Sabato la tappa regina della corsa rosa femminile: per la prima volta si affronta la salita piemontese di 18,5 km, con 7,8 km di strada bianca al 9,3% medio. Dal 1997 a oggi, senza paura, le ragazze hanno scalato Stelvio, Mortirolo e Zoncolan, tutte le vette più iconiche del ciclismo
Il Giro d’Italia femminile, che ora si chiama Giro Women ed è organizzato da Rcs Sport, ha fatto la storia del ciclismo rosa a livello mondiale. Già nel 1997 aveva aperto i confini verso il cielo: allora la pisana Fabiana Luperini, capace di vincere 5 Giri e 3 Tour, volò sullo Zoncolan, in Friuli, affrontato dal versante di Sutrio. Poi le ragazze del Giro hanno scalato senza paura il passo dello Stelvio, due volte il Mortirolo (da entrambi i versanti, Monno e Mazzo), ancora lo Zoncolan ma stavolta da Ovaro, l’ascesa più dura d’Europa, e domani ecco il Colle delle Finestre, la salita piemontese che in nemmeno vent’anni si è conquistata il palcoscenico mondiale. Per le sue caratteristiche uniche, è diventate una delle più impegnative: sarà una prova di sopravvivenza, che sposterà ancora di più i limiti del ciclismo femminile. Un paragone: il Tour de France è arrivato soltanto nel 2017 sull’Izoard di Coppi e Bartali, nel 2023 in cima al Tourmalet nei Pirenei e a luglio proporrà il Mont Ventoux, il gigante di Provenza, dove vinse Pantani nel 2000.
numeri
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Domani la giornata decisiva del Giro Women: ottava tappa, Rivoli-Sestriere, appena 105 chilometri ma ben 2800 metri di dislivello, dei quali 1694 soltanto sul Colle delle Finestre. In classifica, l’olandese Van der Breggen è in maglia rosa con 1’ sulla connazionale Vollering, 1’24” sulla tedesca Niedermayer, 2’07” su Elisa Longo Borghini e 3’21” su Monica Trinca Colonel, le due azzurre pronte a far saltare il banco: tutto è ancora possibile. Domenica poi conclusione a Saluzzo (Cuneo). La salita del Finestre inizia alle porte di Susa: è lunga 18,5 chilometri con 45 tornanti, pendenza media 9,2% e punte del 14% a Meana di Susa dopo due chilometri. Ci sono 10,7 km in asfalto con 33 tornanti (media 9,3%), poi in località Il Colletto, a 1456 metri di quota, inizia lo sterrato. Un settore spettacolare, ma terribile: 7,8 km di strada bianca con 12 tornanti e pendenza media del 9,3%. Dalla vetta del Colle delle Finestre, a 2178 metri di quota, mancheranno 28 chilometri al traguardo di Sestriere: 11 km in discesa verso Pragelato e poi la salita finale verso Sestriere, 16 km al 3,8% e punte del 9% per arrivare a 2033 metri.
ambiente
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Queste sono strade di eserciti, condottieri, imperatori e pellegrini. Tra regge, fortezze e abbazie. La strada del Finestre venne realizzata nel XVIII secolo dal genio militare per collegare le varie fortificazioni: infatti in cima c’è il Forte del Colle delle Finestre, edificato nel 1891. Qui la roccia si confonde con il cielo, questo è il mondo delle aquile. Alzi lo sguardo e il blu appare verticale. La natura ti aspetta, severa. Non c’è spazio per chi non ha coraggio. Il Colle delle Finestre non ha pietà. Tra i boschi di castagni vive il lupo. Anche la strada è dura. Non c’è neppure l’asfalto, ma uno sterrato che ti frena a ogni pedalata. Strada bianca, come il palcoscenico delle imprese dei pionieri. Il presente si fonde con la leggenda del ciclismo. Il colore con il bianco e nero. E in cima, tra quelle nuvole, c’è un sogno rosa che diventa realtà.
