Il britannico della Andretti vince e convince in Cina mentre quello della Nissan spreca un'enorme occasione per rilanciarsi in classifica. Evans, poco fortunato in gara, resta comunque leader della stagione 12 di Formula E
Adriano Bestetti
22 giugno - 07:25 - MILANO
Jake Dennis non avrebbe potuto chiedere molto di più al sabato della Formula E a Sanya, sulla ridente isola cinese di Hainan. Nell’undicesimo E-prix stagionale, il britannico del team Andretti ha infatti conquistato vittoria e pole totalizzando ben 28 punti, un bottino che gli ha permesso di risalire fino al quinto posto in classifica con buone possibilità di inserirsi nella volata per il titolo. E lo stesso team Andretti non avrebbe potuto chiedere di più al weekend visto che l’altro suo alfiere, il brasiliano Felipe Drugovich, ha chiuso giusto dietro al compagno sia in qualifica che in gara. Purtroppo per lui, però, nel dopo gara gli è stata affibbiata una penalità di 5" per un contatto con Wehrlein, decisione che ha di conseguenza consegnato la seconda piazza al giovane spagnolo "Pepe" Martí, al miglior risultato in carriera con Cupra Kiro dopo il terzo posto nella Gara-1 di Monte Carlo. Il terzo posto è stato invece attribuito a Nyck De Vries su Mahindra a cui, al contrario, è stata invece annullata una penalità di 5" inizialmente infertagli. Tanti i big della classifica hanno invece di che recriminare, chi per colpe non del tutto sue, come il capoclassifica Mitch Evans, chi per grossolani errori di valutazione, come il campione in carica Oliver Rowland. Ma non sono stati solo questi i protagonisti delle nostre consuete pagelle del dopo gara.
Jake Dennis, Andretti
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Voto: 9,5. Pole position e vittoria con buon margine sulla concorrenza. Jake Dennis ha firmato un round praticamente perfetto al Sanya Street Circuit che ne ha rilanciato le chance da titolo, da lui già conquistato tre anni fa. Non è sempre scontato riuscire a convertire la pole in una vittoria in un campionato imprevedibile come la Formula E, ma il britannico ha gestito la corsa in modo impeccabile, mantenendo il comando nei primi giri e risparmiando il suo secondo Attack Mode fino all’ultimo, ritrovandoselo così disponibili dopo l’interruzione per bandiera rossa. Quando è ricorso al secondo, si è presto ritrovato con pista libera per massimizzare la spinta extra e guadagnare un margine tale da gestire in discreta scioltezza gli ultimi giri. Per Dennis e la sua Andretti si è trattato della seconda vittoria stagionale dopo quella nel primo E-prix del calendario in Brasile. Gli è sfuggito solo il punto extra per il giro veloce.
Josep Maria "Pepe" Martí, Cupra Kiro
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Voto: 8,5. Il giovane spagnolo Pepe' Martì sembra aver trovato la propria dimensione in Formula E. Dopo il bel terzo posto nella gara-1 di Monaco, obiettivamente favorito dal contatto finale tra il compagno di colori Dan Ticktum e la Jaguar di Da Costa, il rookie del team Cupra Kiro ha infatti agguantato un notevole secondo posto a Sanya dopo una gara in gran rimonta. Scattato addirittura diciottesimo in griglia, Martì si è anche ritrovato coinvolto nel tamponamento del giro 20 che ha portato all’esposizione della bandiera rossa. Ripartito di gran carriera, ha completato la sua grande rimonta sfruttando a dovere le sventure degli avversari. Inclusa la penalità inflitta a Drugovich dopo che aveva già festeggiato sul podio da terzo classificato.
Nyck De Vries, Mahindra Racing
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Voto 8. Arrivato a Sanya sull’onda del prestigioso successo alla 24 Ore di Le Mans, l’olandese Nyck De Vries si è dimostrato in grande forma in Cina centrando anche la soddisfazione del podio. Quinto in qualifica e inizialmente classificato al sesto posto, il pilota della Mahindra ha forse atteso troppo a richiamare il primo Attack Mode a inizio gara, facendolo poi mentre era e metà gruppo e faticando a sfruttarlo pienamente anche per via della pista particolarmente stretta. L’arrivo della bandiera rossa ha poi vanificato questo suo sforzo. Ripartito undicesimo, De Vries è però riuscito a dosare con successo le forze e il suo secondo Attack Mode per mantenersi nel gruppo di testa e, dopo l’annullamento di una penalità di 5" inizialmente ricevuta, ha incassato anche il terzo posto insieme al punto bonus per il giro veloce in gara.
Antonio Felix Da Costa, Jaguar
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Voto: 7,5. Non fosse stato per i 5" di penalità che la Direzione Gara gli ha rifilato a pochi giri dalla fine (per una manovra in frenata del tutto discutibile), Antonio Felix Da Costa avrebbe probabilmente portato a casa un comodo secondo posto. Il portoghese della Jaguar, partito dalla sesta fila, ha limitato i danni nella prima parte di gara, ma dopo lo stop per bandiera rossa si è ritrovato tra i pochi fortunati piloti con tutti gli 8 minuti di extra boost a disposizione. Ha approfittato subito del primo Attack Mode da 6 minuti per riportarsi a ridosso dei primi e ha poi sfruttato il secondo da 2 per lo sprint finale, quando però la notizia della penalità lo ha costretto a riconsiderare la sua strategia. Il quarto posto finale gli ha comunque permesso di racimolare punti importanti per la sua classifica.
