano Jordan Bos, 23 anni, origini olandesi e tesserato per il Feyenoord, è stato misurato come il più veloce del Mondiale, visto che ha raggiunto una punta di velocità di 36,7 chilometri orari. In difesa comanda Circati, del Parma, ma per i recuperi sprint sa su chi fare affidamento. "La difficoltà maggiore nell’affrontarli è che gli egiziani sono molto compatti, si muovono da squadra più che con le individualità. Ma sono fiducioso", ha detto il ct australiano Tony Popovic.

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