precedenti
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Il Giro uomini è salito cinque volte in cima al Colle delle Finestre, sempre di passaggio: nel 2005 primo in cima Di Luca (Savoldelli maglia rosa), nel 2011 il bielorusso Kiryienka (Contador in rosa), nel 2015 lo spagnolo Landa (ancora Contador in rosa), nel 2018 il britannico Froome, che dopo 80 km di fuga si vestì di rosa a Bardonecchia, e l’australiano Harper nel 2025, quando Simon Yates tolse la rosa a Del Toro con l’aiuto decisivo di Van Aert. Per avere un riferimento tecnico, nel Giro 2025 il più veloce a scalare il Finestre è stato proprio il britannico Simon Yates, che ci impiegò 58’30”, alla media di 19 km/h.
prime volte
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Sarà una giornata storica per le ragazze, che hanno dimostrato di non temere assolutamente nessuna difficoltà: uno di quei momenti che resteranno nella memoria. Anzi. Dopo la prima volta dello Zoncolan nel 1997 con l’assolo di Fabiana Luperini, il 10 luglio 2010 l’americana Mara Abbott vince in maglia rosa ai 2758 metri dello Stelvio (la Cima Coppi del Giro), versante di Bormio: 21 km e 42 tornanti. Il 7 luglio 2011, l’olandese Marianne Vos conquista il passo del Mortirolo, versante di Monno (quindi lato bresciano): 12,7 km. La stessa salita che patron Carmine Castellano aveva inserito per la prima volta nel Giro d’Italia dei professionisti nel 1990: primo in vetta il venezuelano Leonardo Sierra, che cadde più volte in discesa prima di vincere all’Aprica. Cinque anni dopo, nel Giro femminile 2016, ecco il Mortirolo doc, versante da Mazzo in Valtellina (13 km al 10%), quello di Marco Pantani 1994: è ancora prima in vetta l’americana Abbott.
in friuli
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Il 14 luglio 2018, un’altra prima: il vero Monte Zoncolan da Ovaro (10,1 km all’11,4% medio e punte del 25%), la salita più dura d’Europa, quella che all’inizio ha sempre un cartello che recita “Lasciate ogni speranza voi che entrate”. Come dire: benvenuti all’inferno. L'organizzatore del Giro femminile era Beppe Rivolta, brianzolo di Sovico, cugino di Felice Pulici (il portiere della Lazio dello scudetto), che così ricordava quei giorni: «Con lo Zoncolan si apre un'era nuova. È il movimento femminile che chiede al Giro di crescere, e la svolta è stata anche salire su montagne finora terreno esclusivo degli uomini>. Sulla salita carnica l’olandese Annemiek Van Vleuten, una delle campionesse più forti della storia del ciclismo femminile, fa il vuoto due mesi dopo l’impresa di Chris Froome al Giro professionisti: pensate, realizzò l’ottavo tempo assoluto tra uomini e donne. In quella tappa Froome (che avrebbe poi vinto il Giro con gli 80 km di fuga sul Colle delle Finestre) scalò lo Zoncolan in 39’58’’ (il record è di Gilberto Simoni con 39’03’’ nel 2007): la Van Vleuten si è arrampicata lungo i 10,1 km di ascesa in 48’08’’ a 12,59 km/h, con una Vam (velocità ascensionale media) di 1.496 metri l’ora. L’olandese si sarebbe classificata 44ª nella tappa del Giro uomini. Per capire quanto ci tenevano le ragazze a superare l’ostacolo Zoncolan, tutte le 130 partenti arrivarono in cima. La migliore italiana è stata la cuneese Erica Magnaldi (12ª a 5’43’’): «È uno sforzo brutale, che ti svuota, ma sono davvero felice». Sofia Bertizzolo, maglia bianca delle giovani: "Sono arrivata in cima in lacrime, ma nelle mie lacrime c’era tutto: rabbia, gioia, emozione. Abbiamo fatto una cosa disumana, siamo arrivate sullo Zoncolan, ma ce l’abbiamo fatta". Elisa Longo Borghini: "Lo Zoncolan è uno sforzo lento, che ti uccide poco a poco. Non ti dà respiro, non ti dà pace, non ti dà gioia". Ecco perché domani il Colle delle Finestre rappresenterà un altro momento iconico del ciclismo femminile.

