Il decreto sicurezza si prepara al primo round al Senato senza il voto di fiducia, con una trentina di emendamenti della maggioranza e un migliaio delle opposizioni e tempi inevitabilmente stretti per il voto finale. L'ok dell'aula potrebbe arrivare giovedì o al massimo venerdì. Poi di corsa alla Camera: il decreto va convertito in legge entro il 25 aprile, o decade.
E' un percorso in salita quello della prima tranche del pacchetto sicurezza rivendicato fieramente dal governo sull'onda della lotta ai 'maranza', la stretta sulle manifestazioni e la tutela penale degli agenti. Ma al Senato il centrosinistra ha alzato un muro. E sepolto da oltre 1000 emendamenti di tutte le opposizioni, la commissione Affari costituzionali non è riuscita a concludere l'esame. Le votazioni si sono fermate all'articolo 6, sul totale di 33, e si andrà in Aula senza il mandato al relatore.
All'ora di pranzo il relatore di FdI, Alberto Balboni ne ha preso atto cancellando quindi la seduta serale e passando alla 'fase 2'. Per la maggioranza, infatti, alcuni articoli vanno corretti. In particolare, di fronte alle obiezioni di cacciatori, pescatori e altri settori che fanno uso di coltelli, il centrodestra ha ammesso che servono deroghe all'articolo nato per vietare il porto di coltelli e stoppare le aggressioni tra adolescenti ma che colpisce anche altre situazioni. Da qui la riunione di maggioranza con il relatore del decreto, il ministro per i rapporti con il Parlamento, Ciriani e i sottosegretari agli Interni e alla Giustizia, Molteni e Ostellari, per scremare i correttivi necessari. In tutto una trentina fra cui probabilmente quello che proroga fino a fine anno il mandato del comandante della finanza Andrea De Gennaro. Segno, per le opposizioni, della fretta del governo trasformata in boomerang.
"Dopo averlo frettolosamente impacchettato e spedito al Parlamento, vi siete resi conto che alcune norme non stanno proprio in piedi", li attacca Dafne Musolino di Iv. E fa l'esempio, personale, dei coltelli: "Chi va a comprare, come me ieri sera, un paio di forbici al supermercato si deve preoccupare che se lo fermano, sarà arrestato". L'opposizione prova a chiedere un rinvio dell'esame alla prossima settimana, ma invano.
E ripresenta in Aula la pioggia di emendamenti già branditi in commissione, e dal Pd 7 in più. E all'accusa di ostruzionismo mossa da Ciriani alle opposizioni, Peppe De Cristofaro di Avs ribatte così: "Siamo stati obbligati a mettere in campo questa linea dura, perché voi continuate a cambiare il codice penale non attraverso i disegni di legge ma con i decreti". Il ministro meloniano non si scompone: "Ci prenderemo tutto il tempo che serve, anche venerdì se necessario, ma di sicuro non arretriamo su questa battaglia".
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