Dietro alla campionessa d'Europa c'è la coppia formata da papà Vincenzo e mamma Helen, che ha lasciato la Nigeria a 20 anni: oggi sono loro a guidare quel "Team Curtis" con tanto di maglietta per tifare
Sara Curtis vince i 50 dorso agli Europei di Parigi con il nuovo record del mondo di 26’’56 (dopo quello già realizzato ieri in 26’’63) e le telecamere riprendono una donna che balla e festeggia sugli spalti. Ha una maglietta bianca con la scritta “Team Curtis”. È Helen Osayiuwu, la madre della fuoriclasse azzurra, presente sulle tribune dell’Aquatics Centre di Saint-Denis (e non accade spesso) insieme al marito Vincenzo. Appena scesa dal podio, la nuova campionessa europea vede le immagini e commenta: “È tipico di mia mamma. Se avessi potuto me li sarei portati entrambi sul podio, lei e papà! Sono felicissima che siano qui e che abbiano vissuto tutto questo. Non vedo l’ora di correre ad abbracciarli. I miei genitori sono le persone più umili che abbia mai incontrato nella mia vita, un esempio di perseveranza, disciplina e tecnica. Sono la mia prima fonte d’ispirazione”. La medaglia d’oro, naturalmente, è dedicata a loro.
galeotto fu il mercato
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È figlia di migranti, Sara Curtis, e il padre Vincenzo, autotrasportatore ed ex ciclista amatoriale, lo ripete spesso. I nonni paterni si trasferirono a Torino dalla provincia di Frosinone; la madre Helen lasciò Benin City, in Nigeria, quando aveva circa 20 anni, più o meno l’età che ha la giovane nuotatrice italiana adesso. Correva i 200 metri con ai piedi soltanto delle calze bianche. Andò prima in Germania e poi in Piemonte. Vincenzo e Helen si sono incontrati un giorno al mercato di Porta Palazzo: colpo di fulmine. Dalla loro unione è nato anche il fratello maggiore Andrea, elettricista. Oggi la famiglia, dopo aver vissuto a Genola, in provincia di Cuneo, si è trasferita a Savigliano, poco distante, in una cascina di campagna ristrutturata. Dalla scorsa estate Curtis studia e si allena negli Stati Uniti, all’università della Virginia di Charlottesville.
quel ciondolo africano
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Helen Osayiuwu lavora alla Balocco e così a Natale non mancano mai panettoni e biscotti. Parla italiano, inglese e edo, una lingua diffusa nel sud della Nigeria, dove Curtis non è ancora mai stata ma dove vorrebbe un giorno andare. Per il momento porta sempre al collo un ciondolo con la forma del continente africano. I genitori di Sara Curtis hanno assistito per la prima volta dal vivo a una sua gara importante agli Assoluti di Riccione del 2025, quando l’azzurra migliorò il record italiano di Federica Pellegrini nei 100 stile libero (53’’01) e diventò famosa anche tra il pubblico generalista. Di lei, a Sportweek, Helen ha raccontato: “Sono molto orgogliosa, perché ogni giorno mi apre gli occhi, mi fa vedere tutte queste cose belle. Mi fa emozionare. E dico grazie a Dio che le ha dato tutta questa forza. Chiaramente non è più la mia piccola Sara, perché la piccola Sara era quella che spronavo dicendole: ‘Guarda che se sei brava poi c’è la tua foto sul giornale locale, guarda che se sei brava, se vinci le gare, poi vai in televisione’. Questa era la mia bambina”. Oggi quella bimba è campionessa d’Europa e primatista del mondo.



