Il brasiliano ha convinto tutti durante la preparazione estiva dimostrando di saper dare qualità alla manovra. Nella sfida contro il Frosinone giocherà dal primo minuto come regista
Un po’ regista, un po’ nel ruolo di chi trasmette ordine, palla al piede e gioco tra le mani. La seconda vita di Douglas Luiz in bianconero può segnare un nuovo confine e restituire luce ad uno degli investimenti ad effetto dell’estate di due anni fa: cinquanta milioni la sua valutazione dopo una stagione da miglior interprete in mezzo al campo dell’intera Premer League con la divisa dell’Aston Villa. Douglas è sempre stato accusato di abbassare il ritmo della squadra tanto che con Thiago Motta ebbe un percorso ad ostacoli fino all’oblio: da qui la cessione in prestito al Nottingham Forest e dal Nottingham Forest il salto, negli ultimi sei mesi, di nuovo nella casa di Birmingham.
rivincita
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Il ritmo del brasiliano comincia ad alzarsi e, soprattutto, la sua andatura in campo piace sempre più ad un tecnico, Luciano Spalletti, prima curioso di conoscerlo, ora pronto a dargli quella fiducia che non ha mai avuto dalle parti della Continassa: il calcio d’agosto lo ha messo al centro della nuova Juventus, in coppia con il capitano Locatelli e in pole per il debutto di Frosinone alla luce delle difficoltà fisiche che sta incontrando Thuram per colpa del fastidio al ginocchio. Douglas, nel pomeriggio della festa in famiglia all’Allianz Stadium, ha superato anche l’esame ambientale: cori e tifosi ad applaudirne le giocate e le verticalizzazioni improvvise. La sensazione è che l’intesa e l’armonia tra l’ex Aston Villa e Kolo Muani possa costituire un fattore, non banale, nella stagione bianconera perché se ha la meglio la tecnica il resto viene di conseguenza.
ritmo e idee
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Douglas è spinto da una motivazione in più e che, di solito, fa la differenza: dimostrare di potersela cavare anche in una realtà non semplice come la nostra dopo aver incantato il torneo più ricco del mondo. Spalletti può aiutarlo, lo sta già facendo: non c’è stata amichevole dove il brasiliano non sia partito titolare. A centrocampo, oggi, non mancano le alternative, ma con l’Europa League di giovedì e l’ambizione di disturbare le favorite allo scudetto fino alle ultime curve avere più frecce è l’unica variabile consentita: il mercato degli esuberi, nelle intenzioni della società, dovrebbe riguardare Koopmeiners oltre ad Arthur, così da lasciare a Douglas lo spazio e il tempo per riscrivere la sua storia a Torino. L’ex ct azzurro vede nel centrocampista brasiliano quelle caratteristiche che a Locatelli, in parte, mancano: tra i due, così, la convivenza è perfetta. Allo stesso tempo, Douglas potrebbe muoversi accanto a McKennie o Thuram e farlo con il compito di regista. Domenica l’avventura bianconera riparte da Frosinone, campo ricco di trappole ed insidie: là in mezzo, il ritmo dovrà gestirlo un ragazzo che ha lasciato la Juventus il 19 giugno di due stagioni fa, Mondiale per Club in America, metà gara con l’Al-Ain: poi, basta. Prima Nottingham, poi Birmingham come ritorno al passato, ma, adesso, il presente lo vede vivere una seconda via inaspettata, ma meritata.
La Gazzetta dello Sport
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