Felipe Drugovich, Andretti
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Voto: 7. Dopo un inizio di stagione con qualche incertezza di troppo, anche Felipe Drugovich sembra aver finalmente preso le misure alla Formula E. Il ventiseienne brasiliano è in pratica alla sua prima stagione completa con le monoposto elettriche e, dopo il secondo posto nella Gara-2 di Monte Carlo, avrebbe ripetuto lo stesso risultato nel round di Sanya se non fosse stato per i 5" di penalità ricevuti dopo essere sceso dal podio. Dopo il secondo posto in qualifica, con il duello finale vinto dal compagno Jake Dennis, in gara Drugovich ha avuto un approccio strategico simile a quello del britannico, mantenendosi lontano dai guai prima di piazzare la zampata finale con l’ultimo Attack Mode a disposizione. La penalità lo ha poi fatto scendere in quinta posizione, privando il team Andretti di una storica doppietta.
Maximilian Günther, DS Penske
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Voto: 7. Martì ha certamente firmato la rimonta di giornata passando dal diciottesimo posto in griglia al terzo gradino del podio, ma il tedesco Maximilian Günther del team Ds Penske, partito una posizione più indietro e sesto sul traguardo, non è stato da meno. Anche nel suo caso ha contato la buona sorte, che gli ha concesso di stare lontano dai problemi nella prima metà gara e risalire poi la china grazie ai due Attack Mode ancora a disposizione dopo la bandiera rossa. La sagacia sicuramente non gli è mancata e la sua prestazione gli ha fruttato il terzo piazzamento in zona punti della stagione.
Mitch Evans, Jaguar TCS
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Voto 5. Alla luce del terzo posto conquistato in qualifica, il leader del Mondiale Mitch Evans si aspettava sicuramente qualcosa di più dalla tappa di Sanya, ma la fortuna nin è stata dalla sua parte. Al via l’azione combinata delle due Andretti non gli ha permesso di migliorare la sua posizione e il neozelandese della Jaguar ha badato a mantenersi con successo nelle prime posizioni. La sua corsa ha preso però una brutta piega a metà del suo svolgimento, venendo prima tamponato dalla Cupra Kiro di Dan Ticktum e rimanendo poi impelagato nel maxi tamponamento innescato dal suo contatto con la Lola-Yamaha di Zane Maloney. Rientrato al box dopo l’esposizione della bandiera rossa, non è più ripartito a causa dei danni riportati dalla sua vettura. Ad ogni modo, Evans resta in cima alla classifica con 19 lunghezze di vantaggio su Rowland.
Edoardo Mortara, Mahindra Racing
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Voto 5. Lo svizzero Edoardo Mortara ha sin qui avuto nella continuità di risultati la sua arma migliore, ma l’infelice giornata vissuta a Sanya gli ha fruttato il secondo zero stagionale dopo quello nel round inaugurale di San Paolo del Brasile. Le cose si sono messe male piuttosto presto per l’alfiere della Mahindra, incolpevolmente spinto sulle barriere a inizio gara per danneggiare gravemente l’ala anteriore, Mortara ha stoicamente provato a resistere, conquistando anche la testa della corsa sull’onda del suo primo Attack Mode. Ripartito 17° dopo la bandiera rossa per aver sostituito l’ala, Mortara ha poi dovuto arrendersi definitivamente dopo pochi giri per un problema tecnico.
Pascal Wehrlein, Porsche Formula E
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Voto 4,5. Non è un buon momento per l’ex iridato Pascal Wehrlein, a secco di punti a Sanya per conseguire il suo quarto "zero" nelle ultime cinque gare. Il tedesco della Porsche serbava grandi propositi di rivalsa per questo round dopo la debacle di Monte Carlo, ma le cose non sono andate secondo i piani. Sesto in griglia, Wehrlein si è difeso nella prima parte di corsa ritrovandosi poi terzo al momento della ripartenza dopo la bandiera rossa. Tuttavia, un contatto con la Nissan del francese Norman Nato, subito sanzionato con 5" dalla Direzione Gara, ha praticamente messo fine alla sua baldanza. Avrebbe però potuto raccogliere qualcosa in più rispetto al mesto quattordicesimo posto finale.
Oliver Rowland, Nissan
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Voto 4. Il campione in carica Oliver Rowland ha molto su cui rimuginare dopo quanto accaduto a Sanya, gara in cui tutto è sembrato filare per il verso giusto fino a un suo tragico errore. La punta di diamante del team Nissan, vincitore dell’ultimo round, ha dato al via alla sua gara dalla quinta fila mettendo in mostra un atteggiamento piuttosto battagliero, ma tutto è sembrato aver fine al giro 20, quando si è ritrovato coinvolto nel maxi incidente al tornantino rimanendo bloccato a bordo pista. Il provvidenziale intervento della bandiera rossa gli ha però accordato una preziosa seconda chance, peraltro da giocarsi con due Attack Mode a disposizione da 4 minuti. Con il primo, sfruttato subito alla ripartenza, il britannico è passato dal 12° posto in griglia alla momentanea testa della corsa. Rowland si è poi ritrovato ad avere il boost più lungo tra i primi a 7 giri dalla fine, quando è rientrato il regime i Full Course Yellow, proprio mentre arrivava la notizia dei 5" di penalità per Da Costa. Il pilota della Nissan ha approfittato della situazione per controllare il portoghese prima di venire passato dalle due Andretti, ma ha vanificato tutto andando a sbattere sulle barriere al penultimo giro per un proprio errore. Vista la pessima giornata di Evans, Mortara e Wehrlein, Rowland ha così perso la possibilità di guadagnare terreno in classifica su tutti i principali rivali.


