(di Francesca De Lucia)
Incredibili 80: il titolo scelto
per il tour estivo era già uno sberleffo dei suoi, "Quando sarò
grande". Edoardo Bennato, Peter Pan eterno e mai allineato, li
festeggerà domani, reduce dal trionfo del Circo Massimo, 46 anni
dopo aver fatto la storia della musica negli stadi. Pirata del
rock ribelle e sognatore, è stato il primo artista italiano a
riempire San Siro.
Era il 19 luglio del 1980 e quell'anno magico segnò un altro
record inattaccabile: quindici stadi in un mese, l'effetto
speciale di quel ragazzo che mischiava rock blues e punk con
testi urticanti e geniali, era il kazoo. Verso 'L'isola che non
c'è' il pubblico navigò in un mare di accendini, oggi gli
schermi luminosi degli smartphone catturano le stesse emozioni
di un canzoniere ricchissimo, prossime tappe a settembre ad
Empoli, Pompei, Milano.
Il 'Cantautore' (che ha saputo prendere in giro anche la sua
onorata categoria) parla da sempre a più generazioni: Un giorno
credi, Dotti medici e sapienti, In fila per tre, A cosa serve la
guerra: cosa c'è di più attuale? Musicalmente e con l'orgoglio
di famiglia (il fratello Eugenio, quello che gli diceva
'rinnegato', è raffinato musicista), Bennato è stato, ed è, la
vera grande 'scossa' dei Campi Flegrei, non solo una scritta che
porta orgogliosamente sulla maglietta, ma una autentica
'patria', le radici, gli amici, il team. Ogni suo ricordo inizia
da Bagnoli e da (sempre 'Viva') la sua mamma, che affidò quei
ragazzi ad una insegnante di musica per tenerli impegnati
durante l'estate. Poi la favola quasi 'americana' di un artista
testardo e instancabile: la laurea in Architettura a Milano (con
tesi su una visionaria metro flegrea, in copertina di 'Io che
non sono l'imperatore'), la delusione per 'Non farti cadere le
braccia' (poche copie vendute e c'è chi definì la sua voce
inconfondibile' sgraziata'), il colpo di genio di trasformarsi
in 'one man band' per strada a Roma, chitarra, armonica e
tamburelli a pedale. E finalmente il successo con gli album
capolavoro 'Buoni e i cattivi', 'Burattino senza fili', perché
le sue non sono mai state 'solo canzonette' anche se scalavano
le classifiche.
"Ma come ha fatto Collodi ad inventarsi anni fa i personaggi
che oggi troviamo nei telegiornali" ha detto l'artista papà di
Gaia, sempre in grandissima forma, dal palco romano. Dopo
Pinocchio, il suo genio creativo racconterà l'amata fiaba di
Barrie con Peter Pan e capitan Uncino trasformati in metafore
contemporanee, anche in musical. Per le 'Notti magiche' del 1990
la sua voce (e quella di Gianna Nannini) graffiano ancora anima
e ricordi di 'Una estate italiana'.
Oggi la sua bella stagione è piena di impegni: appena
conclusa la mostra di pittura al Palazzo delle Esposizioni, dopo
l'uscita del singolo 'Ogni settimana', atteso un nuovo album in
autunno. Ed è a lavoro per comporre l'inno della Coppa America
Napoli 2027, che vedrà i team di stanza proprio a casa sua, a
Bagnoli. Dove 'Nisida è un'isola e nessuno lo sa'.
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