Con il successo di Raul Fernandez a Silverstone sono 7 i vincitori di una gara nel 2026. Il Ceo di Noale: "Duello con la rossa di cui essere orgogliosi da italiani: ci saranno gare in cui siamo favoriti noi e altre loro. In corsa metto pure Ogura e Fernandez, ma il nostro avversario di riferimento resta Marc"
L’unica certezza è che non ci sono certezze. Il Mondiale MotoGP 2026 si sta rivelando uno dei più combattuti e meno prevedibili degli ultimi anni. Merito di una sfida tecnica tra due moto, Aprilia e Ducati, che si battono a colpi di sviluppi in ogni gara. Ma anche di piloti che stanno vivendo il loro massimo e continuano ad alternare picchi di prestazione a momenti negativi, inclusi cadute e infortuni che non fanno altro che aprire finestre di opportunità per gli avversari. Basta dare uno sguardo veloce alla classifica per capire come tutto sia potenzialmente aperto.
sette vincitori
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E’ chiaro che la rosa dei veri favoriti non possa essere enorme. Ma la realtà dopo ben 12 GP è che i primi 6 del Mondiale sono racchiusi in 56 punti. Pochissimi, se si considera che ogni gara mette a disposizione di ciascun pilota i 25 punti della vittoria e i 12 della Sprint. E che da qui alla fine, a disposizione ce ne sono ben 370. Ieri a Silverstone ha vinto Raul Fernandez, pilota dell’Aprilia Trackhouse, il team satellite di Noale che sta facendo grandi cose e ha già vinto un GP con il giapponese Ai Ogura. Con questo successo, ieri il Mondiale 2026 ha celebrato il settimo vincitore diverso di questo campionato dopo quelli di Jorge Martin, Marco Bezzecchi, Ogura appunto, Marc Marquez, suo fratello Alex e Fabio Di Giannantonio. E la classifica rispecchia proprio questa situazione.
costanza martin
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Il più costante è stato Jorge Martin, che pur avendo vinto solo una gara (in Francia), tra Sprint e gara lunga ha sempre portato a casa punti tranne che in Catalogna. E’ l’immagine di un’Aprilia che ha rimesso al secondo posto in classifica anche Marco Bezzecchi, che dopo l’infortunio in Germania, con operazione alla clavicola, ieri è tornato sul podio e ha ritrovato fiducia. Il grade capo Massimo Rivola racconta di questo stato di incertezza come di qualcosa di positivo: “Secondo me è bellissimo – ha detto il team principal di Noale - nel senso che ci sono due brand italiani che si giocheranno il Mondiale fino all'ultima gara con tanti piloti. Credo che ci siano circuiti dove noi siamo leggermente favoriti e altri dove la Ducati sarà più favorita. E poi ci sono piloti che amano particolarmente una pista e altri meno. Per esempio la prossima gara di Aragon ci dice che storicamente è Marc Marquez è il dominatore. Però qui lo stesso Marc mi è apparso un po’ in difficoltà”.
pronostico aperto
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A questo punto della stagione, dunque, fare pronostici è veramente impossibile. Aprilia e Ducati porteranno sviluppi e si giocheranno il titolo in un continuo alternarsi di prestazioni differenti su ogni tracciato. E il fattore umano sarà ancora più determinante. Per Rivola tutti i piloti Aprilia sono in corsa: “Io li considero tutti in corsa per il campionato – ha detto – ci metto dentro anche Ogura che è caduto a Silverstone ma ha mostrato di avere velocità. Ovvio che preferirei che il titolo finisse a un pilota del team factory, ma è sempre Aprilia. Marquez ovviamente è per noi il riferimento, ce lo insegna la storia e la storia è sempre bene guardarla. E non credo che la Ducati, dopo aver dominato le ultime stagioni, voglia lasciarsi sfuggire questo campionato. Da italiani dobbiamo essere orgogliosi di questa sfida”. La prossima gara sarà Aragon, il 30 agosto. Si correrà di nuovo in Spagna, pista sinistrorsa che è una delle caratteristiche preferite da Marquez. Ma in una stagione così, come detto, ogni gara farà davvero storia a sé